In Valle d’Aosta il 174° anniversario della fondazione della Polizia di Stato, venerdì 1o aprlie 2026, è stato l’esordio pubblico della nuova questore Angela Cannavale, che ha scelto il Palazzo della Regione come simbolo «del lavoro corale» tra Istituzioni e ha ricordato come la Valle resti una delle aree a più bassa delittuosità d’Italia, a fronte però di una percezione di insicurezza spesso più alta dei numeri reali. Sullo sfondo, i dati 2025 dell’attività in regione e il confronto con il quadro nazionale, che raccontano una sicurezza sempre più giocata su prevenzione, contrasto alle truffe on‑line e controllo del territorio.
Il messaggio della questore: «Esserci sempre» tra fiducia e responsabilità
Cannavale ha aperto la cerimonia ricordando l’omaggio ai caduti in Questura, alla presenza delle massime autorità civili e religiose, per poi sottolineare che «l’Italia ha tassi di criminalità più bassi di altre nazioni» e che anche la Valle d’Aosta «ha uno dei livelli di delittuosità meno elevati del Paese», nonostante paure e ansie alimentate dalla sovraesposizione alle notizie negative. Ha legato l’attualità dei conflitti internazionali e dell’individualismo alla necessità di difendere l’idea che «vivere rettamente non sia inutile», rivendicando il ruolo dei poliziotti come servizio alla collettività e ricordando che chi sbaglia «deve risponderne fino in fondo», perché trasparenza e legalità sono condizioni della fiducia.
Richiamando il motto “Esserci sempre”, la questore ha ribadito che la sicurezza è oggi percepita come vero e proprio diritto, senza il quale non è possibile esercitare gli altri diritti costituzionali. Da qui l’enfasi sui servizi di prevenzione di Volanti, Stradale, Polizia di frontiera, Ferroviaria e sicurezza cibernetica, sulle campagne contro bullismo e cyberbullismo, violenza di genere e truffe agli anziani, e sui percorsi di educazione alla legalità nelle scuole su uso dei social, sicurezza stradale e rischi di droga e alcol.

Angela Cannavale, questore di Aosta
I numeri valdostani: pochi reati, molto controllo del territorio
Il quadro statistico 2025 conferma l’immagine di una regione piccola ma intensamente presidiata: nel corso dell’anno la Polizia di Stato ha arrestato 75 persone e ne ha denunciate in stato di libertà 396, con 19 minori denunciati, a fronte di oltre 21.400 identificazioni e 8.142 veicoli controllati. L’attività di prevenzione ha portato a 109 perquisizioni, 1.060 controlli agli arrestati domiciliari, sette verifiche su sorvegliati speciali e 66 avvisi orali, oltre a 51 ammonimenti per stalking e “codice rosso”, a conferma dell’attenzione verso i reati di violenza domestica e persecutoria.
Sul fronte droga, nel 2025 in Valle d’Aosta sono stati sequestrati quasi 1,8 chili di cocaina, oltre 7,2 chili tra hashish e marijuana e piccole quantità di sostanze sintetiche, mentre la sicurezza cibernetica ha raccolto 61 segnalazioni tramite l’app YouPol, molte delle quali legate a stupefacenti e fenomeni di bullismo. L’attività di polizia stradale ha visto 5.104 pattuglie in autostrada, 171 incidenti rilevati, 17.917 contravvenzioni al Codice della strada e 87 veicoli sequestrati, con oltre 587 mila chilometri percorsi e sanzioni per circa 2,7 milioni di euro: un investimento consistente sulla sicurezza della circolazione, coerente con i richiami della questore alla prevenzione degli incidenti legati a alcol e droga.
Complessivamente, nel 2025 la Questura ha gestito 195 manifestazioni ed eventi (58 sportivi), con 2.863 operatori impiegati in ordine pubblico, e ha eseguito 41 espulsioni, 12 trattenimenti in CPR e sei accompagnamenti, oltre a 33 rimpatri per foglio di via obbligatorio, segno di una pressione migratoria limitata ma monitorata. Sul versante patrimoniale, i sequestri di beni hanno raggiunto un valore di oltre 19 mila euro, mentre l’attività della Polizia scientifica si è tradotta in 78 sopralluoghi, 272 foto-segnalamenti e 129 reperti di stupefacenti analizzati in laboratorio.

L’ingresso a Palazzo regionale della questore e del presidente della Regione
Violenza, truffe on‑line e sicurezza cibernetica
Le onorificenze consegnate durante la cerimonia raccontano alcune delle priorità investigative locali: tra le lodi figurano operazioni sullo spaccio di droga, sul contrasto ai maltrattamenti in famiglia e alla violenza sessuale aggravata, oltre a interventi di soccorso in casi di tentato suicidio e sicurezza in montagna. Vengono premiate anche indagini su tentate rapine, furti aggravati e ricettazione compiute da minori, a conferma di un’attenzione costante sia ai reati violenti sia a quelli che coinvolgono fasce giovanili.
Un riconoscimento specifico va alla Sezione operativa per la sicurezza cibernetica di Aosta, che ha portato all’arresto di due persone per violenza sessuale aggravata, mostrando come le nuove frontiere del crimine, dalla pedopornografia online alle estorsioni digitali, abbiano ormai un peso anche in una realtà di dimensioni ridotte come la Valle d’Aosta. In questo contesto Cannavale ha richiamato il lavoro di prevenzione contro il cyberbullismo e l’uso distorto dei social, sottolineando come l’azione di polizia, da sola, non basti se non accompagnata da un cambiamento culturale.
Il quadro nazionale: più uomini e mezzi, reati che migrano sul web
Il compendio dati nazionale mostra un 2025 di forte impegno su tutto il territorio, con 96.186 poliziotti in servizio e oltre 5.400 nuove assunzioni, tra cui 4.500 allievi agenti, 190 commissari, 110 commissari tecnici, 500 vice ispettori e 60 atleti delle Fiamme Oro, a rafforzare gli organici. Sul versante del controllo del territorio, gli equipaggi delle Volanti hanno verificato più di 8 milioni di persone e oltre 1,25 milioni di veicoli, mentre le Sale operative hanno gestito quasi 4 milioni di chiamate di emergenza e più di 1,2 milioni di interventi, a conferma di una domanda di sicurezza crescente.
Le principali operazioni delle Squadre mobili e del Servizio centrale operativo hanno portato a 958 arresti, 62 latitanti catturati e sequestri alla criminalità organizzata per circa 40 milioni di euro e oltre quattro tonnellate di droga, mentre le misure di prevenzione personali hanno visto un +21% di DASPO, con i provvedimenti “fuori contesto”, cioè non legati direttamente alle partite, cresciuti del 123%. Nel 2025 sono state gestite 11.250 manifestazioni, 390 delle quali con scontri e violenze (39 arresti e 2.922 denunce), e sono stati eseguiti sequestri patrimoniali per oltre 58 milioni di euro e confische per più di 90 milioni, di cui 148 milioni riferiti a organizzazioni mafiose.

Francesca Pescara Di Diana mentre legge il messaggio del ministro dell’Interno
Cybercrime, strada e frontiere: dove passa oggi la sicurezza
Il 2025 conferma, a livello nazionale, la centralità della sicurezza cibernetica: il Servizio Polizia postale e per la sicurezza cibernetica ha coordinato oltre 16.600 indagini di pedopornografia online, indagando 1.309 persone, e ha trattato 18.058 casi di stalking, minacce, sextortion, hate speech e propositi suicidari, con 2.803 indagati di cui 125 minori. Sul fronte terrorismo esterno sono state arrestate 37 persone e altrettante rimpatriate; contro il terrorismo interno e gli estremismi di destra e sinistra, gli arresti sono stati 58 con oltre 4.100 denunciati, mentre l’azione sulle tifoserie violente ha prodotto 80 arresti e 1.516 denunce.
La Polizia stradale ha effettuato 423.328 pattugliamenti, contestando più di 1,6 milioni di violazioni del Codice della strada: 821 mila conducenti controllati con etilometro, 11.126 sanzionati per guida in stato di ebbrezza, 63.537 patenti ritirate, 47.274 incidenti rilevati e 735 arresti, con circa 500 chili di droga sequestrata in ambito viario. La Polizia ferroviaria ha pattugliato 17.500 chilometri di rete, controllando quasi cinque milioni di persone e arrestando 1.146 individui, mentre l’area immigrazione ha gestito oltre 2,26 milioni di titoli di soggiorno e 138 mila richieste di protezione internazionale, con più di 21.400 provvedimenti di espulsione e allontanamento.
Nel complesso, i dati nazionali disegnano un sistema di sicurezza che si muove su piani molto diversi, dalla strada al web, dalle curve degli stadi alle frontiere, e che, nelle parole del Capo della Polizia Vittorio Pisani, deve «interpretare il presente» adattando rapidamente strumenti e metodi ai mutamenti sociali e tecnologici, per restare un’amministrazione civile «punto di riferimento al servizio del cittadino».

I diplomi dei premiati della Questura di Aosta in occasione del 174° anniversario della fondazione della Polizia di Stato
Valle d’Aosta e Italia: stessa linea, scala diversa
Guardata in controluce rispetto al quadro nazionale, la fotografia valdostana mostra una regione dove i grandi numeri sono inevitabilmente più piccoli, ma la logica di fondo è la stessa: forte investimento su prevenzione, presidio del territorio e contrasto ai reati che toccano la vita quotidiana, violenza domestica, droga, truffe, sicurezza stradale e online. L’app YouPol, le campagne “Questo non è amore”, gli incontri nelle scuole e l’attività della sicurezza cibernetica locale declinano, in scala alpina, le priorità fissate a livello centrale, mentre arresti e lodi raccontano una Polizia che, pur in un contesto a bassa delittuosità, non abbassa la guardia su reati violenti e vulnerabilità sociali.
In questo equilibrio tra percezione e realtà, numeri e volti, la festa del 174° anniversario in Valle d’Aosta ha provato a tenere insieme celebrazione e consapevolezza: ricordare i caduti, premiare chi ha salvato una vita o fermato uno spacciatore, ma anche spiegare perché la sicurezza resta un diritto da difendere giorno per giorno, con l’“esserci sempre” come impegno, più che come slogan.
I dati dell’attività della Questura di Aosta nell’ultimo anno










