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Gallerie di Sorreley, il Comune di Aosta alza la voce: «Traffico insostenibile»

pubblicato giovedì 16 Aprile 26 • h. 10

realizzato da aostapresse.it

Gallerie di Sorreley, il Comune di Aosta alza la voce: «Traffico insostenibile»

di aostapresse.it | Gio 16 Apr 26 • h. 10

Le indicazioni per la Svizzera in via Parigi

Il Comune di Aosta ha rotto il silenzio istituzionale sulle gallerie di Sorreley. Nel pomeriggio di mercoledì 15 aprile 2026 si è concluso l’incontro tra l’Amministrazione comunale ed i rappresentanti della SAV, la concessionaria del gruppo ASTM che gestisce l’autostrada A5 Quincinetto – Aosta Ovest ed il raccordo con la strada statale 27, convocato per discutere il progetto di ammodernamento impiantistico delle gallerie “Côte de Sorreley” e “Signayes”.
Il risultato è una presa di posizione netta del sindaco Raffaele Rocco, che ha chiesto con forza di trovare strade alternative alla chiusura totale, stimata in circa un anno tra fine maggio 2026 e giugno 2027.

Come avevamo già riportato, la chiusura non è una scelta discrezionale di SAV: è imposta dal decreto legislativo 264/2006, che recepisce la direttiva europea 2004/54/CE sulla sicurezza delle gallerie della rete TEN-T superiori a 500 metri. La galleria non è a norma, la corsia centrale è già chiusa dal 30 dicembre 2025, e il via libera ministeriale all’intervento è già arrivato. I lavori riguardano l’intera tratta: sostituzione dell’impianto elettrico, dei punti luce, di chilometri di cavi, di cinquanta ventilatori per l’aspirazione degli scarichi e del manto stradale. Un cantiere che occuperà quasi cinque chilometri di infrastruttura.

L'ingresso del raccordo con la ss27 a Quart

L’ingresso del raccordo con la ss27 a Quart

Rocco: «Trovare ogni soluzione tecnica possibile»

«SAV ha illustrato le diverse soluzioni tecniche al progetto», ha dichiarato il sindaco Rocco al termine dell’incontro. «Ho rappresentato con fermezza l’estrema criticità di una eventuale chiusura della galleria e la forte preoccupazione per le ricadute dirette sulla città di Aosta e sui Comuni limitrofi. Si rischia di subire un rilevante aggravio del traffico, stimato in oltre un milione di transiti aggiuntivi, con conseguenti ingorghi diffusi e pesanti ripercussioni sulla vivibilità urbana».

La richiesta è duplice: da un lato, che SAV esplori ogni soluzione tecnica per mantenere almeno parzialmente aperta la galleria durante i lavori; dall’altro, che la Regione convochi immediatamente un tavolo tecnico dedicato con tutti gli attori coinvolti, Comune, Enti locali, SAV e Regione stessa, per valutare in modo coordinato le opzioni disponibili.

Il senso unico alternato: possibile in teoria, escluso in pratica

La domanda che molti si pongono è quella che il sindaco ha implicitamente formulato: non si potrebbe lavorare su una corsia sola, lasciando l’altra aperta con senso unico alternato? In teoria, la normativa sui cantieri stradali in galleria prevede questa possibilità, ma con un limite preciso: il senso unico alternato con semafori è ammesso solo per gallerie in rettilineo di lunghezza massima di 300 metri, oppure quando un sistema di controllo semaforico avanzato possa certificare in tempo reale l’assenza di veicoli prima di dare il via libera all’altra direzione. Le gallerie di Sorreley e Signayes misurano complessivamente circa cinque chilometri: fuori scala per qualsiasi regime di traffico alternato.

C’è poi il problema dei tempi. I lavori devono essere completati entro il 2027, termine imposto dalla normativa per la messa in servizio delle gallerie non ancora a norma appartenenti alla rete transeuropea. Lavorare su una corsia sola, con tutti i vincoli operativi che comporta, turni ridotti, fasi di cantiere più lente, impossibilità di avere più fronti di lavoro contemporaneamente, allungherebbe i tempi in modo incompatibile con quella scadenza. Come hanno già fatto sapere da SAV: lavorare con senso unico alternato significa «metterci troppo tempo» e «un dispendio di risorse eccessivo».
Il quadro, tecnicamente, è un aut aut: o si fa l’intervento in tempi compatibili con la scadenza normativa, chiudendo tutto, oppure la galleria rischia la chiusura d’autorità da parte della Commissione permanente per le gallerie del Ministero, uno scenario ancora peggiore, perché sarebbe a tempo indeterminato.

La rotonda 'dell'ospedale' di Aosta, che collega la ss26 con la ss27

La rotonda ‘dell’ospedale’ di Aosta, che collega la ss26 con la ss27

Il nodo politico: chi gestisce il traffico deviato?

Il punto che il Comune ha tutto il diritto di sollevare non è tanto se i lavori si fanno, quelli si fanno, ma chi si prende carico delle conseguenze su viale Gran San Bernardo, sulle strade di Quart e Saint-Christophe, e sull’intera direttrice verso la Svizzera e il traforo del Gran San Bernardo. Un milione di transiti aggiuntivi in un anno non è un dato astratto: sono circa 2.700 veicoli in più al giorno che si riverseranno sul capoluogo, su una viabilità già sotto pressione e su un Comune già alle prese con altri cantieri in corso.

Il tavolo tecnico regionale chiesto da Rocco ha quindi una funzione diversa da quella di bloccare i lavori: serve a organizzare la gestione del traffico deviato, pianificare eventuali interventi sulla viabilità alternativa, e definire chi fa cosa durante quei dodici mesi. È una partita che coinvolge Regione, Comune, SAV e Anas, e che finora non ha avuto una regia unitaria. Il sindaco ha almeno avuto il merito di metterla sul tavolo in anticipo.