Con l’udienza di mercoledì 25 febbraio 2026 in Corte d’Assise ad Aosta, il processo per l’omicidio di Auriane Laisne entra nella fase finale: è stato sentito lo psichiatra Francesco Cargioli, nominato dalla Corte su richiesta della difesa, e il dibattimento è stato dichiarato chiuso. Ora restano le discussioni e poi il verdetto: requisitoria e parte civile il 18 marzo, arringhe difensive il 25 marzo, repliche e sentenza fissate per l’8 aprile.
Il punto centrale dell’udienza è la perizia: per Cargioli, Sohaib Teima, 23 anni, di Fermo presenta “un disturbo di personalità” con tratti antisociali e narcisistici, ma non tali da escludere la capacità di intendere e di volere né quella di partecipare al processo. In aula è stato chiarito che, per avere rilevanza giuridica, il disturbo dovrebbe comportare perdita di contatto con la realtà o una grave compromissione del controllo degli impulsi, elementi non riscontrati; esclusa anche un’evoluzione psicotica.
Nella ricostruzione riferita dal perito compaiono anche aspetti caratteriali considerati significativi (tra cui una “spiccata manipolatività”) e alcuni “agiti aggressivi” in carcere, senza che ciò, però, modifichi il giudizio di imputabilità.

Il cellulare della Polizia penitenziaria davanti al tribunale di Aosta
Teima è l’unico imputato per omicidio premeditato e occultamento di cadavere: Auriane Laisne venne trovata morta il 5 aprile 2024 nei ruderi della cappella di Equilivaz, sopra La Salle. Dopo il ritrovamento, Teima fu arrestato in Francia ed estradato in Italia al termine dell’iter giudiziario francese, anche in relazione a una condanna per maltrattamenti.
Nel corso del processo sono entrati anche altri elementi d’indagine citati in diverse udienze: dall’autopsia (che ha rilevato nel sangue della vittima un’elevata presenza di benzodiazepine) fino a passaggi legati a un panetto di cocaina trovato in valigia a Fiumicino settimane prima, episodio che la Procura considera rilevante ai fini della premeditazione.
Il calendario ora accelera: dopo le discussioni finali di marzo, l’8 aprile la Corte d’Assise è chiamata a decidere.








