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PD all’attacco in Consiglio Valle sull’accordo UV‑FI, crisi energetica e bilancio

scritto da aostapresse.it

venerdì 10 Aprile 26 • h. 10

PD all’attacco in Consiglio Valle sull’accordo UV‑FI, crisi energetica e bilancio

di aostapresse.it | Ven 10 Apr 26 • h. 10

In Consiglio Valle, venerdì 9 aprile 2026 il Partito Democratico ha trasformato la riunione in un ampio processo politico alla maggioranza tra Union Valdôtaine e centrodestra: tre interpellanze sull’accordo con Forza Italia, crisi energetica e prima variazione di bilancio, tutte con lo stesso messaggio di fondo: il Governo Testolin promette molto, ma su risultati, visione e metodo resta ancora troppo sul vago.

L’accordo UV‑FI: “patto” che non si vede

Con la prima iniziativa, Fulvio Centoz ha riaperto di nuovo il dossier sull’intesa firmata il 4 novembre 2025 tra Union Valdôtaine e Forza Italia, presentata come strumento per rafforzare il peso negoziale della Valle d’Aosta a Roma. Il consigliere dem ha contestato che, a cinque mesi di distanza, l’unico risultato concreto rivendicabile sia la norma di attuazione sul Conservatorio, riconosciuta dallo stesso PD, mentre su revisioni statutarie, pensioni di Vigili del fuoco e Forestali, concessioni idroelettriche, Zona franca, trafori e rappresentanza a Bruxelles «non si vedono avanzamenti» ed i dossier restano fermi nei Ministeri.

Centoz ha messo in fila anche le dichiarazioni pubbliche del presidente dell’UV Joël Farcoz, secondo cui l’accordo è «tra Governo nazionale e Governo regionale» ed i vertici forzisti sarebbero «garanti del patto», a fronte delle versioni più prudenti date in Consiglio Valle, dove l’intesa è stata definita «meramente politica». Renzo Testolin ha replicato rivendicando un «percorso di lavoro serio con Roma» invitando a non trasformare l’argomento in un «refrain stantio», liquidando come frutto di «livore» la costanza con cui il PD riporta in aula il tema; per il presidente della Regione il Conservatorio è solo il primo tassello di una lista che «si arricchirà nelle prossime settimane».

Renzo Testolin in Consiglio Valle mentre risponde a Fulvio Centoz

Renzo Testolin in Consiglio Valle mentre risponde a Fulvio Centoz

Crisi energetica e dopo‑Pnrr: modelli no, “termometro” sì

La seconda interpellanza, ancora di Centoz, ha spostato l’attenzione sui conti regionali nel nuovo scenario internazionale: petrolio in salita, caro carburanti (benzina +9,9% e diesel +23,6% in Italia fra gennaio e metà marzo), inflazione, ricadute sul turismo e sul potere d’acquisto delle famiglie valdostane, fino a 540 euro l’anno secondo le stime citate dal consigliere. A questo si somma la fine, entro il 2026, dei finanziamenti Pnrr, con l’aumento della spesa corrente per far funzionare le nuove strutture territoriali e coprire rinnovi contrattuali e oneri previdenziali dei Corpi regionali.

Centoz ha chiesto se la Regione disponga di modelli previsivi, quali scenari siano ipotizzati per l’autunno 2026 e se la Giunta intenda avviare una vera spending review. L’assessore regionale al bilancio, Mauro Baccega, ha risposto che non ha modelli econometrici, che in un contesto «caratterizzato da fenomeni esogeni incontrollabili» sarebbero comunque poco utili, rivendicando invece il «forte collegamento con il territorio» tramite cittadini, sindaci, Confindustria, Finaosta, partecipate e parti sociali, definiti definiti «termometro» dell’economia valdostana.

Sul medio periodo, Baccega ha sottolineato che le spese Pnrr sono già state inserite nella programmazione 2026‑2028, che il quadro verrà aggiornato con il Defr alla luce del Def statale e che gli investimenti in sanità territoriale comporteranno inevitabilmente più spesa corrente, da governare con «un’efficace organizzazione delle missioni». Il bilancio, ha insistito, «è solido», come confermato dalle agenzie di rating e da numeri quali un fondo cassa superiore a 1,2 miliardi e un avanzo disponibile da 267 milioni a fine 2025; la spending review viene descritta come processo ordinario che non necessita, al momento, «di una revisione strutturale» dedicata.

La replica di Centoz è stata durissima: l’assessore, ha sostenuto, ha ammesso di non avere modelli e di «prendere il polso della situazione al bar ascoltando la gente», mentre la Regione, pur disponendo di ampie riserve di cassa, «non mette in campo nulla» per prevenire gli effetti di caro energia e fine Pnrr. Una «non risposta» che, nelle parole del consigliere, rende il futuro dei prossimi mesi più preoccupante che quello dei prossimi trent’anni evocato dallo stesso Baccega.

Mauro Baccega, assessore regionale al bilancio, in Consiglio Valle

Mauro Baccega, assessore regionale al bilancio, in Consiglio Valle

Prima variazione da 37 milioni: svolta politica o semplice manutenzione?

Il terzo affondo, firmato dal capogruppo Jean‑Pierre Guichardaz, ha guardato alla prima variazione di bilancio 2026 da 37,3 milioni, presentata dalla Giunta come primo atto politico della nuova maggioranza dopo il “bilancio tecnico” votato a inizio legislatura. Guichardaz ha riconosciuto «una manovra ordinata e coerente» sul piano tecnico, ma l’ha giudicato costruita su riallocazioni, aggiustamenti e interventi puntuali di spesa corrente, più simile «ad una manutenzione» che a un cambio di passo leggibile dai cittadini.

Da qui le domande: questa è davvero la traduzione politica del nuovo assetto UV‑centrodestra o l’imprinting è rinviato ai prossimi assestamenti? E che ne è della promessa di un maggior coinvolgimento del Consiglio Valle, minoranze comprese, nella costruzione delle manovre finanziarie? Mauro Baccega ha rivendicato che la variazione «è una prima chiara espressione dell’indirizzo programmatico», sottolineando l’importanza dell’importo (37,3 milioni, 37 articoli) ed ha spiegato che, in questa fase, si interviene sulla spesa corrente, rinviando agli assestamenti successivi la parte più marcata sugli investimenti. Nessuna «discontinuità» dichiarata rispetto al bilancio di previsione, ma incremento di risorse e riallocazioni ritenute comunque «strategiche e prioritarie» perché danno risposte a bisogni del territorio emersi nel confronto con i diversi assessorati.

Guichardaz, pur riconoscendo che la politica non si fa solo con i soldi, ha notato che la promessa di imprimere una svolta con la prima variazione non è stata mantenuta e che, finora, «azioni davvero di centrodestra» non se ne vedono: il quadro è di sostanziale continuità con la precedente legislatura, mentre sul metodo il coinvolgimento del Consiglio, audizioni e dialogo con gli assessori, sarebbe persino arretrato.

Jean-Pierre Guichardaz, capogruppo del Partito Democratico-FP in Consiglio Valle

Jean-Pierre Guichardaz, capogruppo del Partito Democratico-FP in Consiglio Valle

Il filo rosso del pressing dem: risultati, visione e metodo

Messe insieme, le tre iniziative disegnano la strategia del gruppo PD‑Federalisti Progressisti VdA: mettere sotto pressione l’ex partner di Governo sul terreno dove l’Union Valdôtaine rivendica più forza, quello della capacità «di portare a casa risultati» con Roma e di gestire i conti regionali in un contesto incerto. L’affondo non è solo sugli obiettivi mancati, norme di attuazione, revisioni statutarie, norme speciali, ma anche sul metodo: accordi politici opachi, assenza di modelli previsivi, uso della variazione di bilancio come strumento di ordinaria amministrazione invece che come primo segnale di rottura rispetto al passato.

La maggioranza, dal canto suo, ha reagito compatta: Renzo Testolin ha parlato di «lavoro serio» e di attacchi ripetitivi dettati «dal livore» dell’opposizione; Mauro Baccega ha difeso la solidità dei conti ed ha rivendicato un percorso finanziario scandito da tappe (prima variazione, assestamento, eventuale ulteriore variazione) in coerenza con il programma di Governo.

Sullo sfondo resta però la domanda politica che il PD prova a tenere aperta: a quasi mezzo anno dall’accordo UV‑FI e a bilancio 2026 ormai varato, il nuovo corso annunciato dalla maggioranza è davvero iniziato, o l’autonomia valdostana sta semplicemente scivolando, in silenzio, dentro una lunga stagione di gestione ordinaria?