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Gentilezza ad Aosta, tra delega simbolica e sarcasmo in Consiglio comunale

scritto da aostapresse.it

mercoledì 25 Febbraio 26 • h. 17

Gentilezza ad Aosta, tra delega simbolica e sarcasmo in Consiglio comunale

di aostapresse.it | Mer 25 Feb 26 • h. 17

Ad Aosta la gentilezza resta una delega simbolica, ma in Consiglio comunale, mercoledì 25 febbraio 2026, la discussione è stata tutto tranne che zuccherosa. L’interpellanza di Katya Foletto (AVS – Rete Civica VdA) e le mozioni di Manuel Cipollone (Fratelli d’Italia, poi ritirata) e Sylvie Spirli (Lega) hanno impegnato il sindaco Raffaele Rocco a spiegare ruolo, limiti e obiettivi dell’assessore alla gentilezza Nicolò Munier, nominato a gennaio come referente del Comune nel progetto nazionale “Costruiamo gentilezza”.

Da dove nasce la delega alla gentilezza

All’inizio di gennaio il Comune di Aosta ha aderito alla rete “Costruiamo gentilezza”, promossa dall’associazione Cor et Amor, che nel 2024 aveva formalmente invitato l’Amministrazione a entrare nel circuito. Con una delibera di Giunta del 16 gennaio è stato quindi individuato il consigliere di maggioranza Nicolò Munier il referente dell’Ente: una figura che l’associazione ha presentato pubblicamente come “assessore alla gentilezza”, suscitando curiosità mediatica e parecchie perplessità politiche.

Dentro Palazzo civico, però, l’operazione non è tecnicamente quella di un nuovo Assessorato. Il sindaco Rocco ha ribadito che Munier non entra «come settimo membro» di Giunta: non firma atti con efficacia esterna, non ha competenze proprie né indennità aggiuntive. La sua è una funzione di raccordo con la rete nazionale e con il tessuto associativo locale, con l’obiettivo dichiarato di diffondere pratiche di rispetto, educazione e aiuto verso le persone più fragili.

Katya Foletto: «capire regole, programma e risorse»

L’interpellanza di Katya Foletto ha cercato di portare il tema su un terreno politico‑istituzionale più solido. La consigliera di AVS – Rete Civica VdA ha chiesto perché si sia scelta una delega ad personam invece di un percorso discusso in aula per aderire a una rete nazionale come “Italia Gentile” o realtà simili, dove di solito l’impegno nasce da un voto del Consiglio e non da una semplice decisione di Giunta.
Foletto ha domandato quali siano le linee programmatiche del “comparto gentilezza” per il 2026, con quali azioni misurabili sul territorio e quale coinvolgimento delle associazioni; ha chiesto inoltre se esista un budget dedicato o se l’attività debba intendersi “a costo zero” e se l’Amministrazione intenda comunque portare in Aula un’adesione formale a manifesti o reti nazionali, trasformando la delega individuale in un impegno della città. Il tono è rimasto volutamente istituzionale: la consigliera ha rivendicato di vedere positivamente il fatto che ai consiglieri vengano affidate deleghe specifiche, chiedendo però di condividerne cornice e obiettivi.

Nella sua risposta, Rocco ha confermato che la scelta è ricaduta su “Cor et Amor” perché l’unica ad aver presentato una richiesta formale e perché i suoi obiettivi sono stati ritenuti coerenti con il programma di governo. Ha ribadito che la funzione è esercitata a titolo gratuito e che eventuali progetti con spesa passeranno da singoli atti di Giunta. La gentilezza, ha aggiunto, è stata codificata come «asset di coesione sociale e innovazione civica», non come servizio operativo: il referente deve facilitare buone pratiche tra istituzione e cittadini, proporre iniziative, coordinare la partecipazione del Comune alla rete.

Il Consiglio comunale di Aosta

Il Consiglio comunale di Aosta

Manuel Cipollone, la mozione e l’ironia sulle strisce pedonali

Ben diverso è stato il registro scelto da Manuel Cipollone. Nella sua mozione, poi ritirata, il consigliere ha riconosciuto il valore simbolico della delega ma ha parlato apertamente di iniziativa a forte impatto d’immagine, «più comunicativo che amministrativo», contestando l’assenza di compiti chiari agli occhi dei cittadini.
Per «tradurre la gentilezza in gesti concreti», Cipollone ha chiesto alla Giunta di definire un’attività continuativa e verificabile per Munier, arrivando a suggerire, in via sperimentale, almeno dieci ore a settimana di supporto civico diretto: per esempio assistenza alle persone anziane negli attraversamenti pedonali. Una proposta formulata con evidente vena ironica, che lo stesso sindaco ha detto di apprezzare «come sforzo di concretizzazione», giudicandola però caricaturale, priva di senso amministrativo e potenzialmente lesiva della dignità del ruolo del consigliere, che ha funzioni di indirizzo politico e non di ausiliario del traffico.

Cipollone ha rivendicato la provocazione, definendo la delega soprattutto un’operazione di marketing politico e sostenendo che l’istituzione di una figura ad hoc sia superflua, visto che la gentilezza dovrebbe essere requisito di base per tutti gli amministratori.

Sylvie Spirli e il nodo del Consiglio dei ragazzi

La mozione presentata da Sylvie Spirli, da lei stessa emendata in Aula, ha preso sul serio la “scheda tecnica” degli assessori alla gentilezza diffusa dalla rete nazionale: promozione di buone pratiche, attenzione alle fasce fragili, eventi dedicati come la “Giornata dei giochi della gentilezza” e la “Giornata della gentilezza ai nuovi nati”, collaborazione con le reti civiche.
Spirli ha però fatto notare che uno dei primi obiettivi annunciati da Munier, la creazione di un Consiglio comunale dei bambini e delle bambine, non è una novità: ad Aosta il Consiglio comunale dei ragazzi esiste dal 2008 ed è regolato dall’articolo 104 del Regolamento consiliare, da poco oggetto di revisione. Più che moltiplicare sigle, per la consigliera sarebbe quindi opportuno rafforzare e aggiornare l’organo già esistente.

La mozione chiedeva di impegnare l’assessore competente ad elencare in aula i progetti che il referente intende realizzare non solo nel 2026 ma fino a fine mandato, ed a chiarire se la delega alla gentilezza sia stata conferita con un atto pubblico come previsto dai protocolli della rete nazionale. La maggioranza non l’ha approvata, ritenendo sufficienti le indicazioni contenute nella delibera di Giunta.

Luca Nardi, presidente dell'associazione 'Cor et Amo' con Nicolò Munier

Luca Nardi, presidente dell’associazione ‘Cor et Amo’ con Nicolò Munier

Tono istituzionale contro sarcasmo: lo riconosce anche Munier

Il diverso tono delle iniziative è stato esplicitamente sottolineato anche dal diretto interessato. Replicando in aula, Nicolò Munier ha ringraziato Katya Foletto per un approccio che ha definito «collaborativo», contrapposto alle «provocazioni» di altri consiglieri. Proprio la proposta delle dieci ore sulle strisce pedonali è finita «in un bel cestino», ha detto, perché giudicata riduttiva rispetto alla natura del progetto.
Munier ha annunciato per fine marzo il primo appuntamento operativo legato alla delega: la “Giornata dei nuovi nati” dedicata ai 159 bambini venuti alla luce ad Aosta nel 2025, con un corso di disostruzione pediatrica e anti-soffocamento per i genitori, organizzato insieme all’associazione “Diritto alla Salute”. Il consigliere ha spiegato di essere in contatto costante con il referente nazionale della rete, Luca Nardi, e di concepire la gentilezza come pratica quotidiana più che come calendario di eventi: ascolto, confronto, rispetto reciproco.

Citata anche Laura Mattarella, figlia del Presidente della Repubblica, che in un’intervista recente ha definito la gentilezza «non solo qualità personale, ma metodo di mitezza e ascolto». Nicolò Munier ha fatto proprio questo concetto, invitando la politica ad essere «cassa di risonanza» dei cittadini e ad abbandonare toni aggressivi, a partire dai rapporti tra maggioranza e opposizione.

Alla fine della seduta, la geografia è chiara: la delega alla gentilezza resta una funzione leggera, senza poteri formali e senza costi diretti, ma continua a dividere tra chi la considera un esperimento serio di coesione sociale e chi la legge come trovata di immagine in cerca di contenuti.

La mozione di Cipollone è stata ritirata, quella di Spirli non è passata; l’interpellanza di Foletto ha prodotto una serie di chiarimenti utili ma non ha spostato l’impianto deciso dalla Giunta. Ora la partita si gioca fuori dall’aula: sta a Munier dimostrare, con iniziative che parlino ai cittadini più dei comunicati, se l’assessore alla gentilezza resterà una curiosità da titoli di giornale o diventerà davvero un pezzo riconoscibile delle politiche sociali e educative del capoluogo.