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Centro Brocherel, nuovo bando per Rsa, centro diurno e poliambulatorio

scritto da aostapresse.it

mercoledì 1 Aprile 26 • h. 10

Centro Brocherel, nuovo bando per Rsa, centro diurno e poliambulatorio

di aostapresse.it | Mer 1 Apr 26 • h. 10

Dopo quasi trent’anni di cantiere infinito, fallimenti d’impresa e atti rimasti sulla carta, il Centro Brocherel prova di nuovo a uscire dal limbo. Il Comune di Aosta ha infatti aggiornato e ripubblicato il bando per la progettazione, realizzazione e gestione della struttura di corso Ivrea, destinata a diventare una Rsa con centro diurno e poliambulatorio. Un passaggio obbligato dopo la sentenza della Corte di giustizia Ue che ha imposto di riscrivere la gara secondo i principi europei sulle concessioni.

Il nuovo bando dopo lo stop europeo

Il Comune di Aosta ha comunicato martedì 31 marzo 2026 che la Centrale unica di committenza (CUC) regionale ha nuovamente pubblicato il bando per la progettazione, realizzazione e gestione del Centro Brocherel, destinato a diventare una Rsa (residenza sanitaria assistenziale) con 68 posti letto residenziali, un centro diurno per 25 anziani e un poliambulatorio gestito dall’Azienda Usl. Lo stop era arrivato dopo la sentenza della Corte di giustizia UE del 5 febbraio 2026 (causa C‑810/24), che ha bocciato il diritto di prelazione previsto dall’articolo 193 del Codice dei contratti pubblici: la CUC ha dovuto ritirare in autotutela la procedura e adeguare gli atti ai principi europei di concorrenza, trasparenza e parità di trattamento.

Nella nota firmata dalla vice sindaca Valeria Fadda, l’Amministrazione comunale ha sottolineato che al momento della prima gara si era mosso nel pieno rispetto del Codice allora vigente, ma che la nuova giurisprudenza imponeva la disapplicazione immediata della norma nazionale in contrasto: «abbiamo colto questa evoluzione normativa come un’opportunità per rafforzare ulteriormente il bando», ha spiegato il sindaco Raffaele Rocco, spiegando che il Centro Brocherel «resta una priorità assoluta» per la città. L’assessore comunale alle politiche sociali Marco Gheller ha parlato di «rallentamento imposto da un cambiamento normativo esterno», ma ha rivendicato il lavoro degli uffici che hanno riformulato rapidamente gli atti, producendo, ha sostenuto, un testo «più chiaro, solido e competitivo».

Il Centro Brocherel di Aosta in costruzione

Il Centro Brocherel di Aosta in costruzione

Un progetto nato nel 2021 come partenariato pubblico‑privato

Il Brocherel è al centro di un percorso iniziato nel 2021 con l’Accordo di programma tra Regione, Comune e Azienda Usl per completare la struttura di corso Ivrea e trasformarla in centro polivalente sociosanitario e poliambulatorio. La conferenza di servizi del giugno 2021 aveva indicato nel partenariato pubblico‑privato (PPP) a iniziativa privata (articolo 183, comma 15, del vecchio Codice appalti) la formula più adatta per un intervento complesso, con un soggetto privato chiamato a completare l’edificio e a gestire i servizi per trent’anni.

Nel 2022 la CUC, su mandato del Comune, aveva pubblicato l’avviso per raccogliere proposte: era arrivata quella del Consorzio “Zenit Sociale”, poi aggiornata più volte per recepire le richieste tecniche e normative dell’Amministrazione. Il Consiglio comunale, con la delibera 155 del novembre 2023, ha riconosciuto l’interesse pubblico alla prosecuzione del progetto Brocherel tramite PPP e, nel luglio 2025, aveva approvato il progetto di fattibilità tecnico‑economica presentato dal proponente, dichiarandolo di pubblico interesse e di fattibilità.

Cosa prevede il progetto: posti letto e costi

Il Progetto di fattibilità tecnica ed economica (PFTE) approvato prevede:

  • una struttura residenziale per anziani da 68 posti letto, articolata in tre nuclei con spazi comuni, uno dei quali dotato di ossigeno centralizzato, in conformità al Dpcm 308/2001;
  • un centro diurno per 25 anziani, semi‑residenziale, al piano terreno, integrato con alcuni spazi della Rsa e conforme alle linee regionali del 2014;
  • un poliambulatorio/centro diagnostico che l’Usl dovrà gestire su più piani della manica ovest, con funzioni di servizio anche per il Pronto intervento territoriale.

Il quadro economico quantifica in circa 10,36 milioni di euro il valore delle opere (edili, impiantistiche, sicurezza), con somme a disposizione per spese tecniche, arredi, Iva e incentivi che portano il totale del progetto a 15,77 milioni. Il Piano economico‑finanziario allegato al PFTE fissa un contributo pubblico lordo di 5,8 milioni di euro più Iva (6,38 milioni totali), pari a meno del 49 per cento dell’investimento, soglia massima prevista per le concessioni in PPP. Le risorse sono state prenotate su due capitoli di bilancio comunali, uno alimentato da finanziamenti regionali e uno con fondi propri dell’Ente.

Un dettaglio del cantiere del Centro Brocherel di Aosta

Un dettaglio del cantiere del Centro Brocherel di Aosta

Conferenza di servizi chiusa con esito positivo

Nel 2025 il Comune ha avviato la conferenza di servizi decisoria in modalità asincrona per acquisire tutti i pareri sul PFTE aggiornato al nuovo Codice appalti. Hanno espresso assenso, tra gli altri, Deval (per gli allacci elettrici), la Struttura di igiene e sanità pubblica dell’Usl, il Corpo valdostano dei Vigili del fuoco (con parere favorevole condizionato), il Dipartimento sanità e salute regionale (con prescrizioni su camere singole e doppie), la Soprintendenza ai Beni culturali e il Servizio idrico SEV, oltre al Dipartimento regionale per le risorse idriche che ha rilasciato l’autorizzazione idraulica.
Per gli Enti che non si sono espressi nei termini è scattato il silenzio‑assenso; il Rup ha quindi chiuso la conferenza con esito positivo, ritenendo che tutte le condizioni poste potessero essere recepite senza modifiche sostanziali al progetto. Su questa base, nell’agosto 2025 una determinazione dirigenziale ha autorizzato a “contrarre” e a indire la gara in concessione tramite la CUC, con durata trentennale e affidamento in procedura aperta.

L’effetto della sentenza UE e la ripartenza

Quando la macchina sembrava all’ultimo metro, la sentenza della Corte di giustizia del 5 febbraio 2026 ha cambiato le regole: il diritto di prelazione in favore del promotore, previsto dal Codice dei contratti in caso di PPP, è stato ritenuto incompatibile con la direttiva europea sulle concessioni. Per evitare contenziosi, la Centrale unica di committenza ha annullato in autotutela la procedura e riscritto il bando disapplicando la norma nazionale, come richiesto dalla giurisprudenza europea.

Il nuovo bando, ora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea e sui canali della CUC, mantiene l’impianto del progetto Brocherel (tipologia di servizi, volumi, investimento e durata), ma rivede le clausole di gara per garantire piena concorrenza tra operatori, senza corsie preferenziali per il promotore originario. La struttura resta pensata come tassello principale della rete cittadina dei servizi per anziani, con un mix di posti residenziali, centro diurno e attività ambulatoriali in grado, nelle intenzioni del Comune, di alleggerire la pressione sull’assistenza ospedaliera e sulle strutture già esistenti.

Finestre ed ingressi del Centro Brocherel di Aosta

Finestre ed ingressi del Centro Brocherel di Aosta

Trent’anni di cantiere infinito

L’odissea del Brocherel è iniziata a fine degli anni Novanta: nel settembre 1997 la Regione, il Comune di Aosta e l’Azienda Usl firmarono un primo accordo di programma per realizzare in quell’area tra corso Ivrea, via Brocherel e via Monte Emilius un centro polivalente sociosanitario. I lavori veri e propri partirono solo nel novembre 2005, ma si fermano all’inizio del 2009 per il fallimento dell’impresa appaltatrice, con il cantiere che rimase bloccato per oltre un decennio e il Comune che rientrò formalmente in possesso dell’opera solo nell’ottobre 2012.

Da allora si sono susseguiti tentativi di sblocco: nel 2021 un nuovo Accordo di programma tra Regione, Comune e Usl aveva riaperto la partita con l’ipotesi del project financing, poi confermata nel 2023 dal Consiglio comunale con la scelta del partenariato pubblico‑privato. Nel 2025 il Comune era arrivato a pubblicare il primo bando di concessione, a vent’anni dall’avvio dell’edificazione, ma la procedura è stata poi ritirata e riscritta nel 2026 dopo la sentenza della Corte di giustizia UE, allungando ancora i tempi di un’opera che, tra stop, fallimenti e aggiornamenti normativi, è ormai simbolo dei cantieri interminabili valdostani.