Massimo Uberti ha lasciato la guida dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta con effetto dal 31 dicembre 2025, a quattro anni dalla nomina e con oltre un anno di mandato ancora davanti a sé, dopo avere rassegnato le dimissioni alla vigilia delle elezioni regionali. La scelta, spiegata come un gesto di correttezza istituzionale verso il futuro Esecutivo, apre formalmente il dossier sul rinnovo della direzione generale dell’unica azienda sanitaria valdostana.
La lettera di dimissioni è stata consegnata la sera di venerdì 26 settembre al presidente della Regione Renzo Testolin e all’assessore regionale alla sanità Carlo Marzi, ultimo giorno lavorativo prima dell’apertura dei seggi per le elezioni regionali.
Uberti, 68 anni, prossimo alla pensione, ha deciso di lasciare l’incarico pur avendo un contratto in scadenza naturale a novembre 2026, legato al rinnovo del mandato intervenuto un anno fa e che lo avrebbe tenuto alla guida dell’Usl fino a oltre metà della nuova legislatura.
«Incarico fiduciario, giusto che scelga la nuova Giunta»
Dal secondo piano di via Guido Rey, il direttore generale ha motiva la sua decisione evidenziando di non aver presentato le dimissioni in piena campagna elettorale né il giorno dopo il voto, ma il giorno prima, per evitare che la scelta potesse essere letta come strumentale o collegata all’esito delle urne.
Alla base c’è la natura fiduciaria dell’incarico: per Massimo Uberti «una nuova Giunta deve avere le mani libere di scegliere il direttore generale che ritiene più adatto e non ereditare un contratto che ancora per più di un anno potrebbe legare le mani alle scelte che liberamente deve poter fare» che ha ribadito il fatto che il vertice amministrativo della sanità valdostana deve essere pienamente allineato agli indirizzi del governo regionale.
Scadenze, bilanci e “fase di consegna”
Nella lettera, Uberti ha fissato come ultimo giorno di lavoro il 31 dicembre, ma si è dichiarato disponibile ad anticipare o posticipare la decorrenza in funzione dei tempi tecnici della nuova nomina, per non lasciare scoperta la guida dell’azienda in una fase delicata.
Le dimissioni sono collocate in un calendario fitto: la chiusura dell’anno contabile, il bilancio e i consuntivi di attività, la conclusione dell’iter pluriennale di applicazione del nuovo Atto aziendale, che ha ridisegnato organizzazione interna, dipartimenti e governance dell’Usl.
Nella missiva il direttore generale dimissionario ha ringraziato le due Giunte regionali con cui ha lavorato dal 2021 a oggi, ricordando che già un anno fa, a ridosso della fine della legislatura, gli era stato chiesto di garantire continuità almeno fino al voto per evitare una nuova nomina pluriennale a pochi mesi dal rinnovo del Consiglio regionale.
In questo quadro si inserisce anche la decisione, assunta dal Governo uscente, di rialzare i compensi del direttore generale, del direttore sanitario e del direttore amministrativo dell’Azienda Usl: un tema che ha alimentato il dibattito pubblico sulla remunerazione dei vertici sanitari alla vigilia di una nuova stagione politica.
Il nuovo Consiglio Valle si riunirà il 28 ottobre per eleggere l’Ufficio di Presidenza e avviare la formazione del Governo cui spetterà decidere se chiedere a Uberti di ritirare le dimissioni o se aprire subito il percorso per un nuovo direttore generale.










