Le gallerie di Sorreley, sul raccordo tra l’autostrada A5 e la strada statale 27 del Gran San Bernardo, si avviano verso una chiusura pressoché totale per circa un anno, tra l’inizio di giugno 2026 e giugno 2027. Dopo la chiusura della corsia centrale dallo scorso 30 dicembre 2025 verrà avviato l’adeguamento della tratta ai requisiti di sicurezza previsti dal decreto legislativo 264 del 2006.
Il nodo non è marginale: si tratta del collegamento diretto tra l’autostrada e la direttrice del Gran San Bernardo, gestito da Sav, la concessionaria del gruppo ASTM che ha in concessione la A5 Quincinetto – Aosta Ovest ed il raccordo con la statale 27. La stessa Sav, nella sua Carta dei servizi 2026, ha confermato che sulle gallerie “Côte de Sorreley” e “Signayes” è previsto “a breve” un intervento di adeguamento completo ai requisiti del decreto 264/2006, con chiusura completa della tratta “presumibilmente a partire da fine maggio 2026 sino ad ultimazione dei lavori”.

La galleria di Sorreley a Quart, che collega la A5 con la ss27
La norma europea che impone il maxi-cantiere
La chiusura, per quanto pesante, non nasce da una scelta discrezionale. Il decreto legislativo 264 del 5 ottobre 2006 recepisce la direttiva europea 2004/54/CE e ha lo scopo di garantire “un livello minimo sufficiente di sicurezza” nelle gallerie della rete stradale transeuropea. Si applica alle gallerie superiori a 500 metri appartenenti alla rete TEN-T, già in esercizio, in costruzione o in progetto. La normativa attribuisce inoltre alla Commissione permanente per le gallerie il potere di sospendere o limitare l’esercizio di una galleria se i requisiti di sicurezza non sono rispettati, indicando anche le condizioni per il ritorno alla normalità e i percorsi alternativi in caso di perturbazioni prolungate del traffico.
In concreto, il decreto non si limita a un principio generale, ma impone un pacchetto di standard tecnici e gestionali: responsabile della sicurezza, documentazione di sicurezza, analisi del rischio quando necessaria, procedure di emergenza e una dotazione impiantistica minima.
Nella Carta dei servizi, Sav ricorda che per le gallerie della propria rete già adeguate al 264/2006 sono stati introdotti, tra le altre cose, rete idrica antincendio, videosorveglianza con rilevazione automatica incidenti, segnaletica per l’esodo, illuminazione di emergenza, sistemi di drenaggio dei liquidi sversati, rilevazione incendi, pannelli a messaggio variabile e stazioni di emergenza. Per Sorreley e Signayes, invece, la società ammette che serve ancora un “importante intervento di adeguamento completo”.

I segnali che evidenziano la chiusura della corsia centrale della galleria
Cantieri su impianti e ventilazione, impossibile tenere aperto
Il cantiere riguarderà gran parte dei circa cinque chilometri della galleria e comprenderà la sostituzione dell’intero impianto elettrico, dei punti luce, di chilometri di cavi per alimentare e collegare il sistema di telecamere, oltre al rinnovo dei ventilatori e del piano viabile. È proprio l’estensione dei lavori a rendere impraticabili soluzioni più leggere, come il senso unico alternato. Da qui la scelta della chiusura piena della tratta.
La conseguenza più immediata sarà lo spostamento del traffico verso Aosta. I veicoli diretti o provenienti dalle valli del Gran San Bernardo e della Valpelline saranno dirottati lungo viale Gran San Bernardo, con inevitabili ricadute sulla viabilità del capoluogo e dei comuni di Quart e Saint-Christophe, quest’ultimo già toccato da altri cantieri viari. Preoccupazione c’è anche nei comuni della Coumba Freida, che temono un aumento del traffico e tempi di percorrenza più lunghi per residenti, pendolari, turisti e servizi.
Sul piano delle comunicazioni ufficiali, al momento non risulta ancora una nota stampa dedicata del gruppo ASTM o di Sav con il cronoprogramma dettagliato del cantiere. Però la chiusura della tratta compare nero su bianco in un documento pubblico della concessionaria, la Carta dei servizi aggiornata a marzo 2026, che di fatto è la prima conferma formale dell’intervento e del suo orizzonte temporale. È un dettaglio non banale, perché segnala che il progetto non è più una semplice ipotesi tecnica ma un’operazione ormai messa a calendario.
Traffico su Aosta, ora il problema è reggere l’urto
Il punto politico e pratico, adesso, non è più capire se i lavori si faranno, ma come gestire un anno di traffico deviato su una delle direttrici più sensibili della Plaine. Perché il decreto 264/2006 nasce per aumentare la sicurezza in galleria, ma in Valle d’Aosta il conto di quell’adeguamento rischia di presentarsi soprattutto fuori dalla galleria: sulle strade urbane di Aosta e sulla strada statale 27.










