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Rifiuti ad Aosta, stretta contro gli abbandoni: arrivano le telecamere mobili

scritto da aostapresse.it

mercoledì 4 Marzo 26 • h. 17

Rifiuti ad Aosta, stretta contro gli abbandoni: arrivano le telecamere mobili

di aostapresse.it | Mer 4 Mar 26 • h. 17

Un sacchetto lasciato a terra, anche “solo” accanto ai cassonetti, oggi può costare carissimo: da 1.000 a 3.000 euro per singolo episodio. E se lo scarico avviene usando un veicolo, può scattare anche il fermo amministrativo dell’auto per un mese. È il messaggio, molto diretto, che arriva mercoledì 4 marzo 2026 dal Comune di Aosta sul corretto conferimento dei rifiuti e sul decoro urbano.

Controlli e verbali: “oltre 50” in tre mesi

Il Comune rivendica anche un aumento dei controlli della Polizia locale, in collaborazione con gli operatori della società “Quendoz”, che gestisce la raccolta, e con gli uffici comunali. Tra luglio e settembre sarebbero stati elevati “oltre 50 verbali” per conferimenti scorretti e abbandoni su suolo pubblico.
L’amministrazione del capoluogo ha anche annunciato che “a breve” sarà potenziata la videosorveglianza del territorio con l’installazione di impianti mobili, pensati per scoraggiare i comportamenti scorretti e colpire le aree più problematiche.

È una mossa che si collega a quanto avevamo già raccontato lo scorso gennaio: il Comune aveva affidato alla partecipata IN.VA. la fornitura e l’installazione di due kit mobili di videosorveglianza “a ciclo lampione”, cioè alimentabili sfruttando la linea del lampione e dotati di batteria per garantire funzionamento continuo. L’affidamento vale 29.987,60 euro IVA inclusa ed ogni kit comprende tre telecamere e un registratore con conservazione delle immagini fino a una settimana. Il senso è semplice: non una telecamera fissa che “tutti imparano a evitare”, ma postazioni spostabili dove il problema si ripresenta.

Rifiuti abbandonati a fianco del PTR in piazza Roncas

Rifiuti abbandonati a fianco del PTR in piazza Roncas

Che cos’è (e cosa cambia) il decreto “Terra dei Fuochi”

La stretta di cui parla il Comune non nasce da un regolamento locale “più severo” ma arriva dal decreto-legge 8 agosto 2025 n. 116, il cosiddetto decreto “Terra dei Fuochi”, poi convertito in legge nell’ottobre 2025.

La norma ha modificato il Testo unico ambientale (d.lgs. 152/2006) rendendo più pesanti, e soprattutto più “agili” da contestare, molte condotte legate all’abbandono dei rifiuti. Il punto che tocca direttamente la vita quotidiana in città è l’introduzione (nel nuovo articolo 255) di una sanzione amministrativa specifica per chi lascia i rifiuti urbani “accanto ai contenitori” in violazione delle regole locali: da 1.000 a 3.000 euro; se lo si fa con l’auto, può scattare anche il fermo del veicolo per un mese.

Non solo. Il decreto ha inasprito anche il capitolo “piccoli rifiuti”: quando l’abbandono riguarda i rifiuti definiti dagli articoli 232-bis e 232-ter (in pratica mozziconi e rifiuti di piccolissime dimensioni come scontrini, fazzoletti, gomme da masticare), la sanzione amministrativa è oggi da 80 a 320 euro. Quindi sì: buttare a terra il mozzicone non è solo più “maleducazione” ma è diventata una violazione sanzionabile.

E c’è un ultimo dettaglio che spiega perché le telecamere tornano centrali: la stessa modifica prevede che l’accertamento di queste violazioni possa avvenire anche senza contestazione immediata, usando le immagini degli impianti di videosorveglianza.

Cassonetti con la chiave per evitare l'uso abusivo

Cassonetti con la chiave per evitare l’uso abusivo

Perché adesso: Tarip, costi in aumento e polemiche sul nuovo sistema

Il tema rifiuti ad Aosta non è solo “sacchetto sì/sacchetto no”. È anche la coda lunga della transizione alla tariffa puntuale e delle discussioni su “chi più differenzia meno paga”. Già nell’aprile 2025 quando venne annunciato il nuovo sistema, il Comune aveva messo sul tavolo un dato: il costo del servizio è salito da 6,6 milioni (2023) a circa 8,1 milioni (2024) e oltre 8,5 milioni (2025).
L’Amministrazione del capoluogo regionale ricordava anche la struttura della tariffa (quota fissa + componenti variabili) e ribadiva che l’idea restava quella di premiare chi produce meno rifiuto urbano: la parte che può aumentare davvero è quella legata agli svuotamenti/litri eccedenti il minimo previsto.

Per il 2026, nel bilancio di previsione il Comune di Aosta ha messo a bilancio 8,9 milioni di euro per la voce Tari/Tarip (con proiezioni a 9 milioni nel 2027 e 9,1 nel 2028): è, di fatto, la copertura “preventivata” del costo del servizio rifiuti, visto che per legge la tariffa deve garantire l’integrale copertura dei costi. Si tratta di una “previsione ponte”, perché tariffe e PEF 2026 saranno aggiornati con il nuovo metodo Arera Mtr-3 (annualità 2026-2029) e approvati entro il 30 aprile 2026, con eventuale variazione degli stanziamenti se i conti finali lo richiederanno.

Rifiuti RAEE abbandonati in piazza Plouves

Rifiuti RAEE abbandonati in piazza Plouves

Le regole pratiche: cosa fare per evitare multe (e schifezze in strada)

L’Amministrazione comunale di Aosta è quindi torna alle basi, spiegando le regole dei conferimenti:

  • primo: niente sacchetti a terra. Nemmeno “a fianco” del contenitore. È considerato abbandono e le sanzioni sono quelle nuove, pesanti;
  • secondo: se i cassonetti sono pieni o non funzionano, il rifiuto va riportato a casa/attività oppure si contatta Quendoz tramite numero verde. «Non c’era posto» non è una giustificazione;
  • terzo: se i contenitori consegnati non bastano, si può chiedere a Quendoz un aumento della dotazione che avviene senza oneri aggiuntivi.

Poi c’è il capitolo cartoni e utenze del centro: richiamo al rispetto degli orari e, per il centro storico, alle regole del porta a porta per le utenze non domestiche dal lunedì al venerdì, con l’esposizione tra le 15 e le 15.30 e la raccolta tra le 15.30 e le 16.30.

Sugli ecocentri: via Caduti del Lavoro viene indicata come chiusa per i lavori del Centro del Riuso; resta operativo quello di Montfleury, con apertura anche la domenica. Per gli ingombranti, viene ricordato il ritiro gratuito a domicilio su prenotazione.

Infine, una nota che c’entra col decoro urbano più di quanto sembri: viene richiamato anche il divieto di alimentare i piccioni, per motivi igienico-sanitari.

Il quadro, messo insieme, è questo: dopo un anno di discussioni su Tarip e costi, il Comune prova a chiudere la partita degli abbandoni con tre leve, regole, sanzioni più dure e controlli (anche con telecamere mobili). La prova, come sempre, è la continuità: perché una stretta annunciata e poi mollata vale meno di un posacenere vuoto.