Federico Pellegrino non ha chiuso davvero la sua attività agonistica collo al “Gran Finale” di Saint‑Barthélemy: il suo vero ultimo atto agonistico sarà sabato 25 aprile 2026 a Mosjøen, in Norvegia, dove sfiderà ancora Johannes Høsflot Klæbo nella Bysprinten, la gara‑show urbana più longeva del Paese, nata nel 2007 e diventata un appuntamento fisso della fine stagione.
L’annuncio è arrivato dalla Norvegia, dove il portale Langrenn.com presenta il valdostano come “il rivale” che ha appena annunciato il ritiro e che “sfida il re olimpico a un ultimo duello” proprio sul circuito in cui il fuoriclasse di Trondheim è imbattuto dal suo debutto nel 2017.
Dal “Gran Finale” di Saint‑Bart al bis norvegese
Il copione, fino a poche settimane fa, sembrava scritto: addio alla Coppa del Mondo con la vittoria nella sprint di Lake Placid, due medaglie di bronzo alle olimpiadi di Milano‑Cortina nella staffetta e nella team sprint, e chiusura simbolica “in casa” ai Campionati italiani assoluti di Saint‑Barthélemy, con il “Gran Finale” costruito dallo sci club insieme alla Regione ed al Consiglio Valle.
Già nel 2025 Pellegrino aveva spiegato che il ritiro nel 2026 era «una scelta di vita» per stare di più con la famiglia, annunciando che l’ultimo atto sulle piste sarebbe stato proprio in Valle d’Aosta. A Saint‑Barthélemy è arrivata la festa promessa, ma la decisione di accettare l’invito alla Bysprinten aggiunge una coda dal sapore quasi cinematografico: dopo l’ultimo podio in Coppa del Mondo, quello di Lake Placid, nella sprint vinta in assenza di Klæbo, Federico Pellegrino avrà l’occasione di chiudere con un ultimo faccia a faccia proprio con il norvegese che lo ha accompagnato per un decennio ai massimi livelli della specialità.

Johannes Klæbo alla Bysprinten 2025 di Mosjøen
Cos’è la Bysprinten e perché è il palco giusto
La Bysprinten di Mosjøen è una sprint cittadina su neve portata in centro, nel cuore dello Helgeland: una pista di sci di fondo tracciata tra case di legno e pubblico a bordo pista, che dal 2007 trasforma la fine dell’inverno in festa popolare. Salvo le pause forzate durante la pandemia, si disputa ogni anno come gara‑spettacolo, richiamando campioni norvegesi e stranieri a stagione FIS già conclusa.
Da quando Johannes Høsflot Klæbo ha debuttato alla Bysprinten, nel 2017, non ha più perso: il norvegese, 11 ori olimpici in carriera, di cui 6 a Milano‑Cortina 2026, è imbattuto su quel circuito urbano e lo scorso anno ha difeso il primato per pochi centesimi dal giovane svedese Alvar Myhlback, cresciuto proprio nel Nordland. In questo contesto, la sfida con Pellegrino non è solo una passerella: è l’ennesimo capitolo di un duello che ha segnato una generazione di sprint, traslato dalle piste olimpiche a una kermesse in cui contano tecnica, spettacolo e capacità di parlare al grande pubblico.
Cosa scrivono i norvegesi
È stato il giornalista Per Vikan, dell’Helgelandsposten, sabato 4 aprile, a confermare che “Federico Pellegrino sarà a Mosjøen per la Bysprinten del 25 aprile”, sottolineando che questo significa “concludere la sua lunga carriera nella più longeva gara‑spettacolo del Paese, proprio nel centro della città”. Il sito Langrenn.com ha aperto il suo pezzo definendo Pellegrino il rivale che “si ritira” sfidato dal re olimpico Klæbo, “ad un ultimo duello” sul circuito di Mosjøen.
Secondo il portale norvegese, l’azzurro ha accolto con entusiasmo l’invito proprio perché la sua ultima vittoria in Coppa del Mondo è arrivata senza Klæbo al via, e questa Bysprinten gli offre l’occasione di un ultimo confronto diretto in un contesto meno carico di pressione ma ad altissimo valore simbolico.
Per il pubblico di casa sarà l’occasione di salutare anche uno dei pochi avversari capaci di battere il campione norvegese sul terreno preferito: la sprint.

Il podio della Coppa del mondo 2026 dello sci di fondo, Johannes Klæbo (1°), Federico Pellegrino (3°) e Harald Amundsen (2°)
Un duello che viene da lontano
I confronti tra Pellegrino e Klæbo hanno attraversato tutta la seconda parte della carriera del valdostano: dai podi di Coppa del Mondo alle finali mondiali fino alle Olimpiadi. A Milano‑Cortina 2026 l’azzurro ha conquistato due medaglie di bronzo, con la scelta di chiudere la carriera dopo i Giochi olimpici che ha dato a quelle due medaglie di bronzo il valore di un saluto definitivo.
In passato Federico Pellegrino aveva raccontato di considerare Klæbo «il punto di riferimento» della sua generazione, ma anche un avversario che lo ha costretto a reinventarsi tecnicamente e mentalmente per restare ai vertici. Il bilancio dei testa‑a‑testa pende dalla parte del norvegese, soprattutto nelle grandi rassegne, ma proprio per questo la “coda” norvegese di Mosjøen assume i contorni di un’ultima partita giocata a carte scoperte, con in palio più il racconto che il risultato.
Quando il 25 aprile i riflettori della Bysprinten si spegneranno e il pettorale finirà davvero nel cassetto, il cerchio si chiuderà tra la microstoria di una valle alpina e la macrostoria dello sci nordico globale. E a quel punto, al di là di chi avrà vinto l’ultima volata, resterà la fotografia di due protagonisti che si salutano dove il fondo è religione: il re olimpico imbattuto di Mosjøen e il valdostano che ha saputo fargli alzare lo sguardo sul tabellone dei tempi.










