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Pellegrino e Brignone al Quirinale: per Mattarella simbolo delle «Olimpiadi di casa»

scritto da aostapresse.it

giovedì 9 Aprile 26 • h. 11

Pellegrino e Brignone al Quirinale: per Mattarella simbolo delle «Olimpiadi di casa»

di aostapresse.it | Gio 9 Apr 26 • h. 11

Federico Pellegrino e Federica Brignone sono stati ricevuti al Quirinale nella giornata di mercoledì 8 aprile 2026, insieme agli altri atleti medagliati (ed ai quarti classificati) ai recenti Giochi olimpici e paralimpici di Milano-Cortina, passando da alfieri a volti dell’Italia che ha saputo vincere e organizzare «Olimpiadi di efficienza». Da parte di Sergio Mattarella è arrivato un «grazie» agli azzurri olimpici e paralimpici che hanno riempito i medaglieri e riportato al Presidente le bandiere tricolori usate nella cerimonia inaugurale.

Pellegrino: «il sogno di San Siro e l’orgoglio di essere italiano»

Per Federico Pellegrino l’appuntamento al Quirinale è il punto di arrivo di un percorso cominciato quattro anni fa, sempre alla cerimonia di saluto agli azzurri: «quattro anni fa ero qui in questa cerimonia, partecipavo come medaglia e sognavo essere presente ancora, tanto quanto oggi, ma soprattutto durante le gare delle Olimpiadi casalinghe di Milano‑Cortina 2026», ha ricordato il fondista valdostano, sottolineando come quel sogno si sia avverato «grazie alle mie gambe ed a chi mi ha aiutato a renderle performanti fino al 2026».

La scelta di nominarlo portabandiera ha trasformato il risultato sportivo in un’esperienza emotiva unica: Pellegrino ha definito «qualcosa di enorme» l’ingresso allo stadio di San Siro con il tricolore, «cercando il suo sguardo in mezzo agli spalti», riferendosi a Mattarella. Ha poi ringraziato i compagni di squadra «con i quali abbiamo tanto lavorato per riuscire a ottenere e a vincere queste [le medaglie] sul campo», e tutti gli atleti azzurri, anche quelli non presenti, che durante i Giochi lo hanno fatto «saltare in camera tifando» e lo hanno fatto sentire «tanto fiero di essere italiano».

Sergio Mattarella con Federico Pellegrino durante la restituzione della bandiera

Sergio Mattarella con Federico Pellegrino durante la restituzione della bandiera

Brignone: «una presenza non scontata, sfida impossibile trasformata in Olimpiade in casa»

Se per Federico Pellegrino Milano‑Cortina era un obiettivo programmato, per Federica Brignone la strada è stata più incerta: «quando ci siamo visti qua a dicembre, avevo detto che la mia presenza non era scontata e ancora meno era scontata la mia presenza ai Giochi», ha ricordato la campionessa di sci alpino, spiegando come la nomina ad alfiere le abbia dato «una spinta» e «ancora più motivazione per provare una sfida impossibile».

Portare la bandiera e poi gareggiare in casa, sulle piste italiane, è stato per lei un privilegio difficilmente descrivibile: «penso che sia un’emozione e una pressione che siano non paragonabili e neanche spiegabili», ha detto. A nome degli azzurri ha parlato di «emozioni incredibili che ci ricorderemo per sempre» e della speranza di aver «appassionato tanta gente» a vivere, almeno in parte, quello che gli atleti hanno provato in gara.

Bandiere restituite e «medaglieri colmi»: il grazie del Quirinale

Attorno alle parole dei due alfieri valdostani, la cerimonia al Quirinale ha seguito il rito che chiude simbolicamente i Giochi. Dopo l’Inno nazionale e un video su Milano‑Cortina, i sei portabandiera, Arianna Fontana, Pellegrino, Brignone, Amos Mosaner per gli olimpici, René De Silvestro e Chiara Mazzel per i paralimpici, hanno restituito a Mattarella le bandiere nazionali con le firme dei medagliati. In dono sono arrivati anche due cofanetti con le copie delle tre medaglie, olimpiche e paralimpiche, d’oro, argento e bronzo.

Nel suo intervento, il Presidente della Repubblia ha definito Olimpiadi e Paralimpiadi «una pagina indimenticabile», ricordando i «medaglieri davvero colmi»: 30 medaglie alle Olimpiadi e 16 alle Paralimpiadi, con una «sequenza numerica dieci, sei, quattordici» che ha definito «di grande significato storico». Oltre ai podi, ha sottolineato i record e il numero elevato di discipline in cui gli azzurri sono stati protagonisti, e la forza delle storie personali «di grande passione, sacrificio e dedizione», capaci di coinvolgere i cittadini e fare da esempio per i giovani che si avvicinano allo sport.

Sergio Mattarella e Federica Brignone

Sergio Mattarella e Federica Brignone

Milano‑Cortina come cartolina dell’Italia: organizzazione ed etica dello sport

Sergio Mattarella ha insistito anche sul fatto che, da Paese organizzatore, l’Italia ha avuto «un altro motivo di orgoglio»: il successo dell’organizzazione, dell’ospitalità alle squadre e agli atleti, dell’intera «macchina» che ha retto eventi complessi e contemporanei. «È stato un modo di trasmettere, in ogni continente, un’immagine dell’Italia di grande efficienza», ha detto, ringraziando CONI, Comitato paralimpico e Fondazione Milano‑Cortina per aver smentito «ogni scetticismo» con il risultato ottenuto.

Nel passaggio più politico del discorso, il Capo dello Stato ha contrapposto la cultura dello sport a quella della violenza che segna l’attualità internazionale: in «un tempo offuscato da guerre sanguinose e venti di odio», ha ricordato che lo sport esalta lealtà e sacrificio «nel rispetto delle regole condivise», dove la competizione «non è per soggiogare l’altro, ma per migliorarsi insieme». Olimpiadi e Paralimpiadi, ha aggiunto, sono la vetrina più alta di una civiltà che «non si arrende alle prepotenze», e quest’anno è toccato all’Italia, e con l’Italia all’Europa, farsi teatro di una manifestazione mondiale «di amicizia e di umanità».

L’eredità per i giovani e il legame con i tifosi

Il Presidente della Repubblica ha voluto ringraziare non solo chi ha conquistato «medaglie in abbondanza», ironizzando sul peso di portarle addosso, ma anche gli atleti arrivati quarti, chiamati a rappresentare tutti gli altri partecipanti. Ai tecnici e agli staff ha riconosciuto il lavoro quotidiano dietro i successi, ricordando che gli azzurri sono stati seguiti «con affetto da un grandissimo numero di nostri concittadini» e che resteranno un riferimento per «ragazze e ragazzi» che coltiveranno gli stessi sport, olimpici e paralimpici.

Il saluto finale, con la consegna delle medaglie ricordo del Quirinale e la formula «Bentornati con la nostra bandiera, cui avete reso onore», ha chiuso una cerimonia in cui, più che i numeri del medagliere, sono emerse le traiettorie personali di atleti come Federico Pellegrino e Federica Brignone, con la quale si era fermato a parlare all’inizio della cerimonia: storie di sogni dichiarati anni prima, di sfide che sembravano impossibili e di un’Olimpiade «in casa» che, almeno per una generazione di azzurri, resterà il punto più alto di una carriera.