Le relazioni pubblicate a fine maggio 2026 della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti per la Valle d’Aosta offrono una radiografia molto densa di conti pubblici, grandi cantieri e società partecipate valdostane: ne esce un sistema finanziariamente solido in molti passaggi, ma con nodi importanti su tempi, governance e uso delle “cassette degli attrezzi” come Finaosta e le partecipate.
Finaosta, la “gestione speciale” e i rientri che riscrivono il bilancio
La relazione più corposa, di 133 pagine, è quella sui rapporti finanziari tra la gestione speciale di Finaosta SpA e il bilancio regionale nel periodo 2019-2024, cioè su come vengono usate, o riportate a bilancio, le risorse gestite dalla finanziaria regionale per conto della Regione. Sara Bordet, che ha scritto la delibera insieme al collega Davide Floridia, con la collaborazione di Isabella Elena Petroz e Debora Marina Marra, ha ricostruito anno per anno le deliberazioni con cui la Giunta ha deciso i rientri da Finaosta, confrontandole con le effettive iscrizioni a bilancio e con quanto poi è realmente accaduto a rendiconto, evidenziando scostamenti importanti tra previsioni e realtà.
Per il solo 2023, la Corte segnala come i rientri attesi da Finaosta siano passati da 2,5 milioni circa (in base alle delibere precedenti) a oltre 12,4 milioni iscritti nel bilancio previsionale, con un incremento di quasi dieci milioni, destinati a una serie di interventi individuati dalla Regione. Lo stesso schema si è ripetuto nel 2024, con nuove iscrizioni per oltre 1,8 milioni, in buona parte vincolate a progetti specifici (come la valorizzazione di Aosta est, il castello di Quart, Palazzo Roncas). Il messaggio di fondo è chiaro: la gestione speciale non è “un pozzo senza fondo” e l’uso dei rientri come leva di bilancio deve rimanere strettamente ancorato alle regole della contabilità armonizzata e alla reale capacità di Finaosta di restituire risorse nei tempi e con i flussi previsti.
In controluce, la relazione mette in discussione un certo “riflesso automatico” nel considerare le risorse parcheggiate nella gestione speciale come una riserva sempre disponibile per far quadrare i conti o lanciare nuovi interventi. I magistrati non contestano lo strumento in sé, ma chiedono che sia utilizzato in modo più lineare e prevedibile, con un allineamento stretto tra le scelte politiche di rientro, la programmazione pluriennale e quanto poi accade davvero a consuntivo.

Marco Linty, presidente di Finaosta, con il presidente della Regione Renzo Testolin ed il direttore generale Mattia Michele Sisto
Partecipate regionali, una galassia ancora molto popolata
La relazione sul piano di revisione ordinaria delle partecipazioni societarie fotografa al 31 dicembre 2024 un sistema in cui la Regione continua a detenere, direttamente e indirettamente, un numero consistente di partecipazioni, con pesi molto diversi in termini di capitale, debiti, crediti e affidamenti. Nelle tabelle su crediti e debiti spicca la posizione di Finaosta: oltre 1,7 miliardi di crediti della Regione verso la finanziaria e più di 12 milioni di debiti verso la stessa, all’interno di un quadro in cui solo cinque delle undici partecipate dirette vantano crediti verso la Regione, mentre otto ne hanno di debitori.
Sul fronte delle spese, gli oneri per contratti di servizio verso le partecipate dirette arrivano a circa 45 milioni di euro nel 2024, in aumento rispetto all’anno precedente, mentre gli “altri oneri” sfiorano i 98 milioni. Tra gli affidamenti diretti, la parte del leone la fa la Società di servizi Valle d’Aosta SpA, seguita da In.Va., Avda e la stessa Finaosta; non risultano invece affidamenti per Valeco e per la Società del Traforo del Monte Bianco. Il magistrato Fabrizio Gentile ha richiamato, nelle considerazioni conclusive, la necessità di una razionalizzazione non solo “formale” (quante società, quali quote) ma anche sostanziale, in termini di coerenza tra missione delle società, affidamenti, flussi finanziari e risultati attesi.
Dal mosaico di numeri emerge come la Regione continui ad appoggiarsi in modo molto esteso al “braccio societario” per erogare servizi, gestire infrastrutture, programmare investimenti. Nelle considerazioni conclusive, Gentile non indica soluzioni preconfezionate, ma invita a chiedersi se tutta questa galassia sia ancora proporzionata alla dimensione del territorio e se ogni partecipata, per come viene finanziata e utilizzata, aggiunga davvero efficienza e trasparenza alla macchina pubblica oppure ne complichi la lettura dall’esterno.
Cofinanziamenti europei, tra agricoltura, ambiente e sviluppo rurale
Una relazione ad hoc è dedicata alla gestione dei cofinanziamenti regionali per interventi sostenuti con fondi europei nel 2024, con focus particolare sul Programma di sviluppo rurale 2023/2027 e sul Complemento di sviluppo rurale (CSR). Il magistrato referendario, Davide Floridia, che si è avvalso della collaborazione di Saverio Caputo e Debora Marina Marra, ha ricordato che la quota di cofinanziamento regionale per il CSR è stata fissata in oltre 16,3 milioni di euro, con copertura già prevista in bilancio per sette milioni (3,5 milioni nel 2023 e 3,5 nel 2024) e la parte restante da spalmare sulle annualità 2025-2027.
La relazione entra nel dettaglio degli interventi finanziati: dalla produzione integrata alle gestioni sostenibili di prati e pascoli, dai pagamenti per il benessere animale al sostegno alle zone di montagna svantaggiate, dagli investimenti produttivi agricoli e forestali alle misure Leader e agli insediamenti dei giovani agricoltori. Il quadro che emerge è quello di un programma ampio e articolato, con bandi già operativi dal 2023, ma che richiede un monitoraggio costante per evitare che i ritardi nella spesa regionale mettano a rischio l’utilizzo pieno delle risorse europee messe a disposizione.

L’ospedale ‘Parini’ di Aosta all’inizio dei lavori di ampliamento
Ospedale Parini, finanza e governance di un cantiere infinito
La relazione sui lavori di ampliamento e ristrutturazione del presidio ospedaliero “Umberto Parini” entra nel dettaglio di una vicenda ormai pluridecennale, mettendo insieme cronologia delle decisioni, quadro finanziario, convenzioni e ruoli dei diversi soggetti coinvolti (Regione, Finaosta, SIV, Azienda Usl e Comune di Aosta). La presidente della Sezione regionale di controllo, Cristiana Rondoni, che ha seguito personalmente la questione, con il supporto di Debora Marina Marra e Jessica Orlarey, ha ricostruito il “perimetro finanziario” dell’intervento, tra leggi autorizzative di spesa, capitoli dedicati in entrata e in uscita, flussi di cassa e confronti tra cicli di pagamento programmati e reali.
Particolare attenzione è stata riservata alla gestione della liquidità: le risorse per il cantiere transitano dai conti della tesoreria regionale a un conto dedicato presso la gestione speciale di Finaosta, da cui vengono poi utilizzate per saldare gli stati di avanzamento lavori, con la Corte che richiama esplicitamente le regole sui vincoli di destinazione delle entrate e la disciplina della tesoreria unica, di nuovo pienamente in vigore. Nelle conclusioni, la Rondoni ha insistito sulla necessità di un coordinamento più stretto della “cabina di regia” politico-tecnica, sia per evitare sovrapposizioni tra convenzioni e flussi finanziari, sia per ridurre il rischio che la complessità del modello (più soggetti intermedi, più conti) diventi essa stessa un fattore di opacità e ritardo.
Il messaggio, neanche troppo tra le righe, è che il problema del “Parini” non è solo la difficoltà tecnica di un grande cantiere in area urbana, ma anche la stratificazione di scelte e strumenti: società veicolo, gestione speciale, diversi piani di finanziamento che si sommano nel tempo. La Corte dei conti invita a semplificare dove possibile, a chiarire chi decide cosa e in quali tempi, e a rendere più leggibili, anche per i cittadini, i passaggi che separano gli stanziamenti di bilancio dall’apertura reale dei cantieri.
Aeroporto Corrado Gex, un cantiere che pesa da anni su bilancio e credibilità
Una delibera è stata dedicata anche al “Completamento della nuova aerostazione, del parcheggio e della viabilità” dell’aeroporto regionale “Corrado Gex” di Saint-Christophe, con un’analisi in profondità di rimodulazioni, coperture finanziarie, cronoprogrammi e impegni. Dal quadro ricostruito emerge un intervento che, nel tempo, ha visto crescere importi complessivi e articolazione di capitoli di spesa, con fondi pluriennali vincolati, economie e nuovi stanziamenti, fino all’apertura di un capitolo ad hoc per coprire i maggiori oneri dovuti all’aumento prezzi.
Il magistrato relatore, Sara Bordet, seguendo passo passo i rendiconti 2022-2024, ha messo in luce come a fronte di finanziamenti complessivi per oltre 11,7 milioni di euro, nel periodo 2021-2024 siano stati effettivamente impegnati e pagati poco più di quattro milioni, con una quota molto elevata ancora “parcheggiata” in fondi vincolati. La lettura è duplice: da un lato, la Regione ha garantito risorse; dall’altro, il ciclo progettuale ed esecutivo dell’opera continua a scontare ritardi e rimodulazioni, con il rischio che questo grande cantiere, già al centro di molte polemiche politiche, continui a pesare sulla credibilità della programmazione infrastrutturale regionale.
Anche qui, come per l’ospedale, la Corte non è entrata nel merito dell’utilità strategica dell’infrastruttura, tema inevitabilmente politico, ma ha chiesto che le scelte fatte si traducano in progetti esecutivi, lavori e collaudi in tempi compatibili con gli impegni presi a bilancio. Il rischio, altrimenti, è di tenere immobilizzate per anni risorse consistenti in fondi vincolati, senza un corrispondente avanzamento fisico del cantiere e con un effetto di sfiducia crescente da parte di cittadini e operatori.

Sara Bordet e Davide Floridia
Pila, conti in ordine ma dipendenza forte da Finaosta
La relazione sulla gestione della società Pila SpA nel periodo 2020-2024 descrive un’azienda che, dopo la batosta del 2020, è tornata a generare utili e a rafforzare il patrimonio netto, destinando integralmente gli utili a riserva legale e straordinaria. La gestione caratteristica, cioè l’attività tipica di gestione degli impianti sciistici, ha prodotto risultati positivi in tutti gli anni esaminati, con un recupero progressivo dopo la drastica flessione dovuta alla chiusura degli impianti durante il periodo pandemico.
Sul fronte finanziario, la Corte ha evidenziato una forte esposizione verso Finaosta: quattordici mutui e due prestiti obbligazionari ventennali (poi rimborsati) strutturano il “debito di lungo corso” della società nei confronti della finanziaria regionale. Le disponibilità liquide sono cresciute molto nel 2024, grazie sia ai risultati della gestione sia a nuovi finanziamenti, ma la presidente della Sezione, Cristiana Rondoni, ha richiamato l’attenzione sulla coerenza tra sostegno pubblico (contributi regionali e soccorso finanziario) e regole di mercato, inserendo il caso Pila nel filone, ormai consolidato, di vigilanza sulle partecipate che operano in settori concorrenziali.
Comune di Aosta, molta cassa ma investimenti in ritardo
Infine, la relazione sul rendiconto 2024 del Comune di Aosta ha fotografato un ente con una cassa molto robusta (oltre 50,8 milioni di euro a fine 2024), ma con un ciclo degli investimenti che fatica a tenere il passo rispetto alle previsioni di bilancio. Il saldo di cassa diminuisce rispetto al 2023, ma resta di gran lunga superiore ai livelli pre-pandemici, in un contesto in cui gli altri Comuni valdostani, complessivamente, registrano invece un aumento delle disponibilità.
Il magistrato Franco Vietti ha sottolineato come, per l’ennesimo anno, le previsioni di cassa sulle spese in conto capitale siano molto più alte dei pagamenti effettivamente realizzati: su oltre 91 milioni di spese in conto capitale previste nel 2024, i pagamenti si sono fermati a circa 14 milioni, con un programma di pagamenti “largamente disatteso” e un ciclo realizzativo degli investimenti segnato da ritardi e scostamenti. Nonostante ciò, l’Ente non ha sofferenze di liquidità, non ricorre alle anticipazioni di tesoreria e migliora ulteriormente i tempi di pagamento ai fornitori, ma la Corte ha invitato a rendere più realistici i cronoprogrammi e a ridurre il gap tra le ambizioni del bilancio e la capacità effettiva di trasformare le opere programmate in cantieri e lavori conclusi.

Cristiana Rondoni, presidente della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti per la Valle d’Aosta
Fatica nel trasformare decisioni in cantieri e servizi
Le relazioni, lette insieme, raccontano quindi una Regione che ha margini di manovra finanziaria, una rete estesa di partecipate, strumenti sofisticati come Finaosta e la gestione speciale, ma che fa ancora fatica a trasformare rapidamente le decisioni in cantieri e servizi. Le raccomandazioni della Corte non mettono in discussione la tenuta dei conti, quanto piuttosto il modo in cui si usano gli strumenti a disposizione e il grado di coerenza tra programmazione, gestione e risultati.
Per chi governa, la sfida non è solo difendere gli equilibri di bilancio, ma semplificare, accelerare e rendere più leggibile l’architettura complessiva: meno scatole cinesi, cronoprogrammi più realistici, rapporti più lineari con le partecipate e un uso della finanza pubblica che, una volta tanto, si misuri non solo sui saldi ma sulla capacità di cambiare davvero il volto dei luoghi di cui si parla in queste delibere.
I documenti integrali della Sezione regionale di controllo per la Valle d’Aosta della Corte dei conti
- La deliberazione n. 23/2026 e relazione sulla gestione dei cofinanziamenti regionali per interventi sostenuti con fondi europei in Valle d’Aosta per l’anno 2024
- La deliberazione n. 24/2026 e relazione al Consiglio regionale sul controllo dei rapporti finanziari tra la gestione speciale di Finaosta SpA e il bilancio della Regione autonoma Valle d’Aosta per gli esercizi finanziari 2019-2024
- La deliberazione n. 25/2026 di controllo sulla gestione in corso d’esercizio dell’intervento della Regione Valle d’Aosta concernente i lavori di ampliamento e ristrutturazione del presidio ospedaliero regionale ‘Umberto Parini’ di Aosta
- La deliberazione n. 26/2026 e relazione sul controllo della legittimità e della regolarità della gestione della società Pila SpA per il periodo 2020-2024
- La deliberazione n. 27/2026 e relazione sul controllo della gestione in corso d’esercizio dell’intervento della Regione autonoma Valle d’Aosta sul completamento della nuova aerostazione, del parcheggio auto, autobus e della viabilità dell’aeroporto ‘Corrado Gex’ in Saint-Christophe
- La deliberazione n. 28/2026 e relazione sul controllo del piano di revisione ordinaria delle partecipazioni societarie detenute dalla Regione autonoma Valle d’Aosta al 31/12/2024
- La deliberazione n. 29/2026 e relazione sugli esiti del controllo relativo al rendiconto dell’esercizio 2024 del Comune di Aosta











