«Evidentemente ad Aosta non ci sono problemi di criminalità se quattro poliziotti possono permettersi di preparare il pranzo ad un’anziana». Scherza, ma non troppo, Clotilde “Titti” Forcellati, assessora alle politiche sociali del Comune di Aosta, dopo la pubblicazione, venerdì 29 agosto 2025, sui social, da parte della Questura di Aosta, di due foto della “signora Vittoria” con quattro agenti delle Volanti, arrivati a casa sua dopo che aveva chiamato il 112, lamentando, con la voce rotta dal pianto, di «non mangiare da due giorni».
Dalla Questura raccontano l’arrivo degli agenti al domicilio dell’anziana donna, le verifiche sulle sue condizioni di salute e quindi la scelta di restare con lei, con i quattro poliziotti che chiacchierano, cucinano qualcosa, ed attendono l’arrivo dei servizi sociali: «i piccoli gesti hanno la loro importanza. Anche questa è l’essenza del nostro lavoro» commentano.
Storie simili sono emerse più volte in Italia: a Catania un’ultranovantenne ha chiamato la Polizia perché si sentiva sola: gli agenti le hanno fatto visita e attivato una rete di aiuto. Ad Andria, una 97enne rimasta sola nel giorno di festa ed è stata assistita dagli agenti che le hanno preparato il pranzo. A Sesto San Giovanni, la Polizia locale ha aiutato una 90enne che «non riusciva a cucinare», fermandosi a farle compagnia.
Dopo la pubblicazione delle foto, sono stati numerosi i commenti a supporto degli agenti, anche se qualcuno, ironicamente, ha fatto notare che «nel frattempo, assistenti sociali, badanti e assistenti alla persona davano multe e arrestavano malviventi» ed in diversi hanno puntato il dito contro i presunti malfunzionamenti dei servizi sociali comunali, «ma bisogna arrivare a queste situazione in una piccola realtà come la nostra?» si è chiesto qualcuno.
Caso «ben conosciuto» dai servizi sociali
«In realtà la persona in questione è seguita costantemente, due volte al giorno da un’assistente sociale che era andata via solo mezz’ora prima della chiamata al 112 – ha precisato Clotilde Forcellati – questo è un caso molto ben conosciuto dai nostri servizi sociali, dove l’età avanzata ed il conseguente decadimento si aggiungono ad un carattere non facile. La signora non accetta più il servizio di pasto caldo e, alla nostra proposta di passare almeno una mezza giornata al centro diurno, dopo averci risposto in maniera positiva, non ha mai dato seguito».
Le dichiarazioni dell’assessora comunale alle politiche sociali sono supportate da alcune testimonianze dirette, nei commenti al post della Questura, di alcune operatici socio-sanitarie: in particolare c’è chi ha evidenziato che la protagonista del post «ha cinque figli quindi… fatevi due domande», mentre un’altra ha raccontato che «la signora in questione è seguitissima da tutte le Istituzioni della Valle, è in grado di intendere e volere e spesso rifiuta i servizi domiciliari».
«In ogni caso un grazie infinito ai ragazzi della Polizia per la loro pazienza e aver capito il disagio della signora – ha aggiunto – ma domani è un altro giorno e chissà magari chiamerà i pompieri. Purtroppo la situazione va avanti così da mesi e mi auguro che si convinca la signora ad attuare soluzioni alternative per far fronte a questo suo grande disagio».
Nota di redazione: rispettiamo la privacy della persona coinvolta e non pubblichiamo elementi identificativi, oltre a quelli già resi noti dalla Questura.