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Federica Brignone, oro olimpico in super‑G a Cortina dieci mesi dopo l’infortunio

aostapresse.it

giovedì 12 Febbraio 26 • h. 14

Federica Brignone, oro olimpico in super‑G a Cortina dieci mesi dopo l’infortunio

di aostapresse.it | Gio 12 Feb 26 • h. 14

Federica Brignone ha finalmente completato il suo personale “Grande Slam” nello sci alpino: sulla Olympia delle Tofane di Cortina d’Ampezzo ha vinto, giovedì 12 febbraio 2026, il super‑G olimpico di Milano‑Cortina 2026, aggiungendo all’argento e ai due bronzi a cinque cerchi l’unico metallo che ancora mancava, l’oro. Dieci mesi (315 giorni) dopo la frattura scomposta del piatto tibiale e della testa del perone sinistri con rottura del crociato anteriore, riportata ai Campionati italiani della Val di Fassa, la valdostana è tornata in pista e ha firmato una delle rimonte più clamorose della storia dello sci.

Una gara perfetta, un margine pesante

Partita con il pettorale numero 6, Federica Brignone ha disegnato una manche pulita e aggressiva su una Olympia meno segnata rispetto alla discesa, fermando il cronometro su 1’23”41. Al primo intermedio ha fatto segnare 23 centesimi di vantaggio, conservandone 18 al secondo ed aumentando a 52 al terzo aumenta, rischiando anche di cadere, arrivando al traguardo al primo posto con 1’23″41. Nessuna delle avversarie è riuscita ad avvicinarsi davvero: argento alla francese Romane Miradoli a 41 centesimi (1’23”82) e bronzo all’austriaca Cornelia Hütter a 52 centesimi (1’23”93), che ha soffiato il podio per un solo centesimo alla connazionale Ariane Rädler.
Le azzurre hanno dato spettacolo: Laura Pirovano ha chiuso quinta a pari merito con la norvegese Kajsa Vickhoff Lie in 1’24”17, mentre Elena Curtoni è settima in 1’24”18; fuori gara Sofia Goggia, velocissima nella parte alta prima di un errore di linea che l’ha fatta uscire da un tracciato insidioso anche per altre favorite.

Per l’Italia è il ritorno sul trono olimpico del super‑G a 24 anni dall’oro di Daniela Ceccarelli a Salt Lake City 2002 e il primo oro a cinque cerchi dopo la discesa di Goggia a PyeongChang 2018.

La discesa vittoriosa di Federica Brignone

La discesa vittoriosa di Federica Brignone

Dalle lacrime dell’Alpe Lusia all’oro olimpico

Il contesto rende il successo ancora più potente: il 3 aprile 2025, ai tricolori della Val di Fassa, Brignone era caduta in gigante riportando una frattura pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone sinistri, oltre alla rottura del legamento crociato anteriore. Operata d’urgenza e data da molti fuori gioco per l’Olimpiade di casa, in dieci mesi ha affrontato un percorso di riabilitazione durissimo per tornare ad altissimo livello.
«È qualcosa di incredibile, ho pensato solo a sciare e a fare il massimo: o la va o la spacca – ha commentato a caldo, dopo la gara – non pensavo di poter vincere l’oro, non mi sarei mai aspettato di diventare campionessa olimpica». Federica Brignone ha spiegato di essersi sentita quasi libera dalla pressione: «forse ce l’ho fatta perché sapevo di aver già dato tutto, l’oro sarebbe stato solo un “di più”. Oggi mi valutavo un’outsider e mi sono detta: o fai tutto o non viene il risultato. È qualcosa di veramente speciale».

Il suo palmarès ora è impressionante: oltre all’oro olimpico nel super‑G, può contare su un argento e un bronzo olimpici in gigante (2018 e 2022), due ori mondiali (combinata a Courchevel 2023 e gigante a Saalbach 2025) e tre argenti iridati, due Coppe del mondo generali (2019/20 e 2024/25) e 37 vittorie con 85 podi in Coppa del mondo.

L'emozione di Federica Brignone sul podio olimpico

L’emozione di Federica Brignone sul podio olimpico

Dopo la premiazione, Federica Brignone ha confidato che «con quello che ho passato in questi mesi ho voluto davvero godermela, questa medaglia».
«So, sappiamo cosa c’è dietro questa giornata, come sto e cosa c’è nel mio corpo – ha aggiunto – ogni giorno combatto contro il dolore, da dieci mesi: mi restano i ricordi positivi della prima volta che ho camminato, del primo squat, del primo giorno sugli sci. Il 3 aprile sarà un giorno che resterà sempre nella mia testa, il 12 febbraio si accompagna a altre giornate speciali della mia carriera. Due giorni fa sono andata in Val di Fassa in elicottero ed una volta arrivata lì non ho potuto sciare per il dolore. Non sono ancora guarita del tutto, ma essere qui oggi è qualcosa di speciale. Ieri ho provato a sciare in gigante, mi sono sentita meglio ed ho voluto provarci. Mi sono detta di essere a ritmo, di far correre le linee, non sentivo alcuna pressione. Sono sempre stata nel “Qui ed ora” e questa è stata la mia forza: sono venuta qui per dare il mio massimo, non per vincere l’oro».

A festeggiare il successo di Federica Brignone c’erano il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, insieme al presidente FISI Flavio Roda e al presidente CONI Luciano Bonfiglio oltre alle Frecce tricolori: «ho incontrato il presidente Sergio Mattarella e quello che mi ha detto mi rende orgogliosa – ha concluso la neo campionessa olimpica – così come sono orgogliosa di avere un fratello come Davide ed una famiglia così e non posso che ringraziare tutti loro. Questa medaglia la dedico a me stessa, per una volta posso farlo. Ma anche a tutti quelli che hanno lavorato con me in questi 10 mesi ma anche in tutti gli anni, perchè questo è il frutto di un lavoro lunghissimo».

Federica Brignone con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed il presidente del CONI Luciano Buonfiglio

Federica Brignone con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed il presidente del CONI Luciano Buonfiglio

L’orgoglio della Valle d’Aosta

La vittoria di oggi ha un significato particolare per la Valle d’Aosta, dove Federica è cresciuta sugli sci e dove ha mosso i primi passi agonistici. Il Comitato regionale Asiva parla di “impresa prima che sportiva di dedizione, tenacia, approccio professionale e del lavoro”, sottolineando i dieci mesi che separano il grave incidente dall’oro olimpico.

Il Governo regionale ha diffuso un messaggio di “più sentite congratulazioni”, definendo Brignone “testimonial” della Valle (in passato è stata sponsorizzata dalla Regione) ed “esempio per i giovani atleti di come impegno, determinazione e passione possano far superare anche le più grandi difficoltà e condurre a traguardi di eccellenza”. Per l’Esecutivo regionale, il successo olimpico “riveste un significato profondo per la Valle d’Aosta”, che vede una propria campionessa costruire, “dalle piste valdostane alla scena internazionale”, un percorso capace di ispirare l’intera comunità.

Federica Brignone festeggiata dal suo staff

Federica Brignone festeggiata dal suo staff


Anche il Consiglio Valle, riunito mentre Federica Brignone scendeva sulla Olympia delle Tofane, si è unito alle celebrazioni: il presidente Stefano Aggravi, a nome dell’Ufficio di Presidenza e dell’Assemblea, ha parlato di «straordinaria medaglia d’oro» e ha ricordato il titolo di Chevalière de l’Autonomie conferito nel 2021 alla campionessa, oggi «simbolo di eccellenza sportiva e resilienza» evidenziando come i suoi successi trasmettano «passione e sacrificio» e rappresentino un modello positivo per i giovani e per tutto lo sport valdostano.
Durante la riunione del Consiglio Valle, con i consiglieri impegnati a discutere i risultati tangibili dell’accordo tra Union Valdôtaine, Centro Autonomista e Forza Italia, Marco Viérin ha rimarcato l’esempio di Federica Brignone nel cercare di uscire dalle difficoltà: «ha vinto l’oro alle Olimpiadi dopo tutto quello che ha dovuto patire – ha dichiarato – mi auguro che questo Consiglio possa fare una fotocopia», mentre il presidente Aggravi suggeriva di essere «più scaramantici delle agenzie stampa».

A quasi 36 anni, con l’oro olimpico al collo e una storia di ritorno che ha emozionato il mondo, Federica Brignone entra ancora di più nella leggenda: non solo dello sci azzurro, ma dello sport italiano.

articolo modificato dopo la pubblicazione iniziale