notizie intelligenti dalla Valle d'Aosta

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Milano‑Cortina, la politica valdostana ringrazia i suoi eroi olimpici

scritto da aostapresse.it

martedì 24 Febbraio 26 • h. 17

Milano‑Cortina, la politica valdostana ringrazia i suoi eroi olimpici

di aostapresse.it | Mar 24 Feb 26 • h. 17

La politica valdostana è salita ufficialmente sull’affollato carro dei vincitori olimpici, dedicando l’apertura del Consiglio Valle di martedì 24 febbraio 2026 agli atleti rossoneri che hanno illuminato Milano‑Cortina 2026 ed a quelli che si preparano alle Paralimpiadi.

Il “grazie” del Consiglio Valle: «orgoglio per tutta la comunità»

Il presidente del Consiglio regionale Stefano Aggravi, aprendo l’adunanza, ha espresso a nome di tutti i gruppi «le più vive congratulazioni» agli atleti valdostani protagonisti ai Giochi, definendo la loro presenza motivo di grande orgoglio per l’intera comunità. Le medaglie e i risultati centrati, ha sottolineato, sono il frutto di talento, sacrificio e determinazione, radicati in una solida cultura sportiva alpina.
Aggravi ha voluto allargare il ringraziamento all’Asiva, alla Fisi, ai gruppi sportivi di Forze armate e Corpi dello Stato, agli allenatori, tecnici e società sportive che hanno accompagnato gli atleti nel loro percorso, rimarcando come questa Olimpiade rafforzi l’immagine della Valle d’Aosta come terra di sport ed eccellenza. In chiusura, ha anche rivolto un pensiero ai valdostani che dal 6 al 15 marzo difenderanno i colori rossoneri ai Giochi paralimpici invernali.

Marta Mazzocchi al villaggio olimpico

Marta Mazzocchi al villaggio olimpico

Il governo regionale: «tanta Valle d’Aosta in questi Giochi»

A nome della Giunta regionale, l’assessore al turismo e sport Giulio Grosjacques ha ripercorso la lunga lista di persone e realtà coinvolte nel successo olimpico “made in VdA”. In testa i due portabandiera azzurri, Federica Brignone e Federico Pellegrino, e Lorenzo Sommariva, che con le loro cinque medaglie hanno regalato «emozioni straordinarie» e fatto sentire i valdostani orgogliosi della propria terra; ma anche Marta Mazzocchi, Tommaso De Luca, Michela Carrara, Federica Cassol ed Lisa Francesia Boirai, presenti in gara pur senza podio.

L’assessore ha poi esteso i ringraziamenti a tecnici, allenatori, preparatori atletici e agli specialisti valdostani al servizio di squadre straniere; ai tecnici Rai, giornalisti e commentatori, alle Forze dell’ordine e al personale sanitario impegnati nei siti di gara; al Centro sportivo Esercito di Courmayeur, che «mai come in questa Olimpiade» ha portato tanti atleti a medaglia; alle Amministrazioni comunali coinvolte nel passaggio della fiaccola e agli studenti che hanno animato le iniziative legate al torch relay. Un grazie speciale è andato a Marco Albarello, che con la leggendaria staffetta d’oro di Lillehammer 1994 ha riportato la fiamma olimpica in Arena a Verona durante la cerimonia di chiusura di domenica 22 febbraio.

Infine, Grosjacques ha lanciato il «in bocca al lupo» agli atleti di wheelchair curling Egidio Marchese, Fabrizio Bich ed Emanuele Spelorzi, pronti a scendere sul ghiaccio alle Paralimpiadi, l’ennesima dimostrazione che, con numeri piccoli ma un lavoro serio su impianti, associazioni sportive e professionalità della montagna, la Valle d’Aosta può produrre risultati straordinari.

Federica Brignone condivide le sue medaglie d'oro con Marta Bassino

Federica Brignone condivide le sue medaglie d’oro con Marta Bassino

Loredana Petey: «il sistema Valle d’Aosta, culla di cultura sportiva»

A chiudere il giro di interventi è stata la vice presidente del Consiglio Valle Loredana Petey, che per trent’anni ha lavorato nella segreteria del Comitato Asiva. Parlando «a nome di tutti i consiglieri», ha ribadito la gratitudine verso atleti e tecnici e ha rivendicato il ruolo del «sistema Valle d’Aosta»: Governo regionale, Assessorato allo sport, Asiva, sci club, allenatori e società che, lavorando insieme, hanno trasformato la regione in una vera e propria culla di cultura sportiva.

Per Petey, le prestazioni dei valdostani hanno onorato colori e radici alpine e ora lasciano il testimone a nuove emozioni con le Paralimpiadi, dove la speranza, manco a dirlo, è di vedere altri risultati «degni della nostra Valle».

La nazionale delle Paralimpidi invernali, con Egidio Marchese e Fabrizio Bich al centro

La nazionale delle Paralimpidi invernali, con Egidio Marchese e Fabrizio Bich al centro

Albarello, la staffetta del mito e la rivincita della memoria

Fuori dall’aula del Consiglio ma dentro il racconto politico‑istituzionale di questi giorni c’è anche la figura di Marco Albarello, oggi consulente regionale per i grandi eventi e allora uomo‑chiave della staffetta d’oro di Lillehammer 1994. A Verona, nella cerimonia di chiusura, lui e i compagni Maurilio De Zolt, Giorgio Vanzetta e Silvio Fauner hanno riportato la fiamma olimpica sotto i riflettori, a 32 anni esatti da quella volata storica in cui Fauner bruciò Bjorn Dæhlie in casa sua.

Albarello ha parlato di «spettacolo che solo noi italiani sappiamo dare» ed ha ringraziato Giovanni Malagò, Luciano Buonfiglio e Flavio Roda per l’occasione di far rivivere al pubblico quell’impresa e, nel contempo, onorare il bottino di medaglie azzurre di Milano‑Cortina. Con parole affettuose ha celebrato Federica Brignone, «non ho più aggettivi, dopo dieci mesi di calvario due ori olimpici» ed ha letto il bronzo di Federico Pellegrino in staffetta come la «ciliegina sulla torta» di una carriera straordinaria e il segno di un movimento del fondo che, nonostante le difficoltà globali, in Valle d’Aosta sa ancora «abbracciare» questo sport.

Curiosamente, a introdurre la “staffetta del mito” in nella diretta Rai è stato Auro Bulbarelli, lo stesso telecronista che aveva perso il commento della cerimonia d’apertura dopo aver spoilerato l’arrivo a San Siro del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sul tram condotto da Valentino Rossi. Niente polemiche in diretta, ma una piccola rivincita professionale: mentre ricostruiva con dovizia di dettagli chi fossero De Zolt, Albarello, Vanzetta e Fauner («qualcuno potrebbe non riconoscerli») e perché quella vittoria del ’94 sia scolpita nella storia, dimostrava che i nomi dei campioni si possono imparare, magari studiando qualche pagina in più, soprattutto quando non si riconoscono nemmeno i freschi campioni del mondo di volley. Paola Egonu esclusa, ça va sans dire.

Marco Albarello con i compagni della staffetta di Lillehammer 1994 sul palco dell'Arena di Verona

Marco Albarello con i compagni della staffetta di Lillehammer 1994 sul palco dell’Arena di Verona

La bandiera rossonera e il carro dei vincitori

Già domenica 22 febbraio, alla Festa della Valle d’Aosta, il presidente della Regione, Renzo Testolin, aveva ricordato con orgoglio i due Chevaliers dell’autonomie Federico Pellegrino (2017) e Federica Brignone (2021), sottolineando come abbiano portato in alto la bandiera rossonera «con spirito di solidarietà e leale collaborazione». Ora alle loro gesta, ed a quelle dei compagni di squadra, si è inchinato anche il Consiglio Valle, tra applausi bipartisan e promesse di investimenti futuri.

Che la politica ami salire sul carro dei vincitori non è una novità: questa volta, però, il carro è trainato da sci, tavole da snowboard e stone di curling ed ha dietro una filiera sportiva che parte dai piccoli sci club e arriva fino alle luci dell’Arena di Verona. Se dalle parole di questi giorni nasceranno azioni stabili su impianti, formazione e sostegno alle società, lo diranno i prossimi inverni. Per ora, agli atleti valdostani tocca il merito di aver messo tutti d’accordo, almeno per una mattinata, sotto la stessa bandiera rossonera.