Il Comune di Aosta ha deciso di esternalizzare il servizio di informazione e comunicazione istituzionale, compreso l’ufficio stampa: lo ha confermato il sindaco Raffaele Rocco in Consiglio comunale mercoledì 21 gennaio 2026, rispondendo a un’interpellanza della consigliera della Lega, Sylvie Spirli, dopo la scadenza del contratto dell’addetto stampa Francesco Mileto lo scorso 31 dicembre 2025, non più rinnovabile. In attesa dell’affidamento ad un operatore esterno, i comunicati sono inviati ad interim dal capo di gabinetto del sindaco, Fabio Molino, le cui iniziali, F.M., che firmano le note, coincidono curiosamente con quelle dell’ex responsabile dell’ufficio stampa.
Dall’interpellanza su Mileto alla gara per l’ufficio stampa
Sylvie Spirli ha ricordato che dal 1° gennaio l’ufficio stampa è privo di un giornalista e che la gestione delle comunicazioni è stata assunta provvisoriamente dal capo di gabinetto, fatto emerso proprio dalla lettura delle e‑mail istituzionali. La consigliera ha richiamato la legge regionale 22/2010, che prevede per gli uffici stampa la presenza di addetti iscritti all’Ordine dei giornalisti, reclutati tramite mobilità interna o concorso, e ha contestato l’assenza, nel percorso scelto dalla Giunta, di un riferimento esplicito alla norma regionale che disciplina gli uffici stampa dei Comuni.
Francesco Mileto, giornalista professionista ed ex addetto stampa del Comune dal 2021, che era assunto a tempo determinato e percepiva uno stipendio annuale lordo di 55mila euro, è nel frattempo risultato secondo (con 69,652 punti) nella graduatoria del concorso pubblico dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta per un posto di “specialista nei rapporti con i media – giornalista pubblico”, alle spalle della vincitrice Francesca Soro (75,250 punti), che svolgeva già l’incarico per l’Ente sanitario regionale.
La scelta di Rocco: più canali, legge regionale «non applicata»
Raffaele Rocco ha spiegato che la Giunta ha «deciso di non ricorrere all’applicazione della legge regionale», richiamando «difficoltà interpretative» condivise con gli organismi di categoria, e ha scelto invece di esternalizzare un pacchetto più ampio di servizi di comunicazione, non limitati al solo comunicato stampa ma estesi alla gestione coordinata di tutti i canali istituzionali.
Il 16 gennaio la Giunta aveva approvato la deliberazione n. 6, con cui ha dato mandato al dirigente competente di avviare una procedura di affidamento diretto, preceduta da un avviso aperto pubblicato sulla piattaforma telematica regionale PlaCe‑VdA.
Secondo il sindaco, il costo annuo stimato del servizio esternalizzato si colloca fra 60 e 65mila euro, leggermente inferiore ai circa 70mila euro che, a suo dire, costerebbe un addetto stampa assunto a tempo determinato con le procedure previste dalla legge regionale; la differenza starebbe nella possibilità di acquistare un servizio «più ampio», che includa social, grafica e campagne.

Francesco Mileto, ex addetto stampa del Comune di Aosta
Come funziona la gara: importi, durata e prestazioni richieste
L’avviso aperto, pubblicato sulla PlaCe‑VdA, ha per oggetto il “servizio di informazione e comunicazione istituzionale del Comune di Aosta” per gli anni 2026‑2027, con importo complessivo a base d’affidamento di 135.245,91 euro (Iva esclusa) e aggiudicazione secondo il criterio del prezzo più basso nell’ambito di un affidamento diretto ex art. 50, comma 1, lett. b), del d.lgs. 36/2023.
La scheda tecnica dettaglia attività che vanno dalla redazione di almeno 350 comunicati stampa l’anno alla gestione dei social istituzionali (250 post annui, metà con reel e almeno quattro foto a post), dalla produzione di grafiche e contenuti audiovisivi al supporto per eventi, conferenze stampa e campagne promozionali (inclusa una campagna ad hoc sul progetto Interreg “Destination Barry” alla Skyway di Courmayeur).
Il contratto durerà dalla sottoscrizione fino al 31 dicembre 2027, con possibilità di proroga nel 2028, e richiederà la presenza del responsabile dell’ufficio stampa esterno in Comune durante le sedute di Giunta e Consiglio, nonché un coordinamento costante con il sindaco, la segreteria e la struttura “Supporto al sindaco”.
Le repliche politiche
Spirli si è detta «soddisfatta» della chiarezza tecnica della risposta, ma non della scelta politica di esternalizzare: a suo giudizio, la legge regionale 22/2010 offre strumenti chiari per reclutare addetti stampa interni o tramite concorso, e il ricorso ad un operatore privato per un servizio così strategico «lascia molto perplessi».
La consigliera ha ricordato che, durante la campagna elettorale, la coalizione di Rocco aveva esplicitato la volontà di non delegare all’esterno l’ufficio stampa per non penalizzare il lavoro giornalistico interno, una posizione che, a suo avviso, è cambiata «da agosto ad oggi».
Katya Foletto, consigliera comunale di Alleanza Verdi e Sinistra si è schierata contro la scelta di esternalizzare l’ufficio stampa del Comune di Aosta definendo la delibera della Giunta un passo indietro rispetto alla valorizzazione del lavoro giornalistico prevista dalle leggi regionali 22/2010 e 8/2021: «la professionalità non si esternalizza al ribasso» ha sottolineato Foletto, che ha giudicato «inaccettabile» che il sindaco giustifichi l’operazione con il risparmio economico, perché «esternalizzare significa precarizzare», indebolendo un presidio di trasparenza che solo un ufficio stampa interno può garantire pienamente.
AVS ha evidenziato come l’utilizzo della legge statale 150/2000 per bypassare le norme regionali sul comparto unico rappresenti «un precedente allarmante» ed ha ribadito che «la strada maestra» doveva essere il concorso pubblico, strumento trasparente e democratico capace di offrire opportunità alla categoria in una fase di crisi dell’editoria. Katya Foletto ha chiesto alla Giunta di tornare sui propri passi ed avviare «con urgenza» le procedure per assumere una figura stabile e qualificata, impegnandosi a portare il tema nelle sedi opportune perché il Comune di Aosta torni a essere un esempio di buone pratiche nel rispetto dei contratti e nella tutela di un’informazione pubblica puntuale, indipendente e di qualità.

I cani San Bernardo all’origine del progetto Interreg ‘Destination Barry’
Le precisazioni della Giunta: scelta «transitoria», obiettivo due giornalisti
In una nota diffusa dopo il confronto in aula, la vice sindaca Valeria Fadda, delegata alla comunicazione istituzionale, ha precisato che il Comune «è pienamente consapevole» dell’obbligo, posto dalle leggi regionali 22/2010 e 8/2021, di reclutare personale giornalistico tramite mobilità o concorso, e che questo resta «il riferimento imprescindibile per una soluzione strutturale e stabile».
L’esternalizzazione viene definita «una scelta temporanea e transitoria», finalizzata a garantire continuità a un servizio essenziale «nelle more dell’avvio di una selezione concorsuale», senza interrompere il flusso di informazioni ai cittadini.
La Giunta ha ribadito che «la complessità e il volume» dell’attività comunicativa del Comune richiedono comunque «la presenza di due figure professionali dedicate» all’ufficio stampa, obiettivo che resta sullo sfondo delle future scelte organizzative, e si dice disponibile al confronto con le organizzazioni sindacali e con i soggetti interessati per soluzioni «durature, trasparenti e coerenti con il quadro normativo».
Che cos’è il progetto “Destination Barry”
L’esternalizzazione dell’ufficio stampa del Comune di Aosta è legata al progetto Interreg VI-A Italia‑Svizzera “Destination Barry”, di cui il Comune è capofila: una parte del contratto finanzierà infatti una specifica campagna di comunicazione alla Skyway di Courmayeur per promuovere la nuova destinazione turistica “dog friendly” costruita attorno alla figura del cane San Bernardo Barry e alla rete tra Barryland a Martigny, Aosta e la vallata del Gran San Bernardo.
Il progetto, avviato nel 2025, punta a rafforzare il turismo con animali di affezione e a creare una “Destination Barry” transfrontaliera, con Aosta nel ruolo di centro urbano di riferimento per eventi, formazione e micro‑eventi dedicati al rapporto uomo‑cane in montagna, mentre i comuni di Etroubles, Saint‑Oyen e Saint‑Rhémy‑en‑Bosses diventano il “playground” outdoor di percorsi, trail e attività con il cane.







