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Pausa pranzo all’Usl, sindacati in agitazione: revocato il divieto d’asporto

scritto da aostapresse.it

giovedì 12 Febbraio 26 • h. 17

Pausa pranzo all’Usl, sindacati in agitazione: revocato il divieto d’asporto

di aostapresse.it | Gio 12 Feb 26 • h. 17

La mancanza di spazi adeguati per la pausa pranzo e le criticità del servizio mensa in diverse sedi dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta sono finiti al centro di una vertenza sindacale e del dibattito in Consiglio Valle. FP Cgil e Uil Fpl, il 6 febbraio 2036, avevano proclamato lo stato di agitazione parlando di una situazione “ormai insostenibile”: in vari luoghi di lavoro, hanno denunciato, il personale sarebbe costretto a gestire turni senza locali idonei per consumare il pasto e senza un servizio mensa funzionante o alternative “realmente fruibili”.

Nel mirino dei sindacati c’era anche il divieto, scattato dal 31 dicembre 2025, di acquistare cibo da asporto nei locali convenzionati, soluzione che, sottolineano, veniva usata soprattutto da chi ha pause molto brevi (15 o 30 minuti). Secondo FP Cgil e Uil Fpl, l’asporto era diventato una “misura necessaria” proprio per compensare carenze strutturali e garantire la continuità del servizio, evitando ritardi e disservizi. Le richieste: spazi dignitosi per la pausa, un servizio mensa adeguato (o sostitutivi davvero accessibili) e un confronto “serio e risolutivo” con l’Azienda.

La discussione in Consiglio Valle

La questione è arrivata in Aula mercoledì 11 febbraio 2026 con un’interrogazione a risposta immediata presentata Chiara Minelli, consigliera regionale di AVS – Rete Civica VdA, che ha chiesto alla Regione come intenda affrontare un problema che «non riguarda solo una singola sede, ma anche presidi sul territorio, dove con pause ridotte diventa difficile spostarsi, evitare code e consumare il pasto in modo sereno».

L’assessore regionale alla sanità Carlo Marzi ha ricostruito gli impegni assunti dall’Azienda dopo un incontro con le organizzazioni sindacali, avvenuto lo scorso 27 gennaio. Tra le misure annunciate: allestire rapidamente un locale interno per consumare i pasti nelle strutture di via Guido Rey (già individuato e «in fase di allestimento»); aumentare i punti ristoro convenzionati nelle vicinanze; consentire la cessione di alimenti «senza necessità di sedersi», comunicando le modalità ai locali convenzionati; istituire una Commissione mensa con rappresentanti aziendali e sindacali per valutare il gradimento e raccogliere proposte di miglioramento (ospedaliero ed extraospedaliero) ed avviare un tavolo tecnico per definire l’applicazione del contratto sul tema pausa mensa e aggiornare il regolamento.

Marzi ha anche precisato un punto contestato: secondo l’Assessorato, non sarebbe stata disposta alcuna “sospensione” di un servizio di asporto, perché l’asporto non è previsto contrattualmente. Il capitolato, ha spiegato, prevede la consumazione del pasto nei punti convenzionati tramite card e proprio il consumo nei locali sarebbe stato previsto anche per garantire la pausa lavorativa, in assenza (finora) di mense interne in tutti i presidi con le caratteristiche richieste dalla normativa.

La sede dell'Azienda Usl di via Guido Rey ad Aosta

La sede dell’Azienda Usl di via Guido Rey ad Aosta

Il tentativo di conciliazione tra sindacati e Azienza Usl

Nel frattempo, la vertenza ha avuto un passaggio formale nei locali della Prefettura: FP Cgil e Uil Fpl hanno riferito che proprio l’11 febbraio si è svolto il tentativo di conciliazione con l’Azienda Usl e RSU: i sindacati hanno giudicato insufficiente, come risposta all’emergenza quotidiana, il solo tavolo tecnico (“dai tempi lunghi”) ed hanno chiesto impegni concreti e tempi certi. Hanno inoltre contestato come “evasive e non definitive” le risposte rese in Consiglio Valle e rivendicano un confronto “reale e trasparente”.

Dal tavolo in Prefettura, però, un risultato immediato sarebbe arrivato: FP Cgil e Uil Fpl hanno parlato di “revoca immediata del divieto di asporto”. La procedura è stata sospesa temporaneamente, con rinvio al 19 febbraio: in quell’occasione, spiegano, verranno esaminate nel merito le criticità indicate dall’Azienda Usl e, sulla base degli esiti, saranno assunte le decisioni conseguenti, compresa l’eventuale prosecuzione dello stato di agitazione.
Per i sindacati la vertenza si chiuderà solo con il “pieno ripristino del diritto al pasto” e con spazi adeguati garantiti da impegni “chiari, vincolanti e con tempistiche certe”.

articolo aggiornato dopo la pubblicazione iniziale