In Valle d’Aosta si organizzano i fronti del Sì e del No in vista del referendum costituzionale confermativo sulla riforma della giustizia: si voterà domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026 con le urne aperte dalle ore 7 alle 23 la domenica e dalle ore 7 alle 15 il lunedì.
Il voto riguarda la legge costituzionale “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”, pubblicata in Gazzetta ufficiale nell’ottobre 2025 e poi sottoposta a referendum. Come per tutti i referendum confermativi, non è previsto quorum: conta la maggioranza dei voti validi.
Il comitato per il Sì: «separazione delle carriere e nuova disciplina»
Ad Aosta è stato costituito il Comitato per il Sì, articolazione locale dell’associazione nazionale “Comitato Cittadini per il Sì”, presieduta da Francesca Scopelliti.
La riforma punta a separare le carriere tra magistrati giudicanti e requirenti e prevede, in sintesi:
- due Consigli superiori della magistratura, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri;
- la scelta dei componenti tramite estrazione a sorte (con una quota da elenchi predisposti dal Parlamento e una tra i magistrati);
- la creazione di un’Alta Corte disciplinare per i magistrati ordinari.
Il comitato valdostano ha annunciato l’avvio di momenti di informazione e confronto sul territorio nelle prossime settimane. Alla presidenza c’è l’avvocata Corinne Margueret, candidata alle ultime elezioni regionali nella lista di Forza Italia, con l’avvocata Claudia Tomiozzo vice presidente e tesoriera l’avvocata Katia Guidi, anch’essa candidata non eletta alle regionali in Forza Italia.

Corinne Margueret, avvocata, presidente del Comitato valdostano per il Sì
Il comitato per il No: «difendere autonomia e indipendenza della magistratura»
Sul fronte opposto, nasce il Comitato valdostano No al referendum giustizia, promosso dalla Cgil VdA, guidata da Vilma Gaillard, insieme a un’ampia rete di realtà associative e politiche regionali.
La linea è netta: la riforma viene descritta come «un attacco all’indipendenza e all’autonomia della magistratura«, considerata non un privilegio ma una garanzia di uguaglianza davanti alla legge.
Il referendum viene collegato ad un quadro più ampio, citando legge Nordio, autonomia differenziata e premierato come parti di «un unico disegno» che rischierebbe di concentrare potere nell’esecutivo.
Il comitato ha annunciato anche iniziative locali di informazione e promozione al voto ed ha richiamato la campagna nazionale guidata da Giovanni Bachelet, con lo slogan: “Vota NO per difendere Giustizia, Costituzione, Democrazia”.
La Cgil ha evidenziato inoltre la raccolta di adesioni già avviata a livello nazionale (con l’obiettivo di arrivare a fine gennaio a quota 500mila) sostenendo che l’anticipazione delle tempistiche avrebbe ridotto lo spazio di campagna per il No.

Vilma Gaillard, segretaria della Cgil VdA
Cosa cambia in pratica con la riforma (in sintesi)
- due carriere separate: chi fa il pubblico ministero e chi fa il giudice seguirebbero percorsi distinti, senza passaggi da un ruolo all’altro;
- due organi di autogoverno: al posto di un solo CSM, ne arriverebbero due (uno per i giudici, uno per i pm);
- componenti sorteggiati: una parte dei membri verrebbe individuata tramite estrazione a sorte (tra magistrati e tra elenchi predisposti);
- disciplina con un nuovo organismo: nasce una Alta Corte disciplinare dedicata alle questioni disciplinari dei magistrati;
- referendum senza quorum: essendo confermativo, vince chi prende più voti validi, anche con affluenza bassa.










