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Dal 1° gennaio 2026 pedaggi più cari anche sull’autostrada valdostana

redazione aostapresse.it

mercoledì 31 Dicembre 2025 • h. 09:00

Dal 1° gennaio 2026 pedaggi più cari anche sull’autostrada valdostana

di redazione aostapresse.it | Mer 31 Dic 25 – h. 9:00

Dal 1° gennaio 2026 viaggiare in autostrada costerà di più anche per chi entra e esce dalla Valle d’Aosta: sui tratti della A5 gestiti da Sav e Rav scatterà un aumento dell’1,5% dei pedaggi, in linea con l’adeguamento tariffario medio previsto su quasi tutta la rete italiana.​

L’incremento riguarda le tratte gestite da Sav (Quincinetto – Aosta Est) e Rav (Aosta Est – Monte Bianco), rientranti tra le concessionarie per cui è in corso l’aggiornamento del Piano economico finanziario: in questi casi il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (Mit) ha confermato un adeguamento automatico all’inflazione programmata pari all’1,5%.
​In assenza di nuovi aumenti specifici, il rincaro dovrebbe tradursi in pochi centesimi a tratta per le percorrenze più brevi e in qualche euro su quelle più lunghe, ma su base annua peserà su pendolari, autotrasportatori e turisti che utilizzano l’autostrada per collegare la regione al resto d’Italia e al traforo del Monte Bianco.​

Perché aumentano i pedaggi

Il Mit ha spiegato che l’aumento è conseguenza di due passaggi chiave: da un lato la decisione dell’Autorità di regolazione dei trasporti (Art), che ha fissato all’1,5% l’adeguamento tariffario all’inflazione per il 2026, dall’altro la sentenza n. 147/2025 della Corte costituzionale, che ha dichiarato illegittimo il blocco generalizzato degli incrementi disposto dal governo negli anni scorsi.
Secondo la Consulta, la sospensione dei rialzi per più anni di fila violava i principi di ragionevolezza, buon andamento della Pubblica amministrazione e libertà d’impresa, perché impediva di applicare i criteri già fissati dall’Art per calcolare i pedaggi e di aggiornare i Piani economico‑finanziari delle concessionarie.

Il ministro Matteo Salvini ha definito «vanificato» il proprio sforzo di congelare le tariffe, scaricando la responsabilità degli aumenti sulla decisione della Corte costituzionale e sull’adeguamento fissato dall’Art, e ribadendo di non avere più margini di intervento sul rincaro dell’1,5%.
​Dall’opposizione sono arrivate critiche speculari contestano al Governo di aver promesso il blocco dei pedaggi senza varare una riforma strutturale delle concessioni, lasciando che l’aumento scatti comunque in un contesto di inflazione e costi di trasporto già elevati, con effetti diretti su lavoratori e imprese.

Il casello di Saint-Pierre dell'autostrada A5, dove si trova la sede della 'Rav'

Il casello di Saint-Pierre dell’autostrada A5, dove si trova la sede della ‘Rav’

Cosa significa per chi viaggia da e per la Valle d’Aosta

Per chi usa la A5 valdostana l’aumento si somma a pedaggi già tra i più alti d’Italia, soprattutto sulla tratta verso il Monte Bianco, e rischia di pesare in particolare sui pendolari che ogni giorno si spostano da e verso la bassa Valle e sul traffico merci che collega l’area industriale e turistica valdostana con il Piemonte e l’asse francese.
​In attesa che vengano definiti i nuovi Piani economico finanziari di Sav e Rav, che dovranno tenere conto anche degli investimenti programmati e della durata residua delle concessioni, l’adeguamento 2026 resta dunque un “passaggio tecnico” ma con ricadute molto concrete sulle tasche di residenti, lavoratori e visitatori della regione.