Martedì 14 aprile 2026 è arrivato il via libera dalla Cabina di regia nazionale, a Roma, dove il ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione Tommaso Foti ha presieduto la riunione in cui è stata approvata la Strategia dell’area interna Mont-Cervin “Una Comunità in movimento”, il documento programmatico elaborato dall’Unité des Communes valdôtaines Mont-Cervin che disegna il futuro di undici piccoli comuni valdostani per il ciclo di programmazione 2021-2027.
L’area in questione comprende Antey-Saint-André, Chambave, Chamois, Châtillon, La Magdeleine, Pontey, Saint-Denis, Saint-Vincent, Torgnon, Valtournenche e Verrayes: tutti sotto i 5.000 abitanti, sette classificati come “periferici” rispetto al polo di riferimento di Aosta, distribuiti su 325 chilometri quadrati di territorio montano. In totale, 15.517 residenti secondo i dati Istat 2025, con un trend demografico in calo del 6,4% rispetto al 2011 e un indice di vecchiaia di 208,5, due anziani over 65 ogni bambino o ragazzo sotto i 14 anni, un valore ben al di sopra della media nazionale.
Cosa prevede la strategia
La strategia si articola in 23 interventi, suddivisi tra servizi essenziali, su istruzione, salute e mobilità, e progetti di sviluppo locale. Il valore complessivo supera i 12 milioni di euro: 4 milioni arrivano dallo Stato attraverso la Strategia nazionale per le aree interne (SNAI), mentre il resto è coperto da fondi europei (FESR, FSE+, FEASR), dal Fondo per lo sviluppo e la coesione, da risorse regionali e da cofinanziamenti privati.
Sul fronte dei servizi essenziali, i nodi principali sono tre:
- mobilità: verrà istituita la figura del mobility manager d’area, si studierà e attiverà un servizio di trasporto flessibile a chiamata (integrato con la piattaforma regionale), e verranno acquistati minibus ecologici, anche attrezzati per persone con disabilità. L’obiettivo è ridurre l’isolamento dei comuni più periferici e abbattere la dipendenza dall’auto privata;
- salute: le sei farmacie presenti nel territorio diventeranno presidi polifunzionali, con telemedicina, test diagnostici, prenotazioni, infermiere di comunità, e verrà potenziato il Punto unico di accesso ai servizi (PUA) con l’inserimento di due facilitatori sociali e uno psicologo, per supportare anziani soli, caregiver e famiglie fragili;
- istruzione: interventi di contrasto alla dispersione scolastica (storicamente elevata in Valle d’Aosta) nei quattro istituti del territorio, Abbé J.M. Trèves di Saint-Vincent, Abbé Prosper Duc, Istituto Don Bosco e Fondazione per la formazione professionale turistica di Châtillon, con tutoring, orientamento e riqualificazione degli spazi scolastici esterni a Châtillon, Antey-Saint-André e Chambave.

Mauro Duroux, presidente dell’Unité Mont-Cervin e sindaco di La Magdeleine
Le idee più originali
Tra i progetti di sviluppo locale, spicca qualcosa di insolito per una valle alpina: a Chamois, unico comune italiano raggiungibile solo in funivia e già sede dell’unico altiporto d’Italia, nascerà una scuola di formazione per piloti di droni (UAS-RE, Unmanned aircraft systems, research & education), riconosciuta ENAC, con l’obiettivo di formare trecento operatori entro il 2029 e trasformare il territorio in un “living lab” per la sperimentazione di tecnologie aerospaziali applicate alle aree interne: consegne in zone remote, monitoraggio ambientale, soccorso.
Il secondo filone di sviluppo punta sull’agricoltura di qualità: incentivi per l’imprenditoria agricola giovanile (under 40) nelle filiere zootecnica, vitivinicola, lattiero-casearia e apistica, con l’obiettivo di costruire nel tempo il “Distretto del cibo della Mont-Cervin”, già avviato dopo il riconoscimento regionale dei distretti del cibo con la DGR 605/2025. I due caseifici cooperativi dell’area, Champagne e Valle del Cervino, raccolgono già circa tre milioni di litri di latte l’anno da oltre 110 soci.
Infine, il Palais Saint-Vincent, struttura culturale e congressuale con una tensostruttura da quasi 300.000 kWh annui di consumo, verrà riqualificato e reso più efficiente dal punto di vista energetico per diventare un polo attrattivo per l’intera area interna.
Un percorso lungo tre anni
Il documento approvato a Roma è il risultato di un lavoro avviato nell’estate 2022, che ha coinvolto amministratori, imprese, associazioni e cittadini attraverso undici incontri comunali, quattro laboratori di co-progettazione (ottobre 2023) e successivi cicli di revisione con le autorità di gestione dei fondi europei. Il finanziamento della Compagnia di San Paolo ha supportato la fase partecipativa.
«L’approvazione della Strategia Mont-Cervin è un risultato importante che premia gli sforzi del territorio, capace di individuare un’idea di sviluppo dinamico e ambizioso, capace di coniugare sostenibilità, innovazione e inclusione» ha dichiarato Leonardo Lotto, assessore regionale agli affari europei, innovazione, PNRR, politiche nazionali per la montagna e politiche giovanili. Per il presidente dell’Unité, Mauro Duroux, «non solo certifica la validità del percorso intrapreso, ma apre anche nuove opportunità di accesso a risorse e finanziamenti indispensabili per realizzare progetti concreti a beneficio del territorio».
L’approvazione coincide con quella di altre 21 strategie d’area in tutta Italia, nella stessa seduta della Cabina di regia. La Mont-Cervin è la terza area interna valdostana a raggiungere questo traguardo, dopo la Grand-Paradis e la Bassa Valle.

Il ministro Tommaso Foti
Il ministro Foti: «Le Regioni accelerino»
L’approvazione delle 22 strategie d’area, tra cui la Mont-Cervin, è arrivata in un’unica seduta della Cabina di regia a Palazzo Chigi, con la partecipazione di Regioni, Ministeri e amministrazioni competenti. «Un risultato positivo e un punto di partenza importante», ha dichiarato il ministro Foti, che però non ha mancato di lanciare un avvertimento diretto alle Regioni: «è ora necessario che all’efficienza del Governo si accompagni anche la celerità delle Regioni, fino ad oggi non registrata», ha sottolineato, ricordando che restano da completare le istruttorie per le altre 43 nuove aree interne individuate nel Piano strategico nazionale.
Sul tavolo c’è anche il peso del ciclo precedente: la programmazione 2014-2020 presenta ancora risorse «in larga parte non impegnate o non spese», una situazione che Foti ha definito «inaccettabile» per territori che attendono risposte concrete su sanità, scuola e trasporti. «Lasciare ferme queste risorse, in un contesto di crescente scarsità di fondi, non è più tollerabile», ha aggiunto il ministro.
In parallelo, Foti ha annunciato lo stanziamento di 200 milioni di euro per la prevenzione del rischio sismico nelle aree interne, concordato con il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci: il bando già pubblicato riguarda edifici pubblici, elisuperfici e opere stradali nelle zone sismiche 1 e 2, con una particolare attenzione ai comuni periferici e ultraperiferici non ancora inclusi nella strategia nazionale.










