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Pont-Suaz, a maggio un mese di traffico regolato per i lavori sul metanodotto

scritto da aostapresse.it

venerdì 10 Aprile 26 • h. 17

Pont-Suaz, a maggio un mese di traffico regolato per i lavori sul metanodotto

di aostapresse.it | Ven 10 Apr 26 • h. 17

Il ponte di Pont-Suaz, tra Aosta e Charvensod, si prepara a un mese delicato. Dopo l’interpellanza presentata in Consiglio Valle giovedì 9 aprile 2026 dal consigliere Simone Perron, l’assessore regionale alle opere pubbliche Davide Sapinet ha confermato che all’inizio di maggio partirà l’intervento preliminare più impattante sulla viabilità: lo spostamento della tubazione principale del gas metano che alimenta la città di Aosta e che corre in corrispondenza del ponte. Il cantiere tra le tre e le quattro settimane e comporterà una circolazione a senso unico per fasce orarie.

A maggio il cantiere più pesante: traffico regolato per fasce orarie

La soluzione individuata per limitare i disagi non sarà un semplice senso unico alternato continuo, che secondo la Regione avrebbe rischiato di mandare in crisi i flussi nelle ore di punta. L’ipotesi illustrata da Sapinet prevede invece il transito in direzione Aosta al mattino, indicativamente dalle 6.30 a mezzogiorno, la marcia verso Charvensod dalle ore 12 alle 21 e, nelle ore notturne, dalle 21 alle 6.30, un senso unico alternato regolato da impianto semaforico. L’organizzazione sarebbe stata condivisa in un tavolo con i Comuni interessati, il Comune di Aosta e la struttura trasporti, anche per valutare gli effetti sul trasporto pubblico.

Il nodo è uno di quelli veri. Perron, nella sua iniziativa, ha ricordato che Pont-Suaz è un punto nevralgico per il collegamento tra il capoluogo e l’Envers, con il rischio che eventuali limitazioni spingano il traffico sui ponti di Aymavilles o di Pollein. Sapinet ha a sua volta sottolineato che sul manufatto transitano circa 7 milioni di veicoli all’anno e che proprio per questa centralità la Regione ne ha assunto la proprietà e la gestione nel 2022, dopo la richiesta dei Comuni storicamente coinvolti nel consorzio del ponte.
Dal punto di vista tecnico, la parte che oggi preoccupa di più non è quella storica in pietra, ma l’allargamento in calcestruzzo armato realizzato nel 1982 sul lato a monte. Le prove di carico eseguite nel settembre 2023, ha spiegato l’assessore, hanno evidenziato criticità soprattutto su quella porzione più recente. Da qui la limitazione temporanea al passaggio dei veicoli oltre le 44 tonnellate e, successivamente, la posa nel maggio 2024 dei new jersey in cemento armato per aumentare la sicurezza.

La campata del Pont-Suaz ed i tubi del metanodotto

La campata del Pont-Suaz ed i tubi del metanodotto

Prima il metanodotto, poi il risanamento del ponte con disagi più limitati

Il cantiere sul metanodotto non coincide però con l’intervento strutturale principale sul ponte. Quello, dal valore di circa un milione di euro, partirà nell’estate 2026 e riguarderà il risanamento e il rinforzo di alcune parti in calcestruzzo, oltre al rifacimento dell’impermeabilizzazione dell’intero impalcato. Secondo Sapinet, proprio perché prima andava risolta l’interferenza con la condotta del gas, il cronoprogramma è slittato rispetto all’avvio ipotizzato nel primo semestre del 2025. La notizia meno pesante, almeno per gli automobilisti, è che durante questi lavori estivi dovrebbe essere garantita la normale circolazione, salvo alcune chiusure notturne legate agli interventi sul piano viabile.

La finestra scelta per lo spostamento della tubazione non è casuale. L’assessore ha spiegato che si è cercato di collocare il cantiere tra la chiusura della stagione sciistica di Pila e il passaggio del Giro d’Italia previsto per il 23 maggio, chiedendo all’impresa di lavorare su doppio turno diurno e anche il sabato, proprio per comprimere al massimo i tempi. Sul metano, ha precisato, non è possibile organizzare turni notturni per ragioni di sicurezza.

Il traffico sul Pont-Suaz

Il traffico sul Pont-Suaz

Perron: informare subito la popolazione sui disagi

Nella replica finale, Perron ha preso atto della risposta tecnica e ha insistito soprattutto su un punto politico molto semplice: la popolazione va informata il prima possibile, perché i disagi ci saranno. Ed è difficile dargli torto: quando si tocca Pont-Suaz, non si parla di un ponte qualsiasi ma di uno dei colli di bottiglia più sensibili della viabilità della Plaine.