Un paziente ubriaco, portato nella notte in Pronto soccorso ad Aosta dopo essere stato trovato in strada, ha aggredito nella mattina di giovedì 19 febbraio 2026 una parte del personale sanitario del reparto, facendo scattare l’allarme sicurezza e l’intervento della Polizia: prima ha sputato in faccia a un’operatrice socio‑sanitaria, poi ha colpito un medico e un’infermiera, continuando a dare in escandescenze anche all’arrivo degli agenti.
L’episodio al “Parini” e l’intervento della Polizia
Secondo quanto riferisce l’Azienda Usl della Valle d’Aosta, l’episodio è avvenuto intorno alle ore 6, durante la fase di triage al Pronto soccorso dell’ospedale “Umberto Parini”: il paziente, un 35enne residente ad Aosta già noto alle Forze dell’ordine, ha improvvisamente perso il controllo, coinvolgendo un medico, un’infermiera e un Oss. Fortunatamente nessuno degli operatori ha riportato lesioni; il personale ha attivato subito le procedure di sicurezza previste e richiesto l’intervento delle forze dell’ordine.
Sul posto è arrivata in pochi minuti una pattuglia della Polizia di Stato: gli agenti hanno allontanato l’uomo, che è stato arrestato, e hanno ripristinato rapidamente le condizioni di sicurezza all’interno del reparto, consentendo al Pronto soccorso di proseguire regolarmente l’attività. In queste ore la Polizia sta raccogliendo le testimonianze del personale aggredito e ricostruendo nel dettaglio la dinamica dell’accaduto.

La porta di ingresso del Pronto soccorso dell’ospedale ‘Parini’ di Aosta
La condanna dell’Usl: «piaga diffusa, fenomeno da non sottovalutare»
L’Azienda sanitaria regionale ha espresso “piena solidarietà e vicinanza” agli operatori coinvolti, ribadendo la ferma condanna di ogni forma di violenza nei confronti del personale sanitario. Il direttore sanitario Mauro Occhi ha parlato di episodio «esecrabile», figlio di una combinazione pericolosa: «continua pressione sugli operatori, crisi del patto di fiducia tra cittadini e camici bianchi e diffusa aggressività verbale» che troppo facilmente sfocia nelle vie di fatto.
Occhi ha ricordato che il fenomeno delle aggressioni in Pronto soccorso è «una piaga diffusa a livello nazionale» e che gli episodi registrati al “Parini” restano, al confronto, «ancora molto contenuti», ma non per questo trascurabili: l’azienda li monitora per valutare ulteriori misure di contenimento. L’Usl ha sottolineato le procedure e le misure organizzative già in atto, compresi i protocolli con le Forze dell’ordine, ed ha ringraziato la Polizia per il “tempestivo intervento” che ha permesso di ristabilire in pochi minuti la sicurezza nel reparto.
«Il Pronto soccorso è un luogo di cura, non di violenza»
Il direttore del Pronto soccorso, Stefano Podio, ha evidenziato la professionalità e la lucidità del personale in servizio, che ha gestito la situazione tutelando al tempo stesso operatori e pazienti. «Il Pronto soccorso è un luogo di cura e assistenza: comportamenti violenti non sono tollerabili e richiedono la massima attenzione», ha affermato, ricordando che la sicurezza di chi lavora e di chi si rivolge al servizio di emergenza è una priorità imprescindibile.
L’azienda sanitaria ha rinnovato l’appello al rispetto dei professionisti impegnati in prima linea e invita a ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini e sistema sanitario, soprattutto in un contesto in cui carichi di lavoro e tensioni aumentano la vulnerabilità di chi opera nei reparti più esposti. L’episodio diventa così l’ennesimo campanello d’allarme su un tema che, dall’ospedale regionale ai Pronto soccorso di tutta Italia, chiede risposte non solo emergenziali ma anche culturali e organizzative.








