L’ingresso in Consiglio Valle di Andrea Campotaro segna, quattro mesi dopo le elezioni del 28 settembre 2025, il punto di arrivo di una battaglia sui resti elettorali che ha ridisegnato i rapporti di forza fra Union Valdôtaine e Alleanza Verdi e Sinistra – Rete Civica VdA. La convalida effettuata mercoledì 11 febbraio 2026, in apertura di seduta, ha dato attuazione alla sentenza del Tar che ha riconosciuto ad AVS – Rete Civica VdA il terzo seggio ai danni di Cristina Machet (UV), riducendo la maggioranza da 21 a 20 consiglieri e portando l’opposizione a quota 15.
Un mandato che parte con quattro mesi di ritardo
Andrea Campotaro, 31 anni, ingegnere civile‑ambientale e architetto, era stato eletto con 343 preferenze nella lista AVS – Rete Civica VdA ma, per effetto del primo conteggio dei resti, era rimasto fuori dall’aula fino alla decisione del TAR dello scorso 29 gennaio che ha riassegnato il terzo seggio ad AVS – Rete Civica. Il giuramento ha avviato di fatto il suo mandato con un ritardo di quattro mesi, durante i quali Cristina Machet ha svolto pienamente le funzioni di consigliera di maggioranza, presentando anche un disegno di legge regionale.
Nel suo primo intervento in aula, durato un minuto e mezzo, Campotaro ha detto di assumere l’incarico «con un forte senso di responsabilità e rispetto per le Istituzioni», dichiarandosi consapevole di essere «tra i consiglieri più giovani» (più giovane di lui c’è solo l’assessore regionale Leonardo Lotto, 27 anni) e di voler vivere questa condizione non come titolo, ma come stimolo a studiare i dossier e confrontarsi «senza pregiudizi». Ha indicato come ambiti prioritari infrastrutture, trasporti, ambiente e territorio, nella convinzione che «sviluppo e sostenibilità debbano procedere insieme», e ha rivendicato il dovere di lavorare per «una società attenta alle persone, alle loro esigenze e ai loro diritti».

L’aula del Consiglio Valle durante il dibattito sulla convalida dell’elezione di Andrea Campotaro
Maggioranza a 20: il richiamo ai “numeri” di Marco Carrel
La correzione dei risultati elettorali ha un effetto immediato sugli equilibri politici: la maggioranza UV ‑ Centro autonomista ‑ Forza Italia passa da 21 a 20 seggi, con gli autonomisti puri che scendono a 17 e dipendono ancora di più dai tre voti azzurri. È un aspetto che l’ex assessore regionale Marco Carrel (Pour l’Autonomie) ha voluto sottolineare nel suo intervento: dopo aver augurato buon lavoro al neo consigliere, ha ricordato che «i numeri in politica sono importanti» e che, in questa legislatura, ricorsi e controricorsi mostrano come «non sempre le indicazioni dei cittadini vengono rispettate dai giochi di palazzo».
Carrel ha rievocato l’ipotesi, ventilata in autunno, di un governo «di soli autonomisti» a 19 seggi, poi abbandonata per l’ingresso di Forza Italia, un’operazione per cui lui era stato bollato come «inaffidabile». Oggi, ha osservato, gli autonomisti di maggioranza «contano solo 17 consiglieri e dipendono dai tre voti dei colleghi di Forza Italia, che hanno giocato una strategia quasi perfetta», con il rischio di un Esecutivo «sempre più azzurro e sempre meno rosso‑nero autonomista». Pur ribadendo la disponibilità a discutere «progetti e idee per la Valle d’Aosta del domani», Marco Carrel ha avvertito che Pour l’Autonomie resterà «dall’altra parte del tavolo» se la priorità della maggioranza continuerà a essere la gestione degli equilibri interni più che l’interesse dei valdostani.
Aurelio Marguerettaz tra il ricordo Cristina Machet e il ricorso al Consiglio di Stato
Il passaggio di seggio non cancella il lavoro svolto in questi mesi da Cristina Machet, più volte ricordata in Aula. Aurelio Marguerettaz, capogruppo dell’Union Valdôtaine, ha parlato di attività «proficua, onesta e assolutamente encomiabile», rivendicando a nome del gruppo un «giusto riconoscimento» alla collega uscente. Allo stesso tempo ha ribadito che la sentenza del TAR «si rispetta ma non è l’ultima parola»: secondo l’UV, il fatto che i resti di lista di Union e AVS – Rete Civica VdA siano risultati identici rende decisivo il modo in cui vengono valutate le schede dubbie, ed è su questo che si concentrerà il ricorso annunciato al Consiglio di Stato.
Marguerettaz non ha risparmiato una stoccata agli avversari, ricordando l’astensione di ottobre sulla convalida di Machet e definendo «assolutamente ridicola» la richiesta di una doppia votazione avanzata allora dal gruppo di sinistra. Proprio per marcare la differenza, l’UV ha votato a favore della convalida di Campotaro, augurandogli «un buon lavoro nella speranza che sia di breve durata».
Parole, queste ultime, che hanno innescato un botta e risposta con Chiara Minelli, capogruppo di AVS – Rete Civica VdA che ha ripreso il tema del «buon lavoro» auspicato dall’UV, chiarendo che il suo gruppo spera invece che sia «di lunga durata», a maggior ragione dopo la fatica politica e giudiziaria affrontata per ottenere il riconoscimento del seggio.
Accanto a Marguerettaz anche Marco Viérin, per il Centro Autonomista, ha voluto ringraziare Cristina Machet per l’impegno e la disponibilità mostrati «non solo verso la maggioranza ma verso tutta l’Aula», augurandole «momenti più felici e sereni» e riconoscendole la capacità di superare questo passaggio.

Il nuovo gruppo di AVS – Rete Civica VdA in Consiglio Valle: Andrea Campotaro, Chiara Minelli ed Eugenio Torrione
Chiara Minelli: «giorno di sollievo» e rivendicazione dell’astensione
Per AVS – Rete Civica VdA, l’11 febbraio 2026 è «un bel giorno»: Chiara Minelli ha sottolineato che l’arrivo di un terzo consigliere «giovane, capace, preparato e dinamico» consentirà al gruppo di lavorare meglio, soprattutto sui dossier considerati prioritari, e rappresenta un incremento «poderoso» per un gruppo passato da due a tre componenti.
Sul piano politico, Minelli ha riletto la vicenda come un riequilibrio rispetto ad una «ingiusta penalizzazione» subita al momento dello scrutinio, quando non erano stati riconosciuti alcuni voti espressi per AVS – Rete Civica VdA. Ha ricordato le difficoltà accumulate nell’estate 2025, tra la modifica delle regole elettorali alla vigilia del voto e il referendum di metà agosto, che hanno imposto un forte aggravio organizzativo soprattutto alle liste chiamate a raccogliere molte firme per presentarsi. L’astensione di ottobre sulla convalida di Machet, criticata da UV, è stata rivendicata come un modo per segnalare «un grave errore» nel procedimento di esame dei voti: «la sentenza del TAR ha confermato che la nostra valutazione non era affatto campata in aria, ma pertinente, e non c’era nulla di ridicolo in quella scelta».
Da qui l’augurio finale al compagno di banco Andrea Campotaro di «un buon lavoro nella speranza che sia di lunga durata», in aperto contrasto con il «breve» evocato da Marguerettaz.
Andrea Campotaro: un profilo internazionale tra tecnica e politica
La biografia di Andrea Campotaro restituisce l’immagine di un consigliere con un curriculum fortemente internazionalizzato: il neo consigliere regionale è abilitato alle professioni di ingegnere civile‑ambientale e architetto, lavora dal 2021 come funzionario tecnico all’Università di Pavia, dove è anche referente dell’Office for sustainable actions, e ha svolto periodi di ricerca in Germania, Cile, Russia e Cina, conseguendo un master in architettura alla Tongji University di Shanghai.
Sul piano politico‑amministrativo, prima dell’elezione ha fatto parte della Commissione edilizia del Comune di Aosta ed è attivo nel direttivo di AVS – Rete Civica VdA. Nel 2025 ha partecipato alla scuola di politica “Coscienti Giovani”.
Il suo ingresso in aula porta così nel gruppo consiliare di AVS – Rete Civica VdA un profilo marcatamente tecnico, che lo stesso Campotaro ha promesso di mettere al servizio dei dossier su cui intende concentrarsi: infrastrutture di collegamento, mobilità, ambiente e governo del territorio, ma anche un’attenzione più ampia alle politiche basate sui dati e alla programmazione di lungo periodo.
Se e quanto questo bagaglio riuscirà a incidere su una maggioranza ora più corta e su una legislatura segnata da ricorsi e equilibri instabili lo diranno i prossimi mesi. Per ora, la fotografia è quella di un Consiglio Valle che, a distanza di quattro mesi dal voto, continua a ridefinire composizione e rapporti di forza, mentre Union Valdôtaine prepara il suo nuovo ricorso e AVS – Rete Civica VdA prova a sfruttare il seggio recuperato per alzare il peso dell’opposizione.








