L’anno giudiziario 2026 del Tribunale amministrativo regionale (Tar) per la Valle d’Aosta si è aperto con più ricorsi, tempi ancora rapidi e un forte campanello d’allarme sul personale e sulla “dignità” dei Tar più piccoli, a cominciare proprio da quello valdostano.
Ricorsi in crescita, soprattutto su edilizia ed elezioni
Nel 2025 al Tar Valle d’Aosta sono stati depositati 63 ricorsi, in controtendenza rispetto agli anni precedenti, quando i nuovi fascicoli erano stati 45 sia nel 2023 sia nel 2024. L’aumento, ha spiegato la presidente Giuseppina Adamo nella relazione presentata mercoledì 4 marzo 2026 alla Biblioteca regionale di Aosta, nella cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, è dovuto in parte agli otto contenziosi elettorali collegati al rinnovo del Consiglio regionale, e dei Consigli comunali di Aosta e Champdepraz, oltre a quelli sulla presentazione delle liste, tutti definiti in tempi brevi tra settembre 2025 e gennaio 2026. Un numero che Adamo ha definito «fisiologico» rispetto alle Amministrazioni coinvolte, più indice di partecipazione alla vita pubblica che di litigiosità patologica.

La presidente del Tar della Valle d’Aosta, Giuseppina Adamo
Edilizia al 30% dei fascicoli (oltre tre volte la media nazionale)
Il dato più marcato riguarda però la composizione del contenzioso. In linea con una tendenza storica, i ricorsi in materia edilizia sono ulteriormente cresciuti: nel 2025 rappresentano il 30% del totale, contro il 24,4% dell’anno precedente. È un valore più che triplo rispetto alla media nazionale, dove i procedimenti sull’edilizia si fermano attorno al 9% del contenzioso amministrativo.
Per la presidente, la spiegazione sta nelle caratteristiche fisiche e nella vocazione turistica della Valle d’Aosta: un territorio montano, a forte pregio paesaggistico, dove ogni intervento edilizio sconta vincoli stringenti e conflitti potenziali tra tutela dell’ambiente, sviluppo turistico e interessi privati. Accanto all’edilizia, restano presenti, ma numericamente più contenuti, i ricorsi di personale pubblico e Forze dell’ordine (su trasferimenti, sanzioni, riconoscimenti economici) e quelli in materia di sicurezza pubblica, con oscillazioni che, dato l’esiguo numero di casi, non hanno rilievo statistico.
In crescita anche gli appalti: dai due ricorsi del 2024 si è passati a cinque fascicoli nel 2025, con pronunce che hanno toccato temi come il soccorso istruttorio e la tassatività delle cause di esclusione, a conferma del ruolo del Tar valdostano anche nella definizione di principi applicabili su scala più ampia.
Tempi sotto l’anno e pochi appelli
Sul piano dell’efficienza, il quadro tracciato da Adamo è positivo. Nel 2025 il Tar ha definito 52 contenziosi (47 con sentenza ordinaria, quattro con sentenza immediata, uno con decreto decisorio), emettendo anche sei decreti e dieci ordinanze cautelari. I tempi medi di definizione sono «inferiori all’anno»; nei pochi casi in cui si è superata questa soglia, il ritardo è legato a istanze motivate di rinvio delle parti o a cancellazioni dal ruolo seguite, a distanza di tempo, da nuove richieste di fissazione dell’udienza.
Quanto agli esiti, 17 ricorsi sono stati accolti, 25 respinti, gli altri definiti in rito o con decisioni che registrano uno sviluppo favorevole per il ricorrente (come la cessazione della materia del contendere per riconoscimento delle sue ragioni da parte dell’amministrazione). Delle venti domande cautelari esaminate, due sono state accolte e sette respinte; le altre sono sfociate in fissazioni accelerate dell’udienza di merito o in rinunce.
Sul versante degli impugnazioni, al momento della redazione della relazione solo tre delle 51 sentenze emesse risultavano appellate. Nel 2025 il Consiglio di Stato ha deciso 12 appelli su pronunce del Tar Valle d’Aosta, accogliendone tre. Numeri che, nel complesso, confermano un tasso di riforma contenuto e una sostanziale tenuta delle decisioni di primo grado.

Le autorità regionali presenti alla cerimonia
Il quadro nazionale: Pnrr, arretrati azzerati e processo digitale
La presidente ha inserito i dati valdostani nel contesto della Giustizia amministrativa nazionale, ricordando che, già a metà 2024, gli obiettivi del Pnrr su arretrati e durata dei processi erano stati centrati con largo anticipo. Per il Consiglio di Stato, la riduzione dell’arretrato ha raggiunto il 99% dei 24.010 ricorsi pendenti al 31 dicembre 2019; per i Tar di Milano, Venezia, Roma, Napoli, Salerno, Palermo e Catania, la riduzione è stata superiore al 95% delle oltre 109 mila cause pendenti alla stessa data.
Questi risultati hanno portato il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa, nel settembre 2024, a chiudere la procedura di sorveglianza sul gruppo di sentenze Abenavoli e altri contro l’Italia in tema di eccessiva durata dei giudizi amministrativi. Contestualmente, è stata rimodulata con la Commissione europea la traiettoria Pnrr, fissando a livello di sistema obiettivi di riduzione dell’arretrato dell’80% per tutti i Tar e del 70% per il Consiglio di Stato, obiettivi oggi formalmente attestati dall’Unione.
Giuseppina Adamo ha rivendicato anche il ruolo pionieristico della giurisdizione amministrativa sul fronte della digitalizzazione: dal 2017 il processo amministrativo telematico copre tutti i riti, i gradi e le fasi, con un sistema informatico sviluppato in larga parte “in casa” e accessibile gratuitamente. Proprio per questo, la presidente ha invitato avvocati e amministrazioni a un uso più accurato degli strumenti telematici, segnalando problemi ricorrenti come depositi senza indice, atti scansionati come immagini, file unici contenenti decine di documenti e moduli compilati in modo errato, che possono rallentare procedimenti altrimenti rapidi.
Il nodo strutturale: organici, collegi “a prestito” e dignità dei Tar periferici
Se sui tempi e sulla qualità delle decisioni il bilancio è positivo, molto più critica è la valutazione sul piano organizzativo. Adamo ha richiamato la deliberazione del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa del 5 aprile 2023, che disciplina in modo “peculiare” la composizione dei collegi del Tar Valle d’Aosta: oltre al presidente, un magistrato è individuato a turno tra i giudici del Tar Piemonte, mentre il terzo componente viene scelto tramite interpello fra altri Tar o, in subordine, assegnato d’ufficio da sedi vicine (Lombardia, Liguria, Emilia‑Romagna).
È una soluzione nata per far fronte alla diffusa scopertura di organico, ma che, per la presidente, finisce per collocare il Tar valdostano «su un gradino inferiore rispetto al resto delle sedi giudiziarie», cristallizzando una situazione di precarietà «ai limiti dell’avventiziato». Un assetto che, a suo avviso, svilisce il ruolo del Tribunale quale interprete di un ordinamento speciale, legato all’autonomia regionale, e ne indebolisce la capacità di contribuire all’evoluzione dell’ordinamento nazionale partendo dalle esigenze del territorio.
Da qui il passaggio più politico della relazione, in cui Adamo ha parlato apertamente di una minore attenzione riservata ai tribunali periferici e mette in guardia rispetto a possibili riforme, come la riduzione degli spazi del ricorso straordinario o un’applicazione estensiva dell’annullamento con rinvio, che finirebbero per comprimere ulteriormente il ruolo del primo grado e accentrare il controllo sul Consiglio di Stato.

La presidente Giuseppina Amato presenta la relazione con a fianco il collega Savio Picone
L’appello finale: stabilità, risorse e attenzione al territorio
In chiusura, la presidente ha rilanciato un duplice appello. Da un lato, ha chiesto «uno sforzo di tutti», giudici, avvocati, Istituzioni, società civile, per restituire al Tar Valle d’Aosta un assetto stabile e una dignità pari a quella delle altre sedi, a partire da organici più solidi e da una composizione dei collegi che non dipenda sistematicamente da prestiti esterni.
Dall’altro, ha invitato a valorizzare la specialità valdostana anche sul piano giuridico, con iniziative di studio e approfondimento che mettano al centro la disciplina autonoma e l’esperienza maturata in un contesto montano e di confine, dove il giudice amministrativo è chiamato ogni giorno a bilanciare tutela dell’ambiente, sviluppo economico e diritti dei cittadini.
Con questi auspici, ha concluso Giuseppina Adamo, si apre un anno giudiziario in cui il Tar valdostano dovrà continuare a garantire decisioni rapide e di qualità, cercando al tempo stesso di colmare il divario strutturale che ancora separa le giurisdizioni «di periferia» dai grandi uffici del resto del Paese.
La relazione della presidente del Tar Valle d’Aosta sull’attività nel 2025








