Ad Aosta basta una fioriera in cemento piazzata su uno stallo bianco per trasformare un angolo di parcheggio nelle vicinanze dell’ospedale, tra via Roma e via Papa Innocenzo V, in caso cittadino, rimbalzato dai social al Consiglio comunale. Il “monolite”, come lo ha definito ironicamente il consigliere comunale Giuseppe Cipollone (Fratelli d’Italia) occupa da anni un posto gratuito in una fila di stalli, ed è finito al centro di una mozione per chiederne la rimozione.
Dal post virale alla mozione in Consiglio
Tutto parte il mercoledì 17 giugno 2026, quando Cipollone pubblica sui social la foto della fioriera con un commento dal tono dichiaratamente sarcastico: «Siccome ad Aosta i parcheggi abbondano, perché non posizionare una bella fioriera di cemento su uno stallo bianco?». Nel post parla di «monolite, senza un fiore» che sottrae un posto auto e «induce gli automobilisti a parcheggiare a fianco», ostruendo il passaggio veicolare, con la chiosa finale «Cornuti e mazziati, non c’è che dire».
Il post, ha raccontato lo stesso Cipollone, è diventato rapidamente virale, con decine di commenti e migliaia di visualizzazioni. Sulla scia di quella discussione, il consigliere ha quindi depositato una mozione discussa nella riunione del Consiglio comunale di lunedì 22 giugno: il testo chiedeva, in sostanza, di rimuovere la fioriera “per ripristinare uno stallo di sosta aggiuntivo” in un’area dove la disponibilità di parcheggi pubblici è da tempo segnalata come problematica.
La difesa tecnica: sotto la fioriera c’è un pozzetto
Già prima della seduta, sui social è arrivata, il giorno dopo, una risposta tecnica dove veniva spiegato che dietro quella fioriera c’è «un pozzetto di un canale irriguo che contiene valvole da manovrare» e che, in caso di rottura, è necessario intervenire subito senza dover chiamare il carro attrezzi per spostare una macchina. La stessa linea è stata ripresa in Aula dall’assessore comunale ai lavori pubblici, Corrado Cometto, ha rivendicato «la funzione funzionale al funzionamento della città» della fioriera.
Cometto ha spiegato che il pozzetto della rete idrica del Consorzio irriguo Mère des rives si trova tra la fioriera e il muretto condominiale e che proprio la presenza del blocco di cemento serve a tenerlo libero da auto, rendendo possibili gli interventi in urgenza. A questo ha aggiunto un secondo argomento: mantenere sgombra quella zona, e quindi non tracciare uno stallo utilizzabile, favorisce la sicurezza della rampa condominiale in salita, evitando che la sagoma di un veicolo parcheggiato nasconda le auto in transito.

Il tombino protetto dalla fioriera, con una moto parcheggiata dietro
«Fioriera indecorosa» o «essenza bassa»?
Giuseppe Cipollone ha però insistito sul tema del decoro. Nella sua replica ha definito la fioriera «una sorta di cestino a cielo aperto», con mozziconi e rifiuti, presentandola come «opera di arte moderna» non proprio riuscita. L’assessore ha sostenuto che si tratta di un elemento di arredo urbano che contiene «essenze basse» e che, se è usato come pattumiera, la responsabilità va ricondotta ai comportamenti dei cittadini più che alla scelta urbanistica.
Cipollone ha ribadito la sua linea, chiedendo di togliere la fioriera, eliminare le strisce bianche che fanno pensare a uno stallo di sosta e sostituire il tutto con una segnalazione chiara della presenza del pozzetto, in modo da evitare equivoci e proteste. In alternativa, ha proposto almeno un intervento sul decoro della fioriera, che secondo lui si presenta «oggettivamente molto brutta», definendola «un ammasso di sterpaglie» in aperto contrasto con la definizione di Cometto.
Nella discussione generale, il consigliere Christian Chuc (Forza Italia) ha cercato di stemperare i toni, proponendo almeno di intervenire al momento del rifacimento della segnaletica: se quello spazio deve restare libero per motivi tecnici, forse è meglio non tracciarlo come stallo e, già che ci siamo, «mettere un fiorellino» per rendere più gradevole la fioriera. L’idea di un compromesso estetico ha trovato qualche sorriso, ma non ha cambiato l’esito della votazione.
La mozione è stata infatti respinta: su 23 consiglieri presenti i favorevoli sono stati 4 mentre 19 le astensioni, senza voti contrari. La fioriera resta quindi al suo posto e la linea dell’Amministrazione comunale resta quella di mantenerla come presidio a protezione del pozzetto e della rampa, pur con la disponibilità, annunciata dall’assessore, a verificare lo stato manutentivo e l’uso improprio come pattumiera.
Nella giornata di martedì 23 giugno, nella fioriera c’erano effettivamente dei fiori, non c’erano più i rifiuti denunciati da Cipollone, ma dietro e di lato, in divieto di sosta, erano parcheggiate una moto ed un’auto, situazione che renderebbe complesso un eventuale l’accesso al pozzetto.

La nuova colonnina i cui stalli sono occupati abusivamente da auto termiche
Un piccolo caso che parla di parcheggi, regole e convivenza
L’aspetto curioso è che di fronte alla fioriera è stata installata una colonnina di ricarica ad alta potenza: la segnaletica verticale ed orizzontale è stata disegnata e fissata da mesi ma gli stalli di ricarica sono costantemente occupati da auto con motore termico in sosta a tempo indeterminato, e comunque non in ricarica, nonostante l’evidente divieto ed il rischio, secondo il codice della strada, della rimozione forzata. Al momento, di fatto, gli stalli non risultano riservati in modo effettivo alle auto in ricarica.
Al di là dell’ironia sui “monoliti” e sulle “essenze basse”, la vicenda mette in luce un nervo scoperto della città: la difficoltà di far convivere esigenze tecniche, arredo urbano e fame di parcheggi gratuiti. La politica, in questo caso, si è divisa tra chi vede soprattutto un posto auto “sottratto” ed un elemento teoricamente poco curato, e chi ricorda che sotto l’asfalto c’è una città invisibile fatta di reti, valvole e impianti che devono restare accessibili.
Morale: ad Aosta il problema non è capire dove si possa parcheggiare, ma dove si possa convivere con fioriere, pozzetti, colonnine e regole che nessuno sembra davvero voler far rispettare.












