Pontboset, il “comune più virtuoso d’Italia”, si ritrova con la Giunta praticamente azzerata a neppure cinque mesi dall’elezione dello scorso 28 settembre 2025. A far saltare il banco è stato il vice sindaco, con delega ai lavori pubblici, toponomastica, istruzione e cultura, Marco Larocca, che ha rassegnato le dimissioni “irrevocabili” e “con effetto immediato”.
Nella lettera indirizzata al Comune mette nero su bianco il motivo: «una mancanza di fiducia reciproca», spiegando che il sindaco Ilo Claudio Chanoux gli avrebbe comunicato telefonicamente «in data 16/02/2026» la perdita di fiducia nei suoi confronti, da cui sarebbe nata la sua «conseguente sfiducia» verso il primo cittadino. Larocca scrive anche che «la fiducia rappresenta il pilastro imprescindibile» per esercitare l’incarico e, senza, «è impossibile garantire un mandato efficace e credibile».

Il vice sindaco dimissionario di Pontboset, Marco Larocca
Dopo di lui sono arrivate le dimissioni degli assessori Massimo Rosa (agricoltura, protezione civile e sicurezza) ed Arianna Vuillermoz (turismo e politiche sociali) e della consigliera Simona Romondia, tutti eletti nella lista unica “Pontboset piccolo unito e forte” (che aveva raccolto 72 voti su 98 votanti, il 63,64% degli aventi diritto), che decurtano il Consiglio comunale da 10 a 6 componenti.
Il sindaco ha parlato di «grande amarezza» per una decisione «arrivata senza preavviso» con Rosa che ha ribadito il fatto di aver «cercato invano un incontro di chiarimento con lui, mai avvenuto». Marco Larocca ha sostenuto di essere finito nel mirino anche perché «parlavo con tutti, anche con chi era critico verso l’Amministrazione», attività «non ben vista», fino ad «un vero e proprio attacco» in una recente telefonata. Rosa ha aggiunto: «eravamo una bella squadra e avevamo tanti progetti ma la sensazione è che fossero ostacolati da Chanoux». Vuillermoz, tra i motivi delle sue dimissioni, ha citato «la carenza di comunicazione e di coinvolgimento nell’azione amministrativa» sottolineando di essersi «sentita spesso esclusa».
Il sindaco ha espresso la volontà di voler evitare il commissariamento ed ha ricordato che c’è una finestra di 30 giorni per convocare il Consiglio comunale e provare a ricostituire la giunta. Ma intanto un commissario, di fatto, è già entrato in scena almeno per gli atti urgenti: con il decreto n. 75 del 23 febbraio 2026 il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha nominato Fabrizio Treves, dirigente in pensione del Comune di Aosta, “commissario ad acta in via sostitutiva” perché la Giunta comunale non era operativa dopo le dimissioni comunicate dal sindaco alla Regione il 19 febbraio.
Dopo una frattura politica e personale e quattro dimissioni a catena, l’Amministrazione comunale di Pontboset è costretta da subito a farsi “sostituire” almeno sugli adempimenti che non possono aspettare. Se Ilo Chanoux non riuscirà a ricomporre la squadra in Consiglio comunale, la parola “commissario” rischia di smettere presto di essere solo un intervento “ad acta”.








