La nuova piattaforma digitale di “agevolazioni e convenzioni” annunciata dal Ministero dell’istruzione e del merito (MIM) il 12 febbraio 2026 risulta, in Valle d’Aosta, di fatto inutilizzabile: il portale che dovrebbe consentire al personale scolastico di scaricare buoni sconto e accedere a offerte commerciali non funziona o non risulta accessibile come nel resto d’Italia. Un corto circuito che arriva proprio mentre il Ministero presenta la misura come tassello del “piano welfare” per chi lavora nella scuola.
Secondo il MIM, la piattaforma nasce da una convenzione firmata con Poste welfare servizi SpA del Gruppo Poste Italiane e permette ai destinatari, compresi i nuclei familiari, di accedere a sconti in numerosi settori: cultura e intrattenimento, cura della persona, prodotti per la casa, elettronica ed elettrodomestici, servizi per la famiglia (ad esempio centri estivi), mobilità, moda e articoli sportivi. Il meccanismo è quello dei buoni: “sarà possibile scaricare un buono sconto di entità variabile per ogni categoria commerciale”, da usare poi con le aziende convenzionate.
Il punto, però, è tutto nell’accesso: il Ministero spiega che l’utilizzo passa “attraverso la rete intranet del Ministero”. Nella guida di funzionamento riportata a livello nazionale, la procedura è questa: ingresso dall’area riservata del sito del MIM, autenticazione tramite SPID e scelta della voce “Agevolazioni per il personale scolastico”, con la possibilità di visualizzare le aziende e scaricare i buoni, ma in Valle d’Aosta, ad oggi, la filiera si inceppa: la piattaforma c’è, sulla carta, ma nella pratica i docenti non riescono a farne uso.

Il portale di MIM senza la sezione ‘welfare’
La questione si intreccia con un tema politico e sindacale più ampio: gli sconti non vengono letti come un vero intervento sul potere d’acquisto. La FLC CGIL Valle d’Aosta, in una presa di posizione molto netta, liquida il welfare “a convenzioni” come un palliativo. “Arretrati e convenzioni non bastano. La scuola esige rispetto e risposte concrete”, scrive il sindacato, sottolineando che l’inflazione “continua a erodere pesantemente il potere d’acquisto” e che la recente erogazione degli arretrati “si è rivelata ben al di sotto dell’aumento reale del costo della vita”, senza compensare la perdita salariale accumulata negli ultimi anni.
Nel mirino c’è soprattutto il rinnovo contrattuale: per la FLC CGIL il triennio 2025/2027 “è già in ritardo di un anno” e le trattative sarebbero “formalmente bloccate” perché manca l’Atto di indirizzo del Ministero, passaggio che fa partire il confronto. “Senza questo passaggio formale, il confronto non può partire: il personale resta con gli stipendi fermi e senza alcuna prospettiva concreta”, è la sintesi. E qui arriva l’affondo: “la crisi economica non si affronta con palliativi, ma con un reale riconoscimento economico e contrattuale”.
Il Ministero, dal canto suo, rivendica il percorso del Piano welfare avviato a ottobre 2023 e ricorda che sono già previste agevolazioni nei settori del trasporto aereo e ferroviario, agroalimentare e bancario. A breve, sempre secondo il MIM, dovrebbe aggiungersi anche un tassello sanitario: una polizza assicurativa, per la quale il 29 gennaio è stata pubblicata una gara europea. «Continua il nostro impegno per la costruzione di un Piano welfare sempre più ampio – ha dichiarato il ministro Giuseppe Valditara – con l’obiettivo di migliorare concretamente il benessere e la qualità della vita» del personale scolastico.
In Valle d’Aosta, però, prima ancora del dibattito sul merito degli sconti, resta un nodo molto pratico: se la piattaforma non è accessibile, la misura non esiste, ed infatti il welfare dei docenti valdostani è gestito dalla Sovrintendenza agli studi. Ma se esiste solo per alcuni, diventa anche un problema di equità.
La richiesta implicita, tra chi segnala il disservizio e chi contesta l’idea del welfare sostitutivo, è una: chiarire rapidamente perché l’accesso non funziona sul territorio valdostano e, soprattutto, se e quando verrà garantita la stessa operatività (o un’alternativa equivalente) a tutto il personale della scuola.
Un incontro sulla questione tra le organizzazioni sindacali e l’assessore regionale all’istruzione Erik Lavevaz è stato fissato per lunedì 23 febbraio.








