Il sindaco di Courmayeur, Roberto Rota, stoppa sul nascere l’ipotesi di un termovalorizzatore in paese, circolata dopo un articolo di “Milano Finanza” sul piano di ricerca affidato al Consorzio CISE del Politecnico di Milano. Il primo cittadino ha parlato, in Consiglio comunale, giovedì 29 gennaio 2026, di «studio accademico» e non di decisioni prese, e assicura che l’impianto «non sarà tra le ipotesi che intendiamo approfondire».
«Solo uno scenario di studio, nessuna decisione»
Il sindaco Rota ha premesso di voler «tranquillizzare tutti» dopo le notizie uscite, che citavano tra le possibili evoluzioni future di Courmayeur anche “la costruzione di un termovalorizzatore”.
Il primo cittadino di Courmayeur ha chiarito che:
- il Comune non ha dato alcun indirizzo politico per realizzare un impianto di questo tipo;
- il termovalorizzatore è una delle tante ipotesi elaborate dal CISE nell’ambito di uno studio di ricerca, «non un progetto deciso né un obiettivo dell’Amministrazione»;
- «ogni scelta resta pienamente in capo al Comune», che potrà valutare se approfondire o escludere ciascuna opzione, «e il termovalorizzatore non sarà tra le ipotesi che intendiamo approfondire».
Rota ha insistito sul fatto che «stiamo parlando ad oggi di ipotesi che vanno analizzate, discusse, prima di diventare realtà e notizia» e che il lavoro dei ricercatori «rimane esclusivamente in un ambito di ricerca accademica, fatto di ipotesi e scenari da verificare, non di decisioni».
L’obiettivo dell’Amministrazione, ha ancora ribadito, è che le proposte servano «esclusivamente per l’interesse e il beneficio di Courmayeur e dei suoi cittadini», senza alimentare allarmismi su interventi mai deliberati.

Gianandrea Ciaramella, presidente del CISE
Che cosa prevede l’accordo con il CISE
Al centro del dibattito c’è l’accordo quadro quinquennale 2025‑2030 sottoscritto dal Comune di Courmayeur con il Consorzio CISE – Construction innovation and sustainable environment, struttura collegata al Politecnico di Milano.
L’intesa, approvata dalla Giunta comunale il 12 dicembre 2025, affida al CISE la progettazione e la programmazione di un “programma strategico di sviluppo sostenibile e innovazione territoriale” per Courmayeur.
L’accordo prevede:
- il coordinamento scientifico generale da parte del CISE;
- la gestione dei rapporti con il Comune e con la Regione Valle d’Aosta;
- l’attivazione di gruppi di lavoro interdisciplinari che coinvolgono i Dipartimenti del Politecnico di Milano (in particolare Design e ABC) e l’Università degli Studi di Milano (Scienze e politiche ambientali);
- attività di ricerca di base su urbanistica sostenibile, mobilità, resilienza climatica, infrastrutture, innovazione tecnologica;
- il supporto alla redazione dei documenti programmatici comunali e alla definizione dei canali di finanziamento europei, nazionali e regionali.
Il progetto è articolato in due fasi:
- una fase programmatica (dicembre 2025 – marzo 2026), dedicata alla costruzione del quadro strategico quinquennale, alla raccolta dati e all’impostazione del modello urbanistico “multilayer”;
- una fase esecutiva (marzo 2026 – fine 2030), che dovrà tradurre le scelte strategiche in interventi concreti, individuando priorità, progetti e relative coperture finanziarie.
Uno “sguardo a 360°” su mobilità, abitare e sviluppo
Nel dettaglio, lo studio del CISE lavora su una serie di “strati funzionali” che disegnano il futuro di Courmayeur a 360 gradi.
Tra i principali:
- mobilità sostenibile e accessibilità integrata, con particolare attenzione ai viali di accesso e alla riduzione del traffico in centro;
- infrastrutture viabilistiche, arredo urbano e piano del colore, per dare al paese un’immagine coerente con la sua storia;
- hub e sistemi di interscambio, per migliorare l’integrazione fra auto privata, trasporto pubblico e mobilità dolce;
- un modello di sistema urbano ed extraurbano policentrico, che valorizzi le diverse frazioni e le due valli laterali;
- tutela del sistema artigianale locale e potenziamento dei sistemi commerciali;
- nuovi modelli di ricettività turistica, con particolare attenzione alla qualità e alla sostenibilità;
- soluzioni abitative sostenibili per i residenti, per contrastare lo spopolamento e l’effetto “seconda casa”;
- sistemi di intrattenimento culturale, turistico e sportivo per l’emancipazione giovanile;
- turismo esperienziale e sviluppo economico locale.
È in questo quadro di scenari di lungo periodo che, secondo quanto raccontato da Gabriele La Monica nell’articolo di “Milano Finanza”, i ricercatori hanno inserito anche l’ipotesi di un termovalorizzatore come possibile risposta al problema, più generale, dello smaltimento dei rifiuti in Valle d’Aosta.
Roberto Rota, però, ha richiamato una distinzione netta: uno studio scientifico può esplorare soluzioni anche “dirompenti”, ma la traduzione in decisione politica spetta solo agli organi eletti e passerà per confronti pubblici e istituzionali.

Il titolo dell’articolo pubblicato su Milano Finanza il 22 gennaio 2026
Una partita politica ancora tutta da giocare
Al di là del “caso termovalorizzatore”, il percorso avviato con il CISE apre per Courmayeur un capitolo delicato: quello del ripensamento complessivo del modello di sviluppo della località, stretta tra la pressione turistica, con punte di 70mila presenze a fronte di poco più di 2mila residenti, e la volontà di conservare un’identità storica legata alle terme, all’alpinismo e a un turismo di qualità.
Le linee tracciate dallo studio, dal ridisegno degli accessi e dei parcheggi all’ipotesi di un centro quasi interamente pedonale, passando per nuovi spazi culturali e per un diverso rapporto fra residenti e “ospiti”, metteranno nei prossimi anni alla prova la capacità del Comune di coinvolgere la popolazione e di mediare tra esigenze spesso divergenti.
La scelta di escludere sin d’ora l’ipotesi del termovalorizzatore indica la soglia politica che l’Amministrazione non intende superare, ma lascia aperto tutto il resto del cantiere: dalla mobilità alla casa, dal paesaggio alla qualità della vita quotidiana.








