La Valle d’Aosta si prepara a una nuova campagna vaccinale preventiva contro la Dermatite nodulare contagiosa dei bovini (Lumpy Skin Disease – LSD). Regione e associazioni di categoria hanno avviato la programmazione del “richiamo” per la profilassi d’urgenza 2026: l’idea è concentrare le somministrazioni in primavera, così da arrivare alla stagione calda con una copertura immunitaria adeguata ed evitare sovrapposizioni con la monticazione negli alpeggi (giugno–settembre), che renderebbe tutto più complicato sul piano operativo.
La scelta è motivata dall’evoluzione del quadro europeo. La Commissione europea segnala che nel 2025 nuovi focolai sono stati rilevati nell’Unione europea, inizialmente in Italia e poi anche in Francia e Spagna, dopo la riemersione della malattia nel Nord Africa negli anni precedenti. Nelle ultime settimane la Francia ha annunciato l’allentamento di gran parte delle restrizioni alla movimentazione dei bovini, dopo un’epidemia che ha contato oltre cento focolai e senza nuovi casi segnalati dall’inizio di gennaio: un elemento che dà la misura di quanto la malattia sia diventata concreta anche “a due passi” dall’arco alpino.
La LSD è una malattia virale dei bovini (non è trasmissibile all’uomo) e la diffusione è legata soprattutto agli insetti vettori: per questo la finestra critica coincide con i mesi più caldi. Il confronto tra gli assessori regionali Carlo Marzi (sanità) e Speranza Girod (agricoltura) con Azienda Usl, Ordine dei veterinari, Istituto zooprofilattico Piemonte-Liguria-VdA e associazioni agricole e zootecniche è rimasto “continuamente attivo” dallo scorso anno e si è riunito il 5 e il 12 febbraio.
Sul piano operativo, dalle interlocuzioni con Ministero della salute e Centro di referenza nazionale (Cesme) sono arrivati tre punti chiave:
- parere complessivamente favorevole a vaccinare in primavera;
- movimentazione libera dei capi già vaccinati, senza tempi d’attesa aggiuntivi se rientrano nel periodo di immunità (continuità vaccinale);
- possibilità di imporre la vaccinazione ai bovini in ingresso in Valle d’Aosta se destinati ad alpeggi o aziende nelle zone interessate dalla vaccinazione, per evitare “buchi” nella copertura.
Restano da chiudere alcuni aspetti pratici (acquisto delle dosi e procedure), in raccordo con Usl, Ministero ed enti competenti, prima dell’avvio.
La Regione rivendica di aver ricevuto apprezzamenti formali dal Ministero e dal Cesme per l’elevata copertura ottenuta in tempi rapidi nella campagna 2025 e per la gestione delle misure di prevenzione, elemento che avrebbe pesato anche sulla valutazione favorevole alla prosecuzione della profilassi nel 2026. Nel 2025, ricorda la documentazione istituzionale, la Valle d’Aosta aveva attivato una vaccinazione obbligatoria su scala regionale dopo l’arrivo dei vaccini e l’approvazione del piano.








