L’edizione 2026 dei Carnavals de Montagne è saltata: domenica 11 gennaio 2026 non c’è stata la sfilata dei gruppi carnevaleschi valdostani nel centro di Aosta con gli ospiti, né i due tradizionali veglioni danzanti. La decisione è stata ufficialmente confermata dall’Amministrazione comunale sabato 10 gennaio, che parla di «costi non sostenibili» e di tempi troppo stretti per organizzare l’evento.
Per il Comune di Aosta le motivazioni sono soprattutto logistiche e organizzative: il passaggio della fiaccola olimpica nel fine settimana indicato per l’evento (in realtà lunedì 12), il disallestimento del Marché e il successivo allestimento del padiglione per la Foire, oltre alla necessità di impegnare personale e spazi in un periodo già carico di appuntamenti. Sul tavolo, viene anche prospettata l’idea di una cadenza biennale e la disponibilità a confrontarsi con i gruppi.
La protesta di 21 gruppi storici e folkloristici
A contestare lo stop, però, sono stati gli stessi gruppi mascherati. In una lettera firmata da 21 realtà (tra gruppi storici e gruppi del folklore/landzette), il punto non è solo «la sfilata che non si fa», ma il metodo.
Il tono è amaro: la manifestazione, scrivono, non si ferma perché manchino tradizioni o volontari, ma perché l’organizzazione ricade sempre sugli stessi, tra permessi, riunioni e burocrazia, mentre il sostegno istituzionale viene percepito come intermittente («presente nello spirito, un po’ meno nei fatti»). Nella lettera si insiste anche sull’aspetto economico e turistico: non è solo folclore, ma un evento che porta persone, pernottamenti e consumi, cioè «numeri che piacciono quando arrivano, meno quando vanno costruiti».
Tra le critiche c’è anche un’osservazione pratica: se il pacchetto completo (sfilata + eventi collaterali) era troppo oneroso, si poteva quantomeno salvare la sfilata, riducendo l’impianto e limitando l’impegno del Comune al patrocinio e alla gestione minima della viabilità e della sicurezza.

Una delle serate danzanti dei Carnavals de Montagne 2025
I costi: 55mila euro dichiarati ed il contributo del Consiglio Valle
Il Comune ha indicato in 55mila euro il costo “di una singola giornata dei Carnavals de Montagne”. Ma dagli atti delle edizioni precedenti emerge un dettaglio che pesa: negli anni scorsi i Carnavals ottenevano un contributo del Consiglio Valle da 10mila euro, che abbassava l’impegno effettivo da parte dell’Hotel de Ville.
Inoltre, i 55mila euro che nella comunicazione pubblica sono stati presentati come “costo evento” della sfilata, non rappresentano il quadro completo, visto che le spese vanno “spalmate” sui due giorni, considerato anche che i veglioni danzanti del sabato e della domenica (quindi con l’affitto dei saloni, dei compensi e i costi per le orchestre e per la sicurezza) sono parte integrante della manifestazione e non una scelta opzionale dell’organizzazione.
Nel dibattito si è infilato, inevitabilmente, il confronto con la manifestazione di capodanno dove, secondo gli atti, il Comune ha impegnato 62.956 euro per un evento in gran parte costruito attorno ad una serata musicale con dj, con una stima di circa 5.000 presenze. E soprattutto l’affidamento senza gara, mentre per i Carnavals negli anni scorsi si era passati da procedure con valutazioni di offerte, con il risultato che nel 2024 la manifestazione era costata 37.820 euro lordi per salire a 54.900 euro nel 2025.
Inoltre il contributo del Consiglio Valle, che in passato sosteneva i Carnavals, con tutta probabilità verrà dirottato sulle spese sostenute per il capodanno, visto che l’Amministrazione comunale “richiederà alla Presidenza del Consiglio regionale una compartecipazione economica, così come previsto dalla deliberazione della Presidenza del Consiglio Regionale n. 95/202”.

Le Beufon di Courmayeur alla Porta pretoria di Aosta durante i Carnavals de Montagne 2025
Le alternative di percorso
Infine, il Comune ha motivato la cancellazione anche con la concomitanza (il giorno successivo) del passaggio della fiaccola olimpica, che comporta ulteriori costi all’Amministrazione comunale, vale a dire oltre 10mila euro per servizi e forniture collegati, nonostante l’evento sia supportato da una carovana pubblicitaria, e soprattutto un impegno organizzativo extra.
Chi critica la scelta fa notare un punto semplice: ad Aosta si chiudono strade e si riorganizza la viabilità per molte manifestazioni e quindi una soluzione alternativa per far passare il corteo sarebbe esistita.
Ma, al netto delle letture politiche, il fatto è questo: nel 2026, con questo calendario e queste scelte di spesa, i Carnavals de Montagne non si sono tenuti e non sarà possibile recuperarli.










