Services des Eaux Valdôtaines (SEV) ha aggiudicato mercoledì 31 marzo 2026 al raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) guidato da “Iseco” (controllata da “Acea”), con “CVA Smart Energy” ed “Ivies”, la gara per la gestione tecnico‑operativa e la manutenzione di tutti gli impianti di depurazione e dei collettori comprensoriali dell’Ambito territoriale ottimale della Valle d’Aosta, per un importo complessivo di oltre 18,3 milioni di euro (12 milioni per il primo biennio ed eventuale rinnovo per un anno del valore di circa 6 milioni).
Si tratta di un nuovo appalto, bandito nel 2025 dopo che nell’ottobre 2023 SEV aveva rilevato i precedenti contratti gestiti dalle Unité des Communes valdôtaines e dall’Associazione Sub Ato Monte Emilius Piana di Aosta.
Quanto vale l’appalto affidato all’RTI
L’appalto presenta un valore di 18.334.082,05 euro IVA esclusa, importo definito a base di gara e confermato in aggiudicazione con ribasso dello 0,5%. Il contratto, regolato da un capitolato speciale ed una bozza di convenzione già predisposti, avrà durata biennale dalla consegna del servizio, con possibilità per SEV di proroga per un ulteriore anno alle condizioni previste nei documenti di gara.
SEV è la società pubblica, creata dal Consorzio Bim Valle d’Aosta in qualità di Ente di governo d’ambito su mandato dei 74 Comuni valdostani dopo l’approvazione della legge regionale n. 7 del 30 maggio 2022, sulla “Nuova disciplina dell’organizzazione del servizio idrico integrato”, e che quindi gestisce il Servizio idrico integrato sull’intero territorio.
Il servizio copre l’intero territorio regionale valdostano, coincidente con l’Ambito territoriale ottimale del Servizio idrico integrato, e interessa così tutti i 74 Comuni, organizzati in diversi sub‑ATO ed Unités des Communes ma gestiti in modo unitario. Il sistema è dimensionato per una popolazione residente di circa 122.500 abitanti con picchi fino a 400.000 presenze nei periodi di alta stagione turistica, a conferma del ruolo strategico degli impianti nei comprensori sciistici e nelle principali località alpine.
I 22 depuratori principali: il ruolo di Brissogne e degli altri poli
La ricognizione impiantistica allegata al Piano d’ambito e ripresa nella relazione tecnico‑illustrativa descrive una rete articolata su 22 depuratori “principali”, tutti oltre i 1.000 abitanti equivalenti (AE), affiancati da circa 215 presidi depurativi minori, a servizio di frazioni e villaggi non collegati ai principali collettori fognari. Fra i grandi impianti spicca Brissogne (150.000 AE), che tratta i reflui di Aosta e di gran parte della Plaine, da Saint-Nicolas a Quart.
Sempre nel sub‑ATO Mont‑Emilius Piana di Aosta rientrano gli impianti di Saint‑Marcel (19.000 AE), Nus e Fénis. Nell’Evançon operano i depuratori di Arnad‑Glair, che dispone anche di un impianto dedicato al conferimento dei “bottini” da autobotte, Ayas‑Corbet, Brusson‑Prae, Issogne‑Granprà, Montjovet‑Oley e Verrès‑Aveuse, al servizio dei centri della media e bassa Valle.
In area Mont Cervin, il sistema ruota sui tre impianti di Châtillon (Covalou, Breil, Glèreyaz), sul depuratore di Saint‑Vincent‑Tenso e sulla grande linea di Valtournenche‑Ussin, dimensionata fino a 40.000 abitanti equivalenti per le esigenze di Breuil‑Cervinia. La Valdigne fa capo al depuratore di La Salle‑Equilivaz/Derby (60.000 AE), che riceve i reflui di Courmayeur, Prè‑Saint‑Didier, Morgex, La Thuile e La Salle tramite un collettore comprensoriale che corre lungo la Dora. In zona Grand Paradis, Cogne capoluogo (10.000 AE) serve il fondovalle e il polo turistico del Parco, con particolare attenzione a emissioni odorigene ed inserimento paesaggistico.
Nel sub‑ATO Mont Rose‑Walser, la relazione cita, fra gli altri, Champorcher‑Moulin, Gressoney‑Saint‑Jean Trino e Lillianes‑Pissines, oltre al nuovo impianto di Donnas‑Nauley (18.000 AE), entrato in funzione nel 2024 e attualmente gestito in virtù di un contratto di conduzione separato fino al 31 agosto 2028: il capitolato precisa che la gestione tecnico‑operativa di Donnas è per ora esclusa dal nuovo affidamento e sarà ricompresa solo successivamente. SEV ha cercato, nel limite del possibile, di ottimizzare la scadenza dei precedenti appalti, in modo da uniformare la gestione di tutti gli impianti.

Il depuratore di La Salle
La galassia dei 215 presidi minori tra frazioni e alta quota
Accanto ai “grandi”, la rete regionale si affida a 215 impianti minori. La maggior parte di queste strutture è stata realizzata fra inizio anni Ottanta e fine anni Novanta ed oggi presenta condizioni molto diverse di conservazione e funzionalità: la stessa SEV, nella relazione tecnica, prefigura la necessità di interventi di revisione e ammodernamento su opere civili e apparecchiature, anche perché molti impianti garantiscono solo una sedimentazione preliminare con efficacia depurativa limitata.
L’appalto non si limita agli impianti ma include anche i “principali sistemi di collettamento”: i collettori comprensoriali e gli sfioratori di piena che convogliano i reflui verso i depuratori, come il collettore Villeneuve‑Brissogne, i collettori di Quart e Saint‑Marcel, le linee comprensoriali di Lillianes, Châtillon‑Covalou, Saint‑Vincent e Valtournenche, oltre al collettore Valdigne‑Mont Blanc in ingresso a La Salle. Nel perimetro rientrano stazioni di pompaggio, pozzetti, misuratori di portata, sfioratori e accessori, con l’obbligo per l’aggiudicatario di garantire continuità di esercizio e tempestività di intervento in caso di guasti e piogge intense.
Bottini, reflui industriali e laboratorio di Brissogne
Particolare è anche la gestione dei rifiuti liquidi e industriali: due impianti, quelli di Brissogne ed Arnad, che dispongono di linee autorizzate per il conferimento di rifiuti liquidi tramite autobotti, con sistemi di grigliatura, vagliatura, lavaggio sabbie, stoccaggio e rilancio in testa all’impianto principale, mentre Brissogne riceve attraverso condotta fissa i reflui della discarica regionale “Enval” e Arnad quelli del centro caseario “Evançon”. Il capitolato affida all’appaltatore la gestione tecnico‑operativa e amministrativa di questi flussi, nel rispetto delle autorizzazioni, compresa tutta la filiera fanghi, sabbie e rifiuti con iscrizioni all’Albo gestori ambientali, registri e adempimenti RENTRI.
Sul piano organizzativo, la gara richiede un gestore strutturato, in grado di presidiare impianti dispersi sul territorio e soggetti a forti oscillazioni stagionali di carico, oltre che agli standard di qualità tecnica fissati da ARERA. L’aggiudicatario deve garantire la piena operatività degli impianti principali e minori, la manutenzione ordinaria e preventiva di strutture, macchine e strumentazione (inclusi i sistemi di telecontrollo e monitoraggio dei consumi energetici), la pulizia e manutenzione delle aree di pertinenza, l’esecuzione dei controlli analitici sui reflui in ingresso e in uscita e la rendicontazione verso SEV, EGATO ed Autorità di regolazione.

Uno scorcio della sede della SEV a Sarre
La strategia di “Acea”: presidio alpino e ambizioni nazionali
Dal punto di vista industriale, “Acea” rivendica il salto di scala dell’operazione: «questa aggiudicazione rappresenta un passaggio rilevante nel percorso di rafforzamento delle nostre attività nel settore idrico e consolida la nostra presenza in Valle d’Aosta, dove intendiamo garantire la gestione del servizio nel rispetto dei più elevati standard operativi, assicurando continuità, efficienza e tutela della risorsa idrica in coerenza con le specificità del territorio valdostano», ha dichiarato l’amministratore delegato di “Acea Acqua”, Enrico Pezzoli, nel commentare l’esito della gara.
“Acea” ha rimarcato il fatto di essere il primo operatore idrico nazionale e il secondo europeo, con attività in otto regioni, dalla Valle d’Aosta a Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Molise e Sicilia, e che, attraverso “Iseco”, “CVA Smart Energy” e “Ivies”, il gruppo punta su un modello operativo basato su presidio territoriale capillare, resilienza, innovazione tecnologica e sostenibilità.
L’obiettivo di SEV: «garantire da subito continuità ed efficienza su una rete complessa»
«L’affidamento al raggruppamento guidato da Iseco – Acea per la gestione tecnico operativa degli impianti di depurazione e dei collettori è uno strumento transitorio per garantire da subito continuità ed efficienza su una rete complessa, nel pieno rispetto delle norme sugli appalti pubblici e degli standard ARERA», ha precisato Donato Madato, amministratore unico di SEV.
«In questa fase SEV sta rafforzando la propria struttura interna, acquisendo personale specializzato e know how operativo – ha aggiunto Michela Catozzo, direttore generale di SEV – con l’obiettivo di poter valutare in futuro, insieme all’Ente d’ambito e agli Enti locali, una possibile evoluzione del modello di gestione, inclusa l’eventuale internalizzazione di parte delle attività oggi esternalizzate, se ciò risulterà più efficiente, sostenibile e coerente con i vincoli regolatori e contrattuali. Fino ad allora, SEV garantirà un forte presidio pubblico di indirizzo e controllo, assicurando la qualità del servizio di depurazione, la tutela dell’ambiente e la pianificazione degli investimenti sull’intero territorio regionale».










