L’ospedale di comunità all’ex casa di riposo J.B. Festaz di Aosta è pronto a entrare in funzione: la struttura da venti posti letto, finanziata con fondi Pnrr ef accreditata a fine 2025, inizierà a ricoverare i primi pazienti dal 1° febbraio 2026, diventando uno snodo chiave dell’assistenza territoriale valdostana.
Giovedì 8 gennaio 2026 il presidente del J.B. Festaz Ruggero Meneghetti e il direttore generale dell’Azienda Usl Massimo Uberti hanno firmato la convenzione ventennale che regola la gestione dell’ospedale di comunità, alla presenza dell’assessore regionale alla sanità Carlo Marzi.
L’inaugurazione pubblica è fissata per domenica 11 gennaio, con messa celebrata dal vescovo Franco Lovignana, cerimonia ufficiale e open day pomeridiano; i ricoveri inizieranno invece da febbraio 2026, dopo la definizione dei medici di cure primarie incaricati della gestione clinica.
Che cos’è l’ospedale di comunità Festaz
La struttura, realizzata all’interno del complesso di via Monte Grappa 8, dispone di venti posti letto “di cure intermedie” e svolge una funzione intermedia tra domicilio e reparto ospedaliero per acuti, con degenze brevi (massimo 30 giorni) e sorveglianza infermieristica continuativa sulle 24 ore.
Secondo la convenzione, l’ospedale di comunità è rivolto a pazienti adulti e anziani con patologie acute minori o riacutizzazioni di malattie croniche, clinicamente stabili ma non gestibili a casa per carico assistenziale o inadeguatezza del domicilio, cui devono essere garantite cure a bassa intensità clinica e un percorso di recupero funzionale e di educazione del paziente e del caregiver.
Dove si inserisce nel sistema sanitario valdostano
L’ospedale di comunità Festaz è uno dei due Odc previsti dal Piano regionale per la salute e il benessere sociale 2022‑2025, finanziati nell’ambito della Missione 6 salute del Pnrr (investimento M6C1‑1.3 “Rafforzamento dell’assistenza sanitaria intermedia”), ed è accreditato per erogare prestazioni per conto del Servizio sanitario nazionale.
Uberti lo definisce «un tassello strategico» della riorganizzazione territoriale: dovrà funzionare da filtro tra territorio e ospedale, favorendo dimissioni protette, riducendo i ricoveri impropri in area medica e chirurgica e contribuendo ad alleggerire la pressione sull’unico Pronto soccorso regionale, in raccordo con le Case della comunità e la Centrale operativa territoriale (Cot).
Nel presentare l’ospedale di comunità del J.B. Festaz, l’assessore regionale alla sanità Carlo Marzi lo ha definito «un tassello strategico della sanità di prossimità valdostana, pensato per offrire cure più accessibili, integrate e vicine alla comunità, rafforzando la continuità tra ospedale e domicilio e riducendo i ricoveri impropri nei reparti per acuti». Ha inoltre sottolineato che l’apertura è il risultato di un lavoro corale: «dalle Oss e infermiere del Festaz che, collaborando con l’Usl, hanno permesso la riapertura del reparto di neurologia e al tempo stesso si sono formate per le nuove funzioni, fino al presidente, al direttore e alle imprese valdostane che hanno realizzato in anticipo sui tempi Pnrr il primo ospedale di comunità della regione».

Ruggero Meneghetti e Massimo Uberti firmano la convenzione davanti a Carlo Marzi
Come funzionerà: accessi, pazienti tipo e presa in carico
L’accesso avviene su proposta dei medici di famiglia, dei medici ospedalieri o del Pronto soccorso, tramite la Cot, che gestisce le liste d’attesa secondo criteri di priorità clinica e di appropriatezza (dimissioni ospedaliere eleggibili, pazienti fragili dal domicilio, necessità di liberare posti letto in reparto).
Sono eleggibili pazienti con diagnosi e prognosi già definite, condizioni stabili (scala MEWS 0‑2), bisogno di assistenza infermieristica continuativa e di percorsi di stabilizzazione e riattivazione: Bpco riacutizzata non grave, scompenso cardiaco da rimodulare, ulcere con medicazioni complesse, infezioni urinarie con terapia endovenosa, esiti di interventi chirurgici che richiedono convalescenza con terapie parenterali o riabilitazione motoria, patologie neurodegenerative che necessitano di riattivazione.
Chi ci lavora: personale e ruoli
La dotazione iniziale prevede nove infermieri del Festaz, un coordinatore infermieristico di struttura, dodici Oss e una figura sanitaria a funzione riabilitativa messi a disposizione dall’Asp, oltre a un medico del ruolo unico o di cure primarie incaricato dall’Usl per la responsabilità clinica, presente in fascia diurna e in pronta disponibilità in caso di necessità.
La responsabilità igienico‑sanitaria è in capo al direttore sanitario del Festaz, mentre l’organizzazione complessiva ricade nell’area territoriale dell’Usl; l’attività è per sua natura multiprofessionale e integrata con specialisti ospedalieri, servizi sociali, cure domiciliari e rete riabilitativa, attraverso Piani di assistenza individuale (Pai) e protocolli condivisi.
Costi, Pnrr e contributi regionali
I lavori di trasformazione della casa di riposo in ospedale di comunità sono costati poco meno di due milioni di euro, coperti con fondi Pnrr; il cantiere si è chiuso a fine 2024 con collaudo positivo, consentendo alla Regione di rilasciare autorizzazione definitiva all’esercizio e accreditamento istituzionale nel 2025.
La tariffa regionale per ogni giornata di ricovero è fissata in 180 euro a paziente, onnicomprensiva di personale assistenziale, farmaci, dispositivi medici, servizi alberghieri e costi generali, e sarà aggiornata ogni anno secondo l’indice Istat Foi; nel 2025 la Regione ha riconosciuto al Festaz un contributo annuale di 476.554 euro per i servizi sanitari e sociosanitari accreditati e un ulteriore trasferimento straordinario di 160.171,30 euro per i maggiori oneri contrattuali del personale.

Il J.B. Festaz, il nuovo ospedale di comunità di Aosta
Che cosa cambia per i pazienti e per le famiglie
Per i cittadini la novità principale è la possibilità di una “terza via” tra casa e reparto ospedaliero per acuti: un luogo sanitario, ma non ospedaliero in senso stretto, in cui completare una stabilizzazione clinica, una terapia endovenosa, un ciclo di medicazioni, una riattivazione motoria o un percorso educativo all’autogestione della malattia, prima del rientro a domicilio.
La convenzione insiste sul ruolo di empowerment: l’ospedale di comunità dovrà lavorare non solo “sul paziente”, ma con pazienti e caregiver, fornendo addestramento pratico, indicazioni su farmaci e ausili, strumenti per riconoscere precocemente segni di instabilità, in modo da ridurre ricadute, accessi impropri in pronto soccorso e nuovi ricoveri a breve distanza.
Il rapporto tra Usl e J.B. Festaz: vent’anni di “co‑gestione”
La convenzione approvata con delibera Usl 679/2025 ha durata ventennale e definisce in dettaglio ruoli e responsabilità: il J.B. Festaz mette a disposizione la struttura, gestisce il personale proprio (infermieristico, Oss, riabilitativo), i servizi alberghieri, la logistica e la gestione dei rifiuti; l’Usl garantisce la componente medica, la fornitura di farmaci, dispositivi e attrezzature biomediche, la telemedicina, i trasporti per esami e visite, la formazione e l’integrazione informatica (Pohema, fascicolo sanitario elettronico).
L’accordo prevede un comitato congiunto tra Azienda Usl, J.B. Festaz ed Assessorato regionale per monitorare ogni anno l’andamento dell’ospedale di comunità, gli indicatori di attività (ricoveri, degenza media, riospedalizzazioni, provenienza dei pazienti) e l’appropriatezza dei percorsi, con la possibilità di adattare dotazioni e procedure alle esigenze della popolazione valdostana nei prossimi vent’anni.
Il collegamento con l’ospedale di comunità di Verrès
Il Piano della salute e del benessere sociale 2022‑2025 prevede due ospedali di comunità, uno per ciascun Distretto: il J.B. Festaz per l’area centrale e un secondo presidio a Verrès, destinato a servire in particolare la bassa Valle.
Con la delibera 1379/2024 la Giunta regionale aveva approvato l’accordo di programma tra Regione, Comune di Verrès e Usl per realizzare l’ospedale di comunità nei locali dell’ex cinema Ideal di via Stazione, con un investimento complessivo autorizzato fino a 15 milioni di euro per progettazione, lavori, attrezzature e arredi.
L’accordo assegna alla Regione il ruolo di finanziatore e regista dell’intervento, al Comune la cessione del diritto di superficie sull’immobile e all’Usl la gestione futura della struttura, che dovrà rispettare gli stessi standard nazionali e regionali già adottati per il J.B. Festaz (ricoveri brevi, bassa intensità clinica, sorveglianza infermieristica h24).
Una volta operativo, l’ospedale di comunità di Verrès completerà la copertura territoriale: insieme al J.B. Festaz, alle Case della comunità e alla Centrale operativa territoriale, costituirà una rete di presa in carico più vicina ai luoghi di vita dei pazienti, riducendo spostamenti verso Aosta e ricoveri impropri nell’ospedale regionale.










