Domenica 22 marzo, dalle ore 7 alle 23 e lunedì 23 marzo 2026, dalle ore 7 alle 15, si vota per il referendum costituzionale confermativo sulla legge “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”. È un referendum confermativo: non c’è quorum, vince semplicemente chi prende più voti validi, qualunque sia l’affluenza.
A livello nazionale il corpo elettorale è composto da oltre 45 milioni di aventi diritto residenti in Italia; a questi si aggiungono circa 5,5 milioni di elettori iscritti all’AIRE, che hanno già votato per corrispondenza. In totale parliamo quindi di circa 50,5 milioni di elettori. In Valle d’Aosta gli aventi diritto sono 97.949: significa che la regione pesa circa lo 0,19% del totale nazionale (circa 1,94 per mille), cioè un elettore valdostano ogni 516 elettori italiani.
Che cosa succede se vince SÌ o NO
Se vince il SÌ, la legge costituzionale entra in vigore (con i passaggi attuativi successivi). Se vince il NO, resta tutto com’è oggi nella Costituzione: niente separazione delle carriere, niente nuova Corte disciplinare.
Cosa prevede la riforma, in breve
La riforma tocca 7 articoli della Costituzione e viene riassunta spesso con una formula: “separazione delle carriere”.
Nel concreto, i punti principali sono tre:
- separazione tra magistrati giudicanti e requirenti: viene esplicitato che l’ordine giudiziario comprende magistrati appartenenti alla carriera giudicante e magistrati appartenenti alla carriera requirente, con carriere distinte.
- due CSM distinti: un Consiglio superiore per i giudici e uno per i pubblici ministeri (entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica);
- sorteggio e nuova Alta Corte disciplinare: i componenti dei due CSM (salvo i membri di diritto) verrebbero estratti a sorte: per un terzo da un elenco di professori/avvocati compilato dal Parlamento e per due terzi tra i magistrati della rispettiva carriera. E la disciplina dei magistrati passerebbe a una “Alta Corte disciplinare” con competenza esclusiva (non più la sezione disciplinare del CSM).

Il fac simile della scheda del referendum costituzionale sulla giustizia
Come si vota
Si vota nel proprio seggio, con documento d’identità e tessera elettorale. La scheda è verde. Si traccia una X su “SÌ” oppure su “NO”. Nei giorni prima del voto, i Comuni di solito aprono gli uffici elettorali anche in via straordinaria per duplicati o tessere esaurite.
Ragioni del SÌ: cosa dicono i sostenitori
Il fronte del SÌ (guidato dai partiti di governo) sostiene che la separazione delle carriere renderebbe più chiaro il ruolo “terzo” del giudice rispetto all’accusa e ridurrebbe il peso delle correnti, soprattutto grazie al sorteggio per comporre i CSM. Tra gli argomenti più usati c’è anche quello disciplinare: una Corte dedicata renderebbe più efficace (e più credibile) il sistema di sanzioni per gli errori gravi.
Ragioni del NO: cosa dicono i contrari
Il fronte del NO sostiene che la riforma indebolirebbe l’indipendenza della magistratura e aumenterebbe il rischio di condizionamento politico, anche perché interviene su organi di autogoverno e disciplina. Un’altra critica ricorrente: la riforma non toccherebbe i problemi quotidiani della giustizia (durata dei processi, carenze di personale, organizzazione) e diventerebbe soprattutto una battaglia “di potere” tra politica e magistratura.
Chi sta con il SÌ e chi con il NO
SÌ: il centrodestra di governo (Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia) è schierato per il SÌ; tra i favorevoli c’è anche Noi Moderati, nonché Azione, pur essendo all’opposizione.
NO: Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi Sinistra.
Posizioni più sfumate: Italia Viva lascia libertà di voto; +Europa segnala una posizione “in linea di principio” favorevole alla separazione, ma con critiche sul testo e sul metodo.
In Valle d’Aosta, le prese di posizione più nette arrivano dall’area autonomista e dal Partito Democratico. L’Union Valdôtaine ha annunciato il sostegno al SÌ, mentre il PD valdostano è schierato per il NO. Diversa la scelta di Stella Alpina, che non dà un’indicazione di voto e lascia “libertà di scelta” agli elettori, invitando però alla partecipazione e a una lettura “attenta” del testo. Per i partiti nazionali presenti in regione, le strutture locali si muovono in linea con le posizioni nazionali.
Dove seguire affluenza e risultati
aostapresse pubblicherà ed aggiornerà l’affluenza da domenica 22 ed i risultati locali e nazionali a partire dal pomeriggio di lunedì 23 marzo.









