Il nuovo Piano industriale 2026-2028 del gruppo Finaosta punta a consolidare il ruolo della finanziaria regionale come “terzo pilastro” del credito in Valle d’Aosta, rafforzando mutui a famiglie e imprese, partecipate strategiche e servizi alla Regione, con una forte attenzione alla sostenibilità e alla qualità del credito. L’obiettivo dichiarato nella presentazione, che si è tenuta venerdì 9 gennaio 2026, è crescere senza inseguire l’utile massimo, ma massimizzando l’impatto sullo sviluppo socio‑economico locale, mantenendo indicatori patrimoniali molto sopra la media del sistema bancario.
La strategia del gruppo
«Il Piano industriale rappresenta il punto di riferimento istituzionale e strategico per tutte le attività del Gruppo» ha sottolineato il presidente di Finaosta, Marco Linty, spiegando che lo strumento «permetterà a Finaosta di proseguire nell’attuazione delle politiche di investimento e di sostegno al tessuto economico locale, indicate dalla Regione, garantendo una visione di lungo periodo e una forte attenzione alle esigenze del territorio». Finaosta, ha ricordato Linty, è una società in house della Regione, «un ente strumentale che non ha l’obiettivo di massimizzare i profitti per distribuire dividendi agli azionisti, ma quello principale di favorire lo sviluppo socio‑economico» della Valle d’Aosta.
Il core business resta il credito: su circa 800 milioni di impieghi a fine 2025, oltre 450 milioni riguardano mutui prima casa e circa 350 milioni finanziamenti alle imprese, pari a circa un terzo dello stock di credito complessivo in Valle d’Aosta. «È una particolarità che ha solo Finaosta rispetto a tutte le finanziarie regionali d’Italia» ha osservato Linty, che ha annunciato la creazione di una area clienti comune con la Regione per «evitare duplicazioni» nelle pratiche e accelerare i tempi di erogazione.

La presentazione del Piano industriale 2026-2028 di Finaosta, con il presidente della finanziaria regionale Marco Linty, il presidente della Regione Renzo Testolin ed il direttore generale di Finaosta Mattia Sisto
Obiettivi 2028 e solidità
Per Finaosta gli obiettivi al 2028 sono: crediti erogati in un anno pari a 100 milioni, esposizione complessiva oltre 800 milioni (di cui 500 ai privati), margine di intermediazione 20,7 milioni, utile netto 2,9 milioni e indice CET1 al 31,9 per cento. «Saremo a livelli doppi di solidità rispetto alla media del sistema bancario italiano», ha evidenziato il direttore generale Mattia Sisto, che punta a mantenere il margine di interesse sopra i 14 milioni e le commissioni nette oltre i 4 milioni, riportando il margine di intermediazione sopra la soglia dei 20 milioni come non accadeva da oltre dieci anni.
Sul fronte delle partecipazioni, il gruppo segnala un utile aggregato di 242 milioni nell’ultimo anno, senza società in perdita e con CVA indicata come eccellenza, insieme ai buoni risultati di impianti a fune e immobiliari. Finaosta ha riaperto anche il capitolo nuove partecipazioni: «prima di Bio4Dreams l’ultima acquisizione risaliva a 17 anni fa – ha ricordato Sisto – è una cosa che abbiamo sbloccato e che vorremmo riproporre, se ci saranno opportunità, nel prossimo triennio».
Sinergia con Aosta Factor
Archiviata la cessione, Aosta Factor viene rilanciata come secondo pilastro del gruppo, con esposizione attuale attorno ai 340 milioni e turnover previsto in crescita da 1,6 a oltre 1,8 miliardi entro il 2028, mantenendo un CET1 fra il 13 e il 14 per cento e un margine di intermediazione a 9 milioni. «Aosta Factor oggi riparte pulita, senza particolari crediti deteriorati» ha spiegato Sisto, alla presenza della presidente Sabrina Janin e del direttore Alessandro Gabriele, annunciando un capital plan senza dividendi nel triennio per accantonare utili e aumentare la capacità di finanziamento alle imprese, con Finaosta chiamata a fornire provvista agevolata e servizi condivisi su rischi, IT e legale.

Un momento della presentazione del Piano industriale 2026-2028 di Finaosta
Qualità del credito ed economia valdostana
Dal “cruscotto” del gruppo arriva un messaggio rassicurante sulla qualità del credito: i crediti deteriorati sono in riduzione, i tassi di default sui privati sono definiti «bassissimi» e il portafoglio alberghiero, di quasi 200 milioni di euro, è interamente in regola con i pagamenti. «È un momento molto positivo – ha affermato Mattia Sisto – un sintomo di grande salute da parte delle imprese valdostane», giudizio che il presidente della Regione Renzo Testolin ha collegato ai «trend positivi di aumento delle presenze turistiche e di attività di sviluppo» che «dimostrano un’economia sana».
Il ruolo politico e la visione lunga
Come socio, Testolin ha parlato di «soddisfazione per il lavoro che è stato fatto» e per «la sinergia che l’Amministrazione ha trovato nelle strutture e nella governance delle due società», indicando tre parole chiave: presidio del territorio, qualità del credito e capacità di programmazione. «L’aumento dei mutui non è fine a se stesso – ha sottolineato – è un indice di positività se fa crescere la regione, fa ripartire le aziende, fa credere negli investimenti», anticipando l’idea di affidare a Finaosta il compito di costruire «una fotografia dei bisogni e delle opportunità del territorio nei prossimi 30, 40, 50 anni», per orientare investimenti e politiche pubbliche.
Sul dossier degli impianti a fune, il Piano contempla la possibilità di operazioni di fusione tra partecipate, ma senza scelte già definite. «La possibilità è contemplata all’interno del piano – ha precisato Sisto – ma la risposta va ancora data», mentre Testolin ha ricordato che Finaosta sta ultimando gli approfondimenti tecnici che saranno discussi dal decisore politico, con un confronto con i territori in vista dell’eventuale aggregazione delle sei società funiviarie valdostane.










