La Sentinella del Canavese ha cambiato proprietario: dal 1° febbraio 2026 lo storico quotidiano fondato nel 1893 non è più una testata del Gruppo Gedi, ma un supplemento de “L’Edicola”, giornale del gruppo pugliese Ledi Srl, controllato al 100% dalla Fondazione Donata Carella e riconducibile alla famiglia Ladisa, realtà nazionale della ristorazione collettiva.
Dal colosso Gedi a Ledi–Ladisa
Fino al 31 gennaio il colophon della Sentinella riportava il coordinamento editoriale di Gedi gruppo editoriale, la stampa nel network Gedi e la raccolta pubblicitaria affidata alla concessionaria Manzoni, con il direttore responsabile Claudio Cuccurullo e il direttore editoriale Mauro Orfeo. Dal 2 febbraio la testata diventa “supplemento editoriale del quotidiano L’Edicola”, con direttore responsabile Lorena Saracino ed editore Ledi srl, società che percepisce i contributi pubblici previsti dal d.lgs. 70/2017; stampa e pubblicità, per ora, restano in capo agli stessi soggetti del Gruppo Gedi e saranno riallineate nei prossimi mesi.
Ledi è il veicolo editoriale della famiglia Ladisa, guidato dall’imprenditore Vito Ladisa, che attraverso la Fondazione Donata Carella controlla anche il quotidiano “L’Edicola del Sud”, nato nel 2021 tra Puglia e Basilicata e oggi affidato per la pubblicità alla concessionaria Speed del gruppo Monrif. L’accordo preliminare di cessione fra Gedi e Ledi, comprensivo di asset digitali e patrimonio immobiliare, è stato firmato a dicembre 2025, con perfezionamento previsto entro gennaio ed efficacia dal 1° febbraio; il prezzo dell’operazione non è stato reso pubblico nelle comunicazioni ufficiali.
Chi sono i Ladisa e dove lavorano
Dietro Ledi c’è il gruppo Ladisa, uno dei principali player italiani della ristorazione collettiva: oltre 35 milioni di pasti l’anno, circa 5.400 addetti tra diretti e indiretti, presenza stabile in scuole, ospedali, università, Ministeri, Forze dell’ordine ed Enti pubblici in più regioni. Negli ultimi anni l’azienda ha consolidato commesse importanti anche in Piemonte, tra cui lotti di ristorazione scolastica a Torino e servizi di mensa per strutture sanitarie e residenze, e in Lombardia; non emergono invece appalti diretti in Valle d’Aosta, anche se il settore (mense scolastiche, ospedaliere e aziendali) è uno dei mercati potenzialmente interessati dall’espansione del gruppo.
Accanto al core business della ristorazione, il gruppo ha sviluppato attività nella distribuzione alimentare, nella progettazione di cucine industriali, nei servizi di pulizia e facility management, nella logistica, nell’immobiliare e nella finanza, costruendo un profilo da conglomerato di servizi che ora aggiunge un tassello editoriale strutturato con L’Edicola e La Sentinella. Vito Ladisa è anche il patron del Taranto Calcio, squadra iscritta nel campionato di Eccellenza regionale, che aveva l’obiettivo di scalare rapidamente la classifica, alla ricerca di una rapida promozione, ma è in difficoltà di risultati. Il 4 gennaio scorso, dopo la sconfitta da parte del Polimnia, ha lasciato la Presidenza del club al fratello Sebastiano ed esonerato l’allenatore: «con profondo rammarico ma con assoluta convinzione – aveva spiegato – comunico la mia decisione irrevocabile di rassegnare le dimissioni dalla carica di presidente del Taranto Calcio. Questa scelta è maturata dopo una lunga riflessione: non riesco più a dedicare al neonato club il tempo, l’energia e l’attenzione che una società come il Taranto merita. Motivi personali e gli impegni imprenditoriali improrogabili mi impediscono di continuare a guidare questa iniziativa con la dedizione totale che ha sempre contraddistinto il mio impegno in ogni cosa».

Vito Ladisa, nuovo proprietario della ‘Sentinella del Canavese’
Una Sentinella “raddoppiata”: due dorsi, stessa edicola
Sul piano editoriale, il cambiamento più visibile è la struttura in due dorsi: uno locale, che mantiene l’impianto tradizionale di cronaca, cultura, spettacoli e sport sul Canavese e, per la Valle d’Aosta, sui comuni della bassa Valle da Saint‑Vincent in giù; e uno nazionale, prodotto dalla redazione de L’Edicola, con 16 pagine di attualità italiana e internazionale, servizi e rubriche.
Il prezzo di copertina resta 1,70 euro, “lo stesso al quale veniva offerto in precedenza il solo giornale locale”, come sottolineano gli articoli del 30‑31 gennaio e del 2 febbraio, che parlano di “raddoppio dell’informazione” e di un ponte “da Sud a Nord”, con l’obiettivo dichiarato di espandere progressivamente la diffusione della Sentinella a tutto il Piemonte e alla Valle d’Aosta.
Per i lettori valdostani, (la Sentinella viene venduta anche ad Aosta) che oggi vedono in Sentinella soprattutto una pagina di cronaca “di confine” e un aggancio al Canavese, l’effetto immediato è un maggiore peso del dorso nazionale rispetto al passato, con il rischio che l’informazione locale sulla bassa valle resti quantitativamente analoga ma immersa in un contenitore pensato e impaginato altrove.
Pubblicità, sostenibilità e ruolo della redazione
Sul fronte economico, per ora il colophon continua a indicare A. Manzoni & C. come concessionaria pubblicitaria, ma è verosimile che, in coerenza con la strategia già adottata per L’Edicola, la gestione della raccolta passi a una nuova soluzione integrata, magari coinvolgendo Speed o un’altra società collegata. Non è un dettaglio marginale, perché nell’editoriale firmato dalla direttrice responsabile Lorena Saracino e da Claudio Cuccurullo (nel ruolo di condirettore) la «fiducia nel Canavese» viene esplicitamente legata alla capacità del territorio di «utilizzare il giornale per le proprie inserzioni commerciali», con un appello diretto a imprenditori e associazioni a fare pubblicità e a sostenere il nuovo progetto.
È un rovesciamento curioso rispetto al modello classico, in cui è l’editore a dotarsi di una struttura commerciale per andare a caccia di inserzionisti: qui è la direzione giornalistica che chiede ai lettori di «credere nelle potenzialità del giornale» anche come veicolo pubblicitario, ricordando che nel settore «la regola di base è quella del ridurre e del tagliare» e che l’ambizione è invece quella di tenere in vita e far crescere una testata ultracentenaria.
Per la Valle d’Aosta la situazione resta fragile: oggi in Sentinella opera un solo storico collaboratore esterno, attivo da quindici anni, che copre le notizie dei comuni della bassa Valle; il nuovo assetto editoriale non annuncia, al momento, un rafforzamento strutturale della presenza sul territorio valdostano, mentre parla di una futura estensione “capillare” sul Piemonte e sulla Valle. Molto dipenderà da quanti investimenti reali, in giornalisti, corrispondenti, pagine locali, la proprietà sarà disposta a mettere sul tavolo oltre ai dorsi nazionali prodotti dal sud.

Il primo numero di ‘L’Edicola’ distribuito con la ‘Sentinella del Canavese’
Cosa cambia per i lettori valdostani
Per chi in Valle d’Aosta compra la Sentinella soprattutto per la pagina di cronaca “dal basso”, il cambio di proprietà porta con sé alcune questioni concrete:
- la governance editoriale non fa più capo a un grande gruppo nazionale di stampa ma a un soggetto legato a una holding di ristorazione con appalti pubblici diffusi, anche nell’area torinese; resta da vedere come sarà garantita, nel tempo, l’indipendenza del racconto in un territorio dove il gruppo è presente come fornitore;
- la parte nazionale arriva ora da una redazione esterna al territorio canavesano‑valdostano, con linguaggi, priorità e impostazione grafica figlie dell’esperienza de L’Edicola;
- la copertura della bassa Valle d’Aosta, affidata ad un unico collaboratore, rischia di restare marginale se non arriveranno risorse per potenziare redazione e pagine dedicate.
Al netto dei comunicati entusiastici, il vero banco di prova sarà nei prossimi mesi: quanti cronisti sul territorio, quanta attenzione alle notizie “piccole” che fanno il tessuto di Canavese e bassa Valle d’Aosta, quale autonomia rispetto agli interessi economici della proprietà e quale modello di raccolta pubblicitaria verrà messo in campo.
In gioco non c’è solo la sopravvivenza di una testata storica, ma il pluralismo informativo in un’area dove la Sentinella resta uno dei pochi giornali cartacei capace di parlare, ogni settimana, anche alla Valle d’Aosta “di pianura”.








