Aosta alza il tiro contro i “furbetti” dei rifiuti: il Comune ha affidato a IN.VA. SpA la fornitura e l’installazione di kit mobili di videosorveglianza pensati per essere spostati rapidamente nei punti più critici, così da colpire (e soprattutto scoraggiare) l’abbandono di sacchi e ingombranti sul territorio comunale.
L’affidamento, formalizzato con la determinazione dirigenziale n. 1025 del 31 dicembre 2025, vale 29.987,60 euro IVA inclusa (24.580 euro + IVA 22%). La dotazione prevista è composta da due sistemi mobili di video monitoraggio alimentabili anche con ciclo-lampione, progettati per essere facili da installare e riposizionare.
“Ciclo-lampione” significa che la postazione è alimentata collegandosi alla linea del lampione: quando la luce è accesa ricarica una batteria e quando è spenta continua a funzionare grazie all’accumulo, senza dover realizzare un allaccio elettrico dedicato.
Ogni kit include:
- una smartbox a palo (quadro “intelligente”);
- switch PoE e alimentatori industriali;
- router 5G con antenna e SIM dati;
- un NVR (registratore di rete) con conservazione fino a una settimana di registrazione (fino a 4 flussi a 5MP);
- 3 telecamere per kit (quindi 6 in totale): 5MP con infrarossi, due con ottica standard e una con teleobiettivo, con licenze software per l’integrazione nel sistema comunale.
La parte interessante (per chi deve “beccare” un conferimento selvaggio) è proprio la logica da “postazione mobile”: oggi la metti dove hai il problema, domani la sposti dove il problema si sposta. E se qualcuno spera nel classico «vabbè tanto lì non controllano», il messaggio è: «non ne sarei così sicuro».

Una telecamera di videosorveglianza all’autostazione di Aosta
Integrazione con il sistema cittadino e scelta della registrazione
I kit sono pensati per essere integrati nel sistema di videosorveglianza federato comunale, con possibilità di visualizzazione live o differita dalle postazioni di controllo secondo le policy del sistema.
La registrazione può avvenire in locale (sull’NVR nel kit) oppure in remoto sui sistemi di registrazione del cliente: la scelta dipende da rete disponibile e modalità d’impiego.
In.Va. segnala anche la possibilità di adattare le telecamere caso per caso (inquadrare meglio un cassonetto, un accesso, una piazzola), arrivando se serve a usare dispositivi di fascia più alta senza oneri aggiuntivi rispetto a quanto preventivato.
Il contesto: più telecamere anche in centro e all’autostazione
Il potenziamento “anti-rifiuti” si aggancia a un ampliamento molto più grande del sistema cittadino: con il collaudo del 22 dicembre sono entrate in esercizio le nuove telecamere che coprono autostazione di via Carrel, Giardini Lussu, mura romane in via Matteotti e la Tour du Pailleron, oltre ad altri tratti (via Vevey, via Ribitel, viale Conseil des Commis, via Festaz). Il progetto, rispetto allo studio iniziale, è arrivato ad oltre 70 telecamere e nell’area dei Giardini Lussu la copertura è salita a 30 telecamere, con riprese più dettagliate fino all’imbrunire e passaggio automatico a infrarossi di notte.
E qui torna utile anche la frase del sindaco Raffaele Rocco: le telecamere sono «un tassello importante», ma la sicurezza non si fa solo con l’hardware, serve un lavoro collettivo, con Polizia locale e Forze dell’ordine, e con cittadini che segnalano e collaborano.

Una delle nuove telecamere ai giardini Lussu di Aosta
La domanda che interessa a tutti: «servirà davvero?»
Tradotto in pratica: non è la bacchetta magica, ma è un attrezzo concreto.
La differenza la faranno:
- dove verranno piazzati i kit (e con che rotazione);
- la capacità di usare bene le immagini in chiave sanzionatoria e investigativa, nel rispetto delle regole;
- la costanza: perché l’abbandono rifiuti è uno sport che vive di abitudini… e di impunità percepita.
Se i kit verranno mossi “intelligentemente” (seguendo segnalazioni e punti caldi), il messaggio per chi scarica sacchi a caso diventa semplice: «oggi tocca a te».









