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Guasto ai server di IN.VA., mattinata di disagi per i servizi digitali regionali e dell’Usl

pubblicato venerdì 15 Maggio 26 • h. 17

realizzato da aostapresse.it

Guasto ai server di IN.VA., mattinata di disagi per i servizi digitali regionali e dell’Usl

di aostapresse.it | Ven 15 Mag 26 • h. 17

Il messaggio di errore sul sito della Regione

Un condizionatore spento nel cuore della notte ha mandato in tilt parte dell’infrastruttura informatica della Valle d’Aosta. Per alcune ore, il Centro trasfusionale dell’ospedale e diversi gestionali dell’Azienda Usl sono rimasti bloccati. Nessun attacco informatico: solo un guasto tecnico, risolto entro metà giornata.

Il problema è iniziato alle ore 4 della mattina di venerdì 15 maggio 2026, quando in una sede secondaria di gestione dei dati regionali i condizionatori si sono spenti improvvisamente. La temperatura nei rack dei server è salita rapidamente e gli apparecchi sono andati in protezione automatica: alle 4.40 parte dei sistemi si è spenta. I tecnici di IN.VA. SpA, la società in house della Regione che gestisce l’infrastruttura digitale valdostana, si sono messi al lavoro prima dell’alba.

Cosa si è fermato

Alle ore 11.11, l’Azienda Usl ha diramato la prima comunicazione ufficiale: bloccati o rallentati il sistema prelievi del Centro trasfusionale, i magazzini della farmacia ospedaliera ed i server territoriali. Il centralino ospedaliero, gestito direttamente da IN.VA., era invece già tornato in funzione: “i tecnici di IN.VA. e dei Sistemi informativi dell’Azienda Usl sono attualmente al lavoro per individuare e risolvere la criticità nel più breve tempo possibile”, si leggeva.

Verso le ore 11.38, IN.VA. aveva già dichiarato di aver “rimesso in piedi il 90% dell’infrastruttura”. La piena operatività è stata POI confermata dall’Azienda Usl alle 12.25, con una nota che precisava che la problematica era dovuta “al guasto fisico di un apparato di rete (nodo di connettività) situato in uno dei datacenter di IN.VA.” e “non ha riguardato il Datacenter unico regionale”.

Sul versante dell’Amministrazione regionale, i tempi si sono allungati. L’Assessorato agli affari europei e all’innovazione ha comunicato il pieno ripristino del Datacenter regionale soltanto alle ore 16.42, confermando che anche in questo caso “non si è trattato di un attacco ai sistemi, bensì di un guasto di tipo tecnico” assicurando l’impegno a “vigilare costantemente sul funzionamento dei sistemi, al fine di evitare il ripetersi di analoghi disagi”.

Le indicazioni per gli uffici dell'In.Va., a Pollein

Le indicazioni per gli uffici dell’In.Va., a Pollein

Niente hacker: una parola da usare con cautela

Vale la pena fare chiarezza su un equivoco ricorrente: in episodi come questo, la parola “hacker” tende a circolare sui social anche prima che si conosca la causa reale. In questo caso non c’è stato alcun accesso non autorizzato ai sistemi. Lo ha confermato esplicitamente l’Assessorato regionale: “non si è trattato di un attacco ai sistemi, bensì di un guasto di tipo tecnico”.

Per capire cosa significhi davvero un attacco informatico, basta guardare a quanto accaduto pochi giorni fa, venerdì 8 maggio, alla UnoAerre di Arezzo, storica azienda orafa, con cento anni di storia, colpita da un ransomware: i criminali hanno paralizzato i sistemi e recapitato all’azienda una richiesta di riscatto da 3,8 milioni di euro in bitcoin. L’azienda ha rifiutato di pagare, attivato le Forze dell’ordine e ripristinato l’operatività in pochi giorni. La differenza con quanto successo stanotte a Pollein è abissale: lì c’era un’intrusione pianificata e organizzata, qui si è spento un condizionatore.

Da segnalare che i servizi digitali scolastici non hanno subito interruzioni: il registro elettronico è gestito da Spaggiari su infrastruttura propria, e le caselle di posta istituzionali delle scuole valdostane girano su Google Workspace. Nessun collegamento, quindi, con i server di IN.VA.

Il contesto: la migrazione al cloud non è ancora completa

L’episodio arriva in un momento delicato per l’informatica sanitaria regionale. Nei mesi scorsi, l’Azienda Usl aveva annunciato e avviato la migrazione dei dati sanitari sul cloud del datacenter di IN.VA., un progetto da oltre un milione di euro co-finanziato dal Ministero della salute nell’ambito del PNRR. L’obiettivo è proprio quello di aumentare la resilienza dell’infrastruttura e ridurre la dipendenza da apparati fisici soggetti a guasti come quello di stanotte.
Il fatto che il problema di venerdì 15 maggio abbia colpito una “sede secondaria”, e non il Datacenter unico Regionale, suggerisce che la transizione sia ancora in corso: un nodo non ancora migrato o ridondato ha ceduto per primo.