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Referendum giustizia, vince il No: 54% in Italia, 52% in Valle d’Aosta

pubblicato lunedì 23 Marzo 26 • h. 17

realizzato da aostapresse.it

Referendum giustizia, vince il No: 54% in Italia, 52% in Valle d’Aosta

di aostapresse.it | Lun 23 Mar 26 • h. 17

Un momento della votazione in Valle d'Aosta al referendum costituzionale sulla giustizia

Il NO ha vinto il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia (“ordinamento giurisdizionale” e istituzione della Corte disciplinare).
A livello nazionale il NO ha raccolto il 53,74% (14.461.074) dei voti validi contro il SÌ che si è fermato al 46,26% (12.448.047), mentre in Valle d’Aosta, che pesa circa lo 0,19% del corpo elettorale nazionale, il dato definitivo dei 150 seggi vede il NO al 51,81% (29.456) e il SÌ al 48,19% (27.395) con le schede bianche che sono state il 0,39% (222) e quelle nulle il 0,55% (318): un margine più contenuto rispetto a quello nazionale, con una differenza di 2.061 voti. Nel Comune di Aosta il NO è stato invece più netto: 55,78% (8.695) contro 44,22% (6.894) ed una differenza di 1.801 voti.

In 35 Comuni valdostani ha vinto il SÌ

In Valle d’Aosta il risultato definitivo non è stato uniforme: il SÌ ha prevalso in 35 Comuni su 74, con i margini più netti a La Thuile (69,64%), Courmayeur (65,60%), Pré-Saint-Didier (64,00%) e Valtournenche (62,64%), oltre al 60,99% di Cogne. Sul fronte opposto, il NO ha registrato percentuali particolarmente alte in alcuni centri, ad Avise (67,97%), Valpelline (67,73%), Rhêmes-Saint-Georges (65,06%), Bard (63,46%) ed Introd (62,26%).
Quanto a schede bianche e nulle, nel complesso non emergono anomalie, ma nei Comuni più piccoli si notano picchi legati ai numeri ridotti: ad esempio La Magdeleine ha il massimo delle bianche (6,35%, 4 schede), mentre Bard e Rhêmes-Saint-Georges registrano le quote più alte di nulle (rispettivamente 3,70% e 3,49%).

Le schede per il referendum sulla giustizia

Le schede per il referendum sulla giustizia

Cosa succede adesso

Con la vittoria del NO, la riforma non entra in vigore. Essendo un referendum costituzionale confermativo, l’esito “boccia” il testo approvato dal Parlamento: la legge di revisione costituzionale viene di fatto archiviata e non produce effetti, quindi resta invariato l’attuale assetto costituzionale su ordinamento giurisdizionale, CSM e disciplina dei magistrati.
In concreto, non ci sarà la separazione delle carriere così come disegnata dalla riforma, non nasceranno i due Consigli superiori distinti (giudicanti e requirenti) e non verrà istituita la nuova Corte disciplinare prevista dal testo.
Se in futuro maggioranza e Parlamento vorranno riprovarci, dovranno ripartire da un nuovo iter legislativo: nuovo progetto, nuove votazioni e, se la riforma non raggiunge la maggioranza qualificata in Parlamento, la possibilità di un nuovo referendum.