notizie intelligenti dalla Valle d'Aosta

notizie intelligenti dalla Valle d'Aosta

Union Valdôtaine – Forza Italia, mozione respinta e “scioline” incrociate in Consiglio Valle

scritto da aostapresse.it

venerdì 13 Febbraio 26 • h. 17

Union Valdôtaine – Forza Italia, mozione respinta e “scioline” incrociate in Consiglio Valle

di aostapresse.it | Ven 13 Feb 26 • h. 17

In Consiglio Valle, sull’accordo programmatico tra Union Valdôtaine e Forza Italia, che ha disegnato la nuova maggioranza della XVII legislatura, giovedì 12 febbraio 2026 è andata in scena una giornata politicamente densa e, a tratti, abrasiva: la mozione del Partito Democratico ‑ Federalisti Progressisti per “mettere il cronometro” alla nuova maggioranza è stata respinta, ma ha lasciato diversi graffi lungo i banchi dell’Aula.

La mozione e il duello Guichardaz–Testolin

La mozione presentata da Jean-Pierre Guichardaz chiedeva alla Giunta una rendicontazione periodica, in Commissione e in Aula, sull’attuazione dell’accordo politico‑programmatico tra Union Valdôtaine e Forza Italia: composizione e attività della Commissione di monitoraggio, interlocuzioni con i referenti nazionali, risultati concreti su dossier come Vigili del fuoco, Corpo forestale, concessioni idroelettriche, Zona franca montana e rapporti con lo Stato. Nel suo intervento, l’ex assessore ha rivendicato un approccio “sobrio” e istituzionale, insistendo sulla trasparenza di un’intesa che ha cambiato l’asse politico della Valle, spostando l’alleanza autonomista‑progressista verso un nuovo baricentro con il centrodestra.

La risposta di Renzo Testolin ha riportato il dibattito sul terreno del programma di legislatura: per il presidente della Regione, quello è l’unico vero “contratto” con cui giudicare la maggioranza, mentre gli accordi tra partiti restano nella sfera politica e non devono trasformarsi in un vincolo procedurale imposto dall’opposizione. Nel botta e risposta, il fronte si è personalizzato: Testolin ha evocato la stagione di governo precedente, lasciando intendere che con Guichardaz, al timone di deleghe pesanti, «la sciolina», citando la medaglia d’oro olimpica di Federica Brignone vinta poco prima, non fosse sempre quella giusta per far scorrere l’azione della Giunta, frase che il capogruppo PD ha percepito come un attacco personale e non solo politico.

In un lungo post pubblicato sui social media dopo la seduta, Jean-Pierre Guichardaz ha restituito il colpo: ha ricordato la gestione di pandemia e crisi settoriali durante la scorsa legislatura, rivendicato le leggi approvate e contestato la narrazione di un suo ruolo frenante, definendola «una scorciatoia» per evitare il merito delle questioni. Al tempo stesso, ha tenuto il registro su un piano quasi affettivo, rivendicando l’assenza di rancore e chiudendo con una dichiarazione di amicizia verso Testolin «al netto delle scioline difettose», a sancire che il dissenso resta politico ma non cancella il rapporto personale.

Mauro Baccega durante il suo intervento in Consiglio Valle, sceso dai banchi della Giunta

Mauro Baccega durante il suo intervento in Consiglio Valle, sceso dai banchi della Giunta

Mauro Baccega in difesa dell’intesa: «siamo un partito di governo»

In mezzo alle bordate incrociate, Mauro Baccega, passato dall’opposizione nella precedente legislatura a sedere in Giunta nell’attuale, proprio in rappresentanza di Forza Italia ha rivendicato l’accordo come esito naturale del voto e dei rapporti di forza post‑2020: per l’assessore regionale alle finanze , era stato prima il Partito Democratico, dopo le elezioni regionali, a chiedere ufficialmente di proseguire l’alleanza con l’UV, salvo poi ritrovarsi oggi a contestare un accordo che, di fatto, ha solo spostato il baricentro a destra. Nel suo intervento ha insistito sul dato numerico («dei cinque consiglieri che sostenevano il PD ne è rimasto uno»), per sostenere che la domanda di elettorato non guarda più a sinistra e che l’UV ha scelto di dialogare con un «partito di centro che guarda al centrodestra» ma che soprattutto «ha gli attributi per governare».

Baccega ha descritto l’accordo UV‑FI come un’intesa che mette in fila dossier già sul tavolo del Consiglio e che verranno rendicontati «strada facendo», respingendo l’idea che si possa pretendere, dopo tre mesi di nuova maggioranza, la soluzione di problemi irrisolti in cinque anni. La frecciata è arrivata anche agli alleati di centrodestra: ha dato per scontato che Lega e Fratelli d’Italia non «si metteranno di traverso» rispetto a percorsi già avviati con i ministri di riferimento, sottolineando che alcuni risultati sono in preparazione e verranno resi pubblici.

L’opposizione, tra richieste di trasparenza e sarcasmo

Chiara Minelli, capogruppo di AVS – Rete Civica VdA ha scelto un registro fermo ma non urlato: ha annunciato il voto favorevole alla mozione «al netto di qualche elemento provocatorio», ma ha sottolineato come proprio il dibattito abbia rafforzato la convinzione che quell’accordo, nato «nelle segrete stanze», abbia effetti diretti sulla comunità valdostana e meriti di essere raccontato alla luce del sole. Minelli ha ricordato la sequenza temporale di insediamento del Consiglio: seduta interrotta dopo il giuramento, rinvio al 5 novembre e firma dell’accordo il 4 novembre, a indicare un intreccio stretto tra intesa politica e nascita della Giunta.
​Nella dichiarazione di voto, Chiara Minelli è stata più esplicita sulle atmosfere: ha letto nel tono della replica di Renzo Testolin un nervosismo «poco istituzionale», richiamando un atteggiamento che, a suo dire, si ripete quando la maggioranza sembra non ascoltare ma in realtà segue con attenzione ogni parola dell’opposizione.

Sul fronte del centrodestra, Corrado Bellora, consigliere regionale della Lega, ha scelto l’arma dell’ironia, prendendo di mira l’acronimo del gruppo “Centro Autonomista – Centre Autonomiste” (Ca.Ca.), che supporta la maggioranza, («brutto, potete fare di meglio») e paragonando l’accordo UV‑FI a una sorta di «accordo carbonaro» sconosciuto perfino ai vertici romani, con il rischio di «vendere merce che non si ha in magazzino».
Bellora ha definito il testo dell’accordo «un mirabolante programma» che sfiora «il libro dei sogni», ricordando che molti dossier citati, dal regionalismo differenziato al Monte Bianco, dal Gran San Bernardo alle norme di attuazione, dipendono da ministri che non sono di Forza Italia. Pur giudicando la mozione «ridondante» e un po’ eccessiva nelle richieste, ha riconosciuto che la trasparenza su un programma elettorale firmato altrove, «fuori da questa Aula», è un dovere politico, soprattutto se a beneficiarne dev’essere il Consiglio nel suo insieme.

Corrado Bellora, consigliere regionale della Lega

Corrado Bellora, consigliere regionale della Lega

Un accordo a tempo fino a marzo 2027

Nel corso del confronto sono emersi, anche grazie agli interventi della maggioranza, alcuni elementi più concreti sul contenuto e sulla durata dell’accordo: il testo è stato siglato il 4 novembre 2025, alla vigilia della seduta del Consiglio Valle in cui è nata la nuova Giunta, e ha un orizzonte temporale fissato al marzo 2027. In Aula è stato ricordato che il documento elenca i dossier strategici sui quali i due partiti intendono lavorare, affiancando all’azione regionale una serie di interlocuzioni con i Ministeri e i vertici nazionali, in un quadro che, nelle intenzioni dei firmatari, punta a «rafforzare il dialogo istituzionale» con Roma.

Chiara Minelli ha quindi sottolineato il carattere «a tempo» dell’intesa, osservando che da quel cronoprogramma dipenderà non solo l’esito di singoli negoziati ma, con ogni probabilità, anche il futuro assetto di Consiglio e Giunta dopo il 2027. Nelle critiche delle opposizioni, l’accordo è apparso come una sorta di assicurazione politica sulla durata della legislatura, mentre nella difesa dei suoi artefici è stato descritto come un semplice strumento di coordinamento per «portare risultati concreti e soluzioni vantaggiose per l’intera comunità valdostana».

La foto del 2024 pubblicata sui social da Jean-Pierre Guichardaz, che lo ritrae con Renzo Testolin

La foto del 2024 pubblicata sui social da Jean-Pierre Guichardaz, che lo ritrae con Renzo Testolin

Una mozione respinta, una maggioranza nervosa e un’amicizia «a prova di sciolina»

Al voto, la mozione è stata respinta: contro si sono schierati Union Valdôtaine, Centro Autonomista e Forza Italia (17 voti), con l’astensione di Marco Sorbara, e il sostegno compatto di 15 consiglieri di opposizione. Politicamente, la maggioranza ha chiuso la porta a un meccanismo formale di rendicontazione sull’accordo, rivendicando l’autonomia nel gestire il rapporto con gli alleati nazionali e nel decidere tempi e modalità con cui aggiornare il Consiglio Valle sui singoli dossier.

Sul piano del clima, però, la giornata ha messo in evidenza una certa suscettibilità sui banchi del Governo, con punzecchiature che hanno superato la soglia del confronto “sobrio” rivendicato da Guichardaz. Proprio l’ex assessore, nel suo commento serale corredato da due foto sorridenti con Renzo Testolin al “Festival delle Regioni” di Bari, risalenti all’ottobre 2024, ha provato a riportare la disputa sul piano della politica e non dei rapporti personali, ricordando che le scelte vanno spiegate, le storie non vanno riscritte «in modo comodo» e che una verifica periodica di un accordo così strategico «non dovrebbe spaventare nessuno».

In controluce resta il paradosso tutto valdostano: un accordo che nasce per «rafforzare il dialogo istituzionale» con Roma e garantire stabilità alla legislatura rischia di diventare, almeno in Aula, il principale fattore di instabilità del dibattito. Con una nota, se non di lieto fine, almeno di stile: in attesa di capire se la sciolina scelta dalla nuova maggioranza reggerà per l’intera stagione, Guichardaz ha già fatto sapere che «all’amico Renzo continuerà a voler bene», anche se sulle piste della politica qualche graffio in più è ormai garantito.