Il primo punto all’ordine del giorno della prossima adunanza del Consiglio Valle, prevista per mercoledì 11 e giovedì 12 febbraio 2026 sarà la “Convalida dell’elezione alla carica di Consigliere regionale del Sig. Andrea Campotaro e giuramento”.
Il passaggio è la conseguenza diretta della sentenza n.2 del 30 gennaio del TAR Valle d’Aosta che ha corretto, “nei limiti dell’interesse”, gli esiti delle elezioni regionali del 28 settembre 2025: in base a quella decisione viene proclamato consigliere regionale Andrea Campotaro, collegato alla lista AVS – Rete Civica VdA, al posto di Cristina Machet, eletta con l’Union Valdôtaine. L’atto predisposto dagli uffici ricostruisce anche l’iter: sentenza notificata l’1 febbraio e protocollata il 2 febbraio.
La scelta di Machet di chiudere questa parentesi è diventata pubblica mercoledì 4 febbraio, con un messaggio dai toni personali pubblicato sui social media: «oggi ho svuotato l’ufficio, sono grata di questa bellissima esperienza, anche se durata poco – ha scritto l’ex presidente del Mouvement – ringrazio la mia famiglia che anche in questo momento un po’ particolare mi è stata tanto vicina, ringrazio il gruppo degli eletti dell’Union Valdôtaine e il Comité fédéral per il sostegno sincero e per avermi insegnato tanto in questi mesi. Un pensiero ai dipendenti del Consiglio per la loro gentilezza e professionalità. Grazie all’UV per questa bella opportunità e a tutti i Consiglieri con i quali ho fatto un percorso che mi ha davvero entusiasmata. Mi dispiace per i miei sostenitori, per chi mi ha dato fiducia, per gli elettori… ma torno al mio lavoro serena, anche lì potrò fare qualcosa di utile. La politica resterà una passione importante».
Dopo la formalizzazione della decadenza, Cristina Machet rientrerà infatti al suo incarico di segretaria generale dell’Unité des Communes valdôtaines Mont-Emilius: «poi si vedrà», ha aggiunto.

La composizione fotografica pubblicata sui social da Cristina Machet
Sul piano politico e legale, la partita non è chiusa: l’Union Valdôtaine ha annunciato l’intenzione di impugnare la decisione del TAR davanti al Consiglio di Stato. Il ragionamento è questo: dopo “un’analisi approfondita” della sentenza e del fascicolo, l’UV sostiene che la decisione del Tar equivalga ad un “salvataggio” a favore di AVS – Rete Civica VdA per due schede che, in due verifiche distinte, erano state considerate nulle dal Ufficio elettorale regionale, composto dai magistrati del Tribunale civile di Aosta, perché presentavano segni di riconoscimento dell’elettore.
Secondo l’UV, il TAR ha applicato il principio del “favor voti” (cioè l’orientamento a non buttare via un voto se la volontà dell’elettore è chiara e non ci sono segni di riconoscimento “incontestabili”), ma questa lettura entrerebbe in attrito con principi “di rango superiore” come segretezza e unicità del voto. Per questo il movimento autonomista ha annunciato il mandato ai legali Hébert D’Herin e Riccardo Viriglio per presentare il ricorso.
In aula, tra una settimana, salvo un’improvvisa sospensiva, si consumerà il cambio di seggio, con la maggioranza che perderà un consigliere passando da 21 a 20; fuori dal Consiglio Valle, si aprirà (o si confermerà) un nuovo round giudiziario che può riaccendere la discussione sul confine tra “salvare” i voti e blindare, senza eccezioni, la segretezza della scheda.








