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Bronzo nel fondo e argento nello snowboard: valdostani sul podio olimpico

scritto da aostapresse.it

domenica 15 Febbraio 26 • h. 17

Bronzo nel fondo e argento nello snowboard: valdostani sul podio olimpico

di aostapresse.it | Dom 15 Feb 26 • h. 17

Domenica 15 febbraio 2026 è stata una giornata memorabile da medaglie olimpiche, con una forte impronta valdostana. Al lago di Tesero, in Val di Fiemme, l’Italia è tornata sul podio nella staffetta maschile 4×7,5 km: Davide Graz, Elia Barp, Martino Carollo e Federico Pellegrino hanno conquistato il bronzo, alle spalle di Norvegia e Francia. Poche ore dopo, a Livigno, è arrivato anche l’argento nello snowboardcross team con Michela Moioli e Lorenzo Sommariva.

Pellegrino trascina l’Italia al bronzo: staffetta maschile sul podio dopo 20 anni

La staffetta di Tesero è una di quelle gare che obbligano a guardare non solo il tempo finale, ma anche come ci si arriva. Graz ha aperto in controllo ed ha tenuto l’Italia nel gruppetto di testa, Barp ha mantenuto il terzo posto nella fase calda del classico, Carollo nella frazione di skating ha perso terreno ed ha consegnato a Pellegrino un quarto posto che sembrava già una condanna, con Finlandia e Francia davanti e Norvegia in fuga. E invece no: “Chicco” ha fatto il finisseur, agganciando i finlandesi e nell’ultima salita ha piazzato l’accelerazione che vale il bronzo. L’Italia ha chiuso in 1h 05’12”4, a 47”9 dalla Norvegia (oro) e a 25”7 dalla Francia (argento).

Per Federico Pellegrino è la terza medaglia olimpica dopo gli argenti nelle sprint di PyeongChang 2018 e Pechino 2022, ed è anche la prima medaglia olimpica per gli altri tre azzurri. E nelle sue parole si capisce che, per lui, conta persino più del metallo: «questa medaglia ha un sapore particolare – ha dichiarato – a livello personale va un gradino oltre, perché finire la carriera in questo modo ed in questo grande evento in Italia sapendo che il fondo italiano avrà almeno altri tre ragazzi consapevoli di poter salire sul podio olimpico è la vera legacy che lascio a questo sport».
Poi il racconto del finale, con un dettaglio che è quasi una firma: «essere quarto a poco, anche psicologicamente, era più facile per me che non per il finlandese. Avevo super gambe e super sci e quando l’ho ripreso, mi son detto: “fai il Chicco”. Ho fatto un’accelerata nella salita finale, poi mi sono messo a piangere nella discesa. Vedere i tre ragazzi aspettarmi saltanti e festanti al traguardo è ad ora l’emozione più intensa di queste Olimpiadi». E la dedica, secca come un graffio: «lo dedico a tutti coloro che hanno creduto, ma anche a coloro che invece non ci credevano».

Soddisfazione piena anche dagli altri tre. Davide Graz: «a questa medaglia ci credevamo da tempo, in una staffetta deve andare tutto liscio ed è andato tutto bene e dobbiamo essere orgogliosi». Elia Barp: «il mio obiettivo era non staccarmi, ma credo che abbiamo fatto una gara perfetta tutti e quattro». Martino Carollo: «ho voluto provare a seguire Deslonges, poi ho pagato e mi sono detto di limitare i danni perché sapevo che Chicco poteva fare qualcosa di grande».

Il giorno precedente, sabato 14 febbraio, sempre al lago di Tesero, c’era stata la staffetta femminile 4×7,5 km: l’Italia ha chiuso sesta e nell’ultima frazione è stata schierata la valdostana Federica Cassol, chiamata a reggere un finale difficile contro nazionali più attrezzate. Un piazzamento senza podio, ma utile a fotografare un movimento che, almeno sul maschile, torna a parlare da medaglia olimpica.

L'arrivo di Federico Pellegrino alla fine della staffetta olimpica di sci nordico

L’arrivo di Federico Pellegrino alla fine della staffetta olimpica di sci nordico

Moioli-Sommariva d’argento a Livigno: Italia 1 sul podio nel Team Sbx

Da Tesero a Livigno, il secondo podio di giornata è arrivato nello snowboardcross team. Sul “budello” della pista valtellinese, Michela Moioli e Lorenzo Sommariva hanno centrato l’argento nella prova mista a squadre. Per Moioli è il quarto podio olimpico e il secondo argento consecutivo nel team event: «siamo felici, l’Olimpiade è finita e ci siamo portati dietro qualcosa di bello anche oggi – ha commentato l’atleta del Centro Sportivo Esercito – rispetto alla gara singola penso di avere un alleato con cui costruire insieme la gara. Siamo stati bravi sin da stamattina a darci man forte, avevamo batterie toste sin dai quarti, però ci abbiamo creduto e turno dopo turno abbiamo costruito una gran gara».
Sommariva, ligure ma “di casa” a Chamois, ha conquistato la sua prima medaglia olimpica: «è stato impegnativo, non me l’aspettavo, ma sono felicissimo – ha raccontato – essere protagonisti della medaglia del record storico per l’Italia è una sensazione meravigliosa. Il segreto è stato stare in piedi, visti i contatti nei quarti e in finale. Sono riuscito a tenere il gap ridotto, poi l’egregio lavoro l’ha fatto Michela».

A completare il quadro della giornata olimpica azzurra, nel biathlon è arrivato anche l’oro di Lisa Vittozzi nell’inseguimento con zero errori al poligono, mentre tra le italiane in gara figurava anche la valdostana Michela Carrara, classificata 36ª a +3:45.3 dalla vincitrice.

Michela Moioli e Lorenzo Sommariva sul secondo gradino del podio dello snowboardcross team olimpico

Michela Moioli e Lorenzo Sommariva sul secondo gradino del podio dello snowboardcross team olimpico

La Regione celebra la giornata storica: “visibilità mondiale per la Valle d’Aosta”

Il Governo regionale, con una nota, ha parlato di “giornata storica per lo sci valdostano”, legando i podi olimpici a un messaggio identitario: tre atleti, Federica Brignone nello slalom gigante, Lorenzo Sommariva nello snowboardcross a squadre miste e Federico Pellegrino nella staffetta di fondo “hanno conquistato il podio alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026”, dando alla Valle d’Aosta una visibilità di livello mondiale.

Nella presa di posizione istituzionale c’è un doppio binario: da un lato il riconoscimento del gesto sportivo (“coraggio e caparbietà” per Brignone, “resilienza” per Sommariva, “intelligenza tattica, maturità e altruismo” per Pellegrino), dall’altro il richiamo al lavoro che sta dietro ai risultati. In particolare, l’Amministrazione regionale ha sottolineato come l’argento di Sommariva in coppia con Michela Moioli sia anche “un riconoscimento per il Centro Sportivo Esercito di Courmayeur”, indicato come eccellenza del territorio.

La nota allarga poi l’orizzonte: i complimenti non vanno solo ai medagliati, ma anche agli altri valdostani impegnati ai Giochi e ai tecnici inseriti negli organici delle squadre olimpiche. E qui arriva la frase “politicamente” più utile, perché sposta il focus dal singolo campione al sistema: “le prove” di questi atleti – citando anche Michela Carrara nel biathlon, Federica Cassol nel fondo, oltre a Lisa Francesia Boirai nello snowboard e di Marta Mazzocchi e Tommaso de Luca nell’hockey – vengono lette come una consacrazione degli sport invernali in Valle d’Aosta, del lavoro degli sci club e dell’hockey club, dell’impegno di chi opera nei diversi ruoli e, non ultimo, “dell’eccellenza delle nostre stazioni sciistiche”.
In sostanza: i podi come vetrina, ma anche come certificazione di una filiera che, quando funziona, porta risultati.