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Il prossimo anno scolastico sarà dal 10 settembre 2026 al 9 giugno 2027

scritto da aostapresse.it

venerdì 27 Marzo 26 • h. 15

Il prossimo anno scolastico sarà dal 10 settembre 2026 al 9 giugno 2027

di aostapresse.it | Ven 27 Mar 26 • h. 15

Via libera della Giunta regionale al calendario scolastico 2026/2027 della Valle d’Aosta. La proposta, definita dalla Sovraintendenza agli studi e condivisa con il Consiglio scolastico regionale, approvata dal Governo regionale venerdì 27 marzo 2026, fissa l’avvio delle lezioni in tutte le scuole valdostane per giovedì 10 settembre e la conclusione per mercoledì 9 giugno 2027 nelle primarie e nelle secondarie di primo e secondo grado. Per le scuole dell’infanzia, invece, le attività educative si chiuderanno il 30 giugno 2027.

Il calendario riguarda infanzia, primaria, medie e superiori e conferma anche i principali stop durante l’anno: 2 novembre, 7 dicembre per il ponte dell’Immacolata, vacanze natalizie dal 24 al 31 dicembre e dal 2 al 6 gennaio 2027, sospensione il 30 gennaio per la Fiera di Sant’Orso, vacanze d’inverno dall’8 al 10 febbraio e vacanze pasquali dal 25 al 30 marzo 2027. Resta inoltre sempre la possibilità per le singole Istituzioni scolastiche scuole di adattare il calendario al Piano dell’offerta formativa, nel rispetto del tetto minimo di 200 giorni di lezione e previo accordo con gli enti che gestiscono servizi come trasporto e mensa.

Tra le flessibilità previste ci sono anche quelle per le scuole secondarie superiori coinvolte nei PCTO, cioè i Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, l’attuale nome dell’ex alternanza scuola-lavoro. In pratica si tratta di attività formative pensate per aiutare gli studenti a sviluppare competenze utili fuori dall’aula e ad orientarsi rispetto al proprio futuro di studio o di lavoro; per questi percorsi il calendario consente di anticipare l’avvio o posticipare la conclusione delle attività per gli studenti interessati.

Erik Lavevaz con la sovrintendente agli studi Marina Fey

Erik Lavevaz con la sovrintendente agli studi Marina Fey

Il calendario scolastico rappresenta «un riferimento essenziale non solo per il sistema educativo – ha commentato l’assessore regionale all’istruzione, cultura e politiche identitarie Erik Lavevazma anche per l’organizzazione della vita familiare e per la pianificazione dei servizi sul territorio», sottolineando che la definizione anticipata delle date consente a famiglie, scuole ed Enti locali di programmare con maggiore certezza l’intero anno.

Il confronto con altre realtà mostra che la Valle d’Aosta si colloca in una fascia piuttosto anticipata, ma non estrema. In Puglia, per esempio, il calendario 2026/2027 già approvato fissa l’inizio delle lezioni al 17 settembre 2026 e la chiusura all’8 giugno 2027, quindi una settimana dopo l’avvio valdostano e un giorno prima della fine delle lezioni. In Alto Adige, invece, il calendario delle scuole ladine indica un avvio ancora più anticipato, il 7 settembre 2026, e una conclusione il 16 giugno 2027. In Piemonte, al momento, sul sito regionale risulta ancora pubblicato il calendario 2025/2026, senza l’aggiornamento ufficiale per il 2026/2027.

Sul piano politico resta poi lo sfondo del dibattito nazionale aperto a gennaio dall’allora ministra del turismo Daniela Santanchè anche se non risulta una proposta formale per far iniziare la scuola il 1° ottobre. Quello che Santanchè aveva indicato era una revisione del calendario scolastico, con vacanze estive meno concentrate e pause più distribuite durante l’anno per favorire la destagionalizzazione del turismo ma, di quella rivisitazione non c’è traccia al Ministero dell’istruzione. E nel calendario appena approvato dalla Valle d’Aosta non si vede alcun recepimento di quell’impostazione: si riparte il 10 settembre, con un impianto sostanzialmente tradizionale e non con uno slittamento all’autunno inoltrato.

La sostanza è semplice: la Regione ha scelto continuità e anticipo organizzativo. Ha fissato con largo margine le date del prossimo anno scolastico, ha lasciato un po’ di elasticità alle scuole per i PCTO e per l’offerta formativa, ma non ha imboccato la strada, molto chiacchierata e per ora molto teorica, di una scuola che comincia a ottobre.