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Monte Rosa, tre scialpinisti cadono in un crepaccio: due salvati, uno morto

pubblicato sabato 28 Febbraio 26 • h. 17

realizzato da aostapresse.it

Monte Rosa, tre scialpinisti cadono in un crepaccio: due salvati, uno morto

di aostapresse.it | Sab 28 Feb 26 • h. 17

Gli operatori del Soccorso alpino valdostano all'opera col verricello sul Monte Rosa

Tre scialpinisti sono caduti sabato 28 febbraio 2026 in un crepaccio sul Colle Vincent, nel massiccio del Monte Rosa, a circa 4.000 metri di quota, nel territorio di Gressoney. La vittima è Rodolfo Franguelli, 61 anni, originario di Gallarate. Con lui sono rimasti coinvolti il compagno di cordata Daniele Pietro ed il francese Théo Jules Louis, entrambi soccorsi e trasferiti in ospedale.

Secondo una prima ricostruzione l’incidente sarebbe maturato durante la salita: il gruppo di cui faceva parte Franguelli, composto da sei italiani, sarebbe stato preceduto da tre francesi: questi avrebbero chiesto aiuto per la caduta di Louis. A quel punto, legati in coppia, Franguelli e Pietro avrebbero iniziato la ricerca con l’Artva quando un ponte di neve sarebbe crollato trascinandoli nel vuoto.

Gli operatori del Soccorso alpino valdostano all'opera col verricello sul Monte Rosa

Gli operatori del Soccorso alpino valdostano all’opera col verricello sul Monte Rosa

Il salvataggio con due elicotteri

L’allarme è scattato nel primo pomeriggio. Sul posto sono intervenuti il Soccorso Alpino Valdostano con gli elicotteri SA1 e SA3, insieme al Sagf della Guardia di finanza di Breuil-Cervinia e di Alagna e al Soccorso alpino di Alagna.
I soccorritori sono riusciti a estrarre vivi dal crepaccio prima Théo Jules Louis e poi Daniele Pietro ed a trasferirli al Pronto soccorso dell’ospedale “Parini” di Aosta: hanno riportato traumi e contusioni e Pietro anche un principio di ipotermia, ma le loro condizioni non sono considerate gravi.

Per Rodolfo Franguelli, invece, non c’è stato nulla da fare. È rimasto incastrato a circa 30 metri di profondità in un punto molto stretto del crepaccio e non rispondeva ai segnali, probabilmente è morto sul colpo. I tentativi di estrazione, anche con verricello, non hanno avuto esito. Con l’arrivo del buio e il peggioramento del meteo, le operazioni sono state sospese.
Nella giornata di martedì 3 marzo, quando le condizioni meteorologiche lo hanno reso possibile, dopo cinque ore di lavoro, gli operatori del SAV e del Sagf sono riusciti a recuperare il corpo dello scialpinista, allargando il crepaccio e riuscendo così a raggiungerlo. La Procura di Aosta ha aperto un fascicolo per accertare eventuali responsabilità.

I soccorritori durante le operazioni sulla Becca di Nana

I soccorritori durante le operazioni sulla Becca di Nana

Domenica un altro intervento alla Becca di Nana

Domenica 1° marzo le condizioni meteo non hanno consentito ai soccorritori di tornare in quota per riprendere il recupero del corpo. Un nuovo tentativo verrà programmato non appena si aprirà una finestra di condizioni favorevoli.

Nel pomeriggio di oggi, inoltre, il Soccorso Alpino Valdostano è intervenuto anche in Val d’Ayas, nella zona della Becca di Nana, per il recupero di uno scialpinista infortunato. L’uomo è scivolato per circa cento metri procurandosi un trauma a un ginocchio (allarme intorno alle 14.30). L’intervento in elicottero è stato tentato più volte, ma la scarsa visibilità ha imposto il recupero via terra: una squadra di tecnici SAV, sbarcata al colle Vascoccia, ha raggiunto l’infortunato alle 16.30; l’operazione si è conclusa alle 19 con il trasporto in Pronto soccorso.


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