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Denatalità, la risposta del PD: 1.100 euro di previdenza per ogni neonato

pubblicato venerdì 17 Aprile 26 • h. 15

realizzato da aostapresse.it

Denatalità, la risposta del PD: 1.100 euro di previdenza per ogni neonato

di aostapresse.it | Ven 17 Apr 26 • h. 15

La copertina della presentazione del progetto di legge

Nel 2025 sono stati 646 i nuovi nati all’ospedale Beauregard, meno delle 770 nascite che già rappresentavano un’asticella in caduta strutturale, ma comunque un segnale positivo rispetto al 2024, l’anno in cui i nuovi nati erano stati appena 612. Il saldo demografico regionale rimane negativo: i decessi superano le nascite, le comunità montane perdono massa critica, e le conseguenze arrivano già nelle aule, con pluriclassi che si moltiplicano e con un dimensionamento delle scuole superiori che dovrà fare i conti con iscrizioni in contrazione.
«La Valle d’Aosta sta invecchiando e i dati lo confermano», ha ribadito martedì 15 aprile 2026 il consigliere regionale Fulvio Centoz, primo firmatario della proposta di legge regionale n. 14 depositata il 31 marzo scorso dal gruppo del Partito Democratico – Federalisti Progressisti. Il titolo del provvedimento recita: “Contributo all’iscrizione a forme di previdenza complementare per i nuovi nati in Valle d’Aosta”.

Un investimento, non un bonus

Centoz ha sintetizzato il ragionamento con una premessa: «se non si comincia da qualche parte, non si arriva mai da nessuna parte». Punto di partenza è «un investimento per chi cresce e rimane in Valle d’Aosta»: 1.100 euro in cinque anni, accreditati direttamente su un fondo pensione complementare intestato al bambino e nessuna liquidità in tasca alle famiglie.
Il meccanismo è semplice: al primo anno di vita la Regione versa 300 euro sul fondo pensione del bambino, senza alcuna contropartita. Dal secondo al quinto anno la Regione contribuisce con 200 euro, ma li eroga solo se la famiglia ha versato almeno 100 euro nel corso dell’anno precedente: una forma di cofinanziamento che educa al risparmio previdenziale tanto quanto incentiva alla natalità. Il totale, sommando il contributo pubblico di 900 euro e quello familiare di 400 euro, è di 1.100 euro per bambino nell’arco del quinquennio.

La scelta del fondo è libera: la proposta cita Fondemain (già Fopadiva, operativo in Valle d’Aosta dal 2004) come riferimento territoriale, ma nel rispetto del principio di libera scelta sancito dal d.lgs. 252/2005. La gestione operativa è affidata a INVA SpA, già incaricata di funzioni analoghe dalla legge regionale 27/2006.
La distinzione rispetto ai bonus una tantum è esplicita e voluta: «le pensioni integrative non sono cose che possiamo attivare soltanto quando abbiamo 45, 50 o 60 anni. È bene ed è corretto pensarci fin da subito», ha sottolineato Fulvio Centoz.

Chi può accedere e fino a quando fare domanda

I destinatari sono i minori nati dal 1° gennaio 2026 e residenti alla nascita in un comune valdostano, i minori adottati o affidati dalla stessa data che acquisiscano la residenza regionale entro tre mesi, e, in via transitoria, i minori che alla data del 1° gennaio 2026 non abbiano ancora compiuto il quinto anno di età. Per questa ultima categoria le domande possono essere presentate entro il 31 dicembre 2028.
Il requisito di residenza riguarda anche il richiedente: almeno tre anni continuativi in Valle d’Aosta. L’articolo 3 della proposta fissa anche la soglia minima di permanenza annua del bambino: almeno dieci mesi, ispirandosi al modello trentino. Le domande ordinarie vanno depositate entro il secondo anno di vita del minore.

Fulvio Centoz, relatore della proposta di legge

Fulvio Centoz, relatore della proposta di legge

Quanto costa e dove si trovano le risorse

Ipotizzando un tasso di adesione del 60% circa delle nascite annue, il costo stimato è di 250.000 euro nel 2026, 300.000 nel 2027 e 350.000 nel 2028. A regime, con tutte le coorti annuali in parallelo, la spesa si assesta attorno ai 500.000 euro l’anno. Su un bilancio regionale che supera i due miliardi di euro, stiamo parlando, come ha ricordato Centoz, dello 0,025% delle risorse disponibili: «una cifra che, se c’è la volontà politica, è facilmente recuperabile».
Le coperture individuate sono le Missioni 12 (Diritti sociali, politiche sociali e famiglia) e 20 (Fondi e accantonamenti). La sola Missione 20 dispone di 58 milioni nel 2026, 62 nel 2027 e 110 nel 2028: i prelievi proposti, da 100.000 a 200.000 euro, sono una quota marginale. Nessun taglio a servizi esistenti: solo una riqualificazione della spesa.

Un percorso, non un singolo intervento

La consigliera Clotilde Forcellati ha insistito sulla dimensione programmatica dell’iniziativa: «l’azione in Consiglio regionale non può essere a spot, ma deve essere un percorso». La proposta n. 14 è il primo tassello di un percorso che il gruppo intende costruire nell’arco della legislatura: «dobbiamo cercare di portare il contributo di guardare oltre i cinque anni», ha aggiunto, sottolineando come la politica regionale manchi spesso di «quella visione che non è solo l’oggi, ma che traguarda al di là di questi benedetti cinque anni di consigliatura».
Nei prossimi mesi sono in preparazione una proposta sui congedi parentali, con attenzione specifica all’implementazione dei congedi paterni, ed un’iniziativa sull’universalità e gratuità dei servizi per la prima infanzia nella fascia 0-6 anni. Obiettivo: che le famiglie «possano contare su servizi, su congedi e su una visione del futuro per i propri figli», nella quale questa proposta di legge rappresenta la componente previdenziale di lungo periodo.

I consiglieri regionale del Partito Democratico durante la presentazione della proposta di legge

I consiglieri regionale del Partito Democratico durante la presentazione della proposta di legge

Il modello trentino e l’autonomia come laboratorio

Il capogruppo Jean-Pierre Guichardaz ha chiarito la natura dello strumento con una distinzione netta: «l’idea è che non sia il solito contributo una tantum, cioè che non sia il “bonus bebè”». L’obiettivo è più ambizioso: «agganciare sin dalla più tenera età le famiglie nell’idea di costruire un futuro previdenziale per i propri figli. Questa cosa è un po’ un “dopo di noi”».

La proposta valdostana ricalca consapevolmente il percorso già intrapreso dalla Regione Trentino-Alto Adige. Il “Contributo regionale dei Nuovi nati” di Laborfonds, operativo dal 2025, accessibile ai bambini nati o adottati dal 2020, prevede la stessa struttura: 300 euro alla prima richiesta, 200 euro per gli anni successivi fino al compimento del quinto anno d’età, a fronte di almeno 100 euro di versamento annuo da parte del genitore.
La gestione è affidata a Pensplan Centrum SpA, la società regionale per la previdenza complementare. Una differenza strutturale rispetto alla proposta valdostana: in Trentino il genitore deve essere già iscritto a Laborfonds per poter iscrivere il figlio mentre la proposta del PD lascia invece libera la scelta del fondo e non vincola l’adesione del richiedente a una forma pensionistica specifica.
«Siamo noi, con questa proposta, insieme al Trentino ad essere innovativi, non solo in Italia», ha ribadito Guichardaz. Il raffronto è culturalmente rilevante: la previdenza complementare in Valle d’Aosta conta circa 7.500 aderenti, contro i 150.000 del Trentino, un divario che fotografa approcci molto diversi al risparmio previdenziale tra due regioni a statuto speciale per molti aspetti comparabili.

A livello nazionale, sono in discussione in Parlamento emendamenti alla legge di bilancio con contributi statali tra 50 e 300 euro per i minori. Ma la Valle d’Aosta, secondo Guichardaz, non deve aspettare: «la nostra autonomia ha senso se la usiamo per questo: politiche lungimiranti che lo Stato arriverà a fare tra dieci anni». La misura, ha aggiunto l’ex assessore regionale, «va nella direzione di costruire educazione finanziaria, di mettere dei tasselli che responsabilizzino la comunità rispetto al dopo e a non vedere solo il contingente», un obiettivo che la relazione illustrativa della proposta di legge riassume nella volontà di “diffondere la cultura del risparmio previdenziale sin dalla nascita”.

La presentazione della proposta di legge sui nuovi nati del Partito Democratico – Federalisti Progressisti