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Gallerie di Sorreley, il Consiglio chiede lo stop dei lavori. AVS: scelta irresponsabile

L'inizio del raccordo, a Quart, tra l'autostrada A5 e la strada statale 27

pubblicato martedì 9 Giugno 26 • h. 19

realizzato da aostapresse.it

Gallerie di Sorreley, il Consiglio chiede lo stop dei lavori. AVS: scelta irresponsabile

di aostapresse.it | Mar 9 Giu 26 • h. 19

L'inizio del raccordo, a Quart, tra l'autostrada A5 e la strada statale 27

La seduta straordinaria del Consiglio Valle di martedì 9 giugno 2026 sulla chiusura delle gallerie di “Sorreley” e “Côte de Signayes” si chiude con un messaggio politico forte: la concessionaria SAV h confermato lo stop al traffico sul raccordo tra autostrada A5 e strada statale 27 da lunedì 15 giugno per un anno di lavori, mentre l’Assemblea ha approvato a maggioranza una risoluzione che chiede la sospensione immediata dei cantieri e sconti sui pedaggi, con la maggioranza che criticato duramente la gestione di SAV. I tre consiglieri di AVS – Rete Civica VdA, che si sono astenuti sulla risoluzione, giudicano «irresponsabile» la richiesta di bloccare i lavori avvertendo che il rischio è quello di spingere verso la chiusura definitiva dei tunnel.

SAV annuncia la chiusura delle gallerie dal 15 giugno, lavori non rinviabili

SAV, concessionaria del tratto della A5 tra Quincinetto e  Aosta, ha fissato alle ore 9 di lunedì 15 giugno la chiusura del raccordo a libera percorrenza tra A5 e ss27 del Gran San Bernardo per consentire i lavori di adeguamento delle gallerie “Cote de Sorreley” e “Signayes”. L’azienda ha spiegato che l’avvio dei cantieri è stato riprogrammato rispetto alla data iniziale dell’11 giugno per “ulteriore ottimizzazione organizzativa”, senza modificare il cronoprogramma: la riapertura è prevista entro giugno 2027, nel rispetto del dlgs 264/2006 sui requisiti minimi di sicurezza delle gallerie della rete transeuropea.

Si tratta di un intervento “imponente” da 40 milioni di euro, definito più volte “non procrastinabile”, che dovrà adeguare i due tunnel agli standard europei in materia di ventilazione, illuminazione, vie di fuga, sistemi antincendio e comunicazioni di emergenza. SAV ha sottolineato nuovamente che, essendo gallerie a fornice unico con traffico nei due sensi, la complessità strutturale e impiantistica dei lavori “è del tutto incompatibile” con la presenza di veicoli in transito, per garantire la sicurezza sia degli utenti sia del personale di cantiere.

Renzo Testolin in Consiglio Valle mentre ricostruisce la vicenda dei lavori alle due gallerie

Renzo Testolin in Consiglio Valle mentre ricostruisce la vicenda dei lavori alle due gallerie

La risoluzione del Consiglio: stop ai lavori e pedaggi ridotti

Il Consiglio Valle ha però approvato una risoluzione, sottoscritta dai tutti i consiglieri, con il solo voto di astensione di AVS che impegna il Governo regionale a chiedere a SAV l’immediata sospensione dell’avvio dei lavori programmati ed a promuovere, con Regione e Comuni, la valutazione di soluzioni alternative per ridurre il “rilevante disagio” provocato da un’interruzione così lunga della viabilità.

La risoluzione chiede inoltre di aggiornare almeno ogni tre mesi la Commissione consiliare competente, insieme ai rappresentanti regionali in SAV, sui successivi sviluppi, e di attivarsi con urgenza presso SAV e RAV per ottenere la gratuità o una “significativa riduzione tariffaria” del pedaggio A5 tra Nus e Aosta Ovest/Saint‑Pierre per i residenti valdostani per l’intera durata della chiusura e fino al completo ripristino della variante tra A5 e ss27. Illustrando il documento, il consigliere Corrado Jordan ha parlato di «presa di posizione decisa» che dà voce al diffuso stato di insoddisfazione di territori, Istituzioni e settori produttivi chiedendo al Governo di trasformare queste preoccupazioni in un mandato politico forte verso SAV.

Testolin: cronistoria dal 2019 e ruolo della Regione

Aprendo la seduta straordinaria, il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha ripercorso l’intera vicenda a partire dal 2019, quando il tratto è stato reinserito nella rete TERN ed il gestore ha avviato il percorso di adeguamento alle norme del dlgs 264/2006. Testolin ha ricordato l’iter tecnico: i nulla osta della Commissione gallerie e del Mit, il progetto esecutivo trasmesso a fine 2021, l’approvazione con prescrizioni del 2022, l’aggiornamento del 2023, il diniego del 2024 per mancanza di copertura nel PEF, il ricorso di SAV al Tar Lazio e il nuovo nulla osta all’esecuzione dei lavori del settembre 2025.

Sul fronte più recente, il presidente ha richiamato le interlocuzioni del 2026: l’informativa chiesta dalla Commissione gallerie, le sollecitazioni regionali per ottenere la documentazione definitiva, la riunione del Comitato operativo per la viabilità del 20 aprile, la richiesta di una valutazione tecnica indipendente sulle alternative alla chiusura totale e la conclusione, il 22 maggio, che non esistono soluzioni per mantenere la circolazione in sicurezza, con un cantiere ridotto da 494 a 370 giorni. Testolin ha rivendicato che l’Amministrazione «abbia seguito il processo», chiesto approfondimenti, convocato tavoli tecnici e lavori di mitigazione sui flussi, presentando la risoluzione come segnale politico forte ma anche come disponibilità «ad un confronto serio» con la concessionaria.

Giulio Grosjacques, assessore regionale al turismo, sport e commercio, durante il suo intervento dai banchi del Consiglio Valle

Giulio Grosjacques, assessore regionale al turismo, sport e commercio, durante il suo intervento dai banchi del Consiglio Valle

La maggioranza tra autocritica e attacco a SAV

All’interno della maggioranza non sono mancate voci critiche verso la SAV. L’assessore al commercio e turismo Giulio Grosjacques ha ricordato che la Regione, con il 28,72% di SAV, è socio di minoranza e non può incidere sulle scelte operative legate a lavori urgenti di sicurezza, ma ha sottolineato che la riunione del 18 maggio ha fatto emergere «elementi non precedentemente noti» e la scelta della chiusura totale rispetto a ipotesi di cantierizzazione con traffico ridotto. Grosjacques ha parlato di decisioni formalmente legittime ma ha aperto il tema dell’equilibrio tra affidamenti interni e mercato, citando gli affidamenti a società collegate e l’esigenza di verificare le scelte alla luce delle indicazioni ANAC.

Corrado Jordan, pur firmando la risoluzione, ha ribadito che il problema non è la necessità dei lavori ma «la gestione della cantierizzazione»: secondo lui SAV «non ha gestito bene la vicenda», non prevedendo modalità meno impattanti, e i rappresentanti regionali nel CdA non hanno attivato per tempo i meccanismi di indirizzo sulle ricadute territoriali. Jordan, che ha dichiarato di aver conosciuto il problema a febbraio, si è definito «profondamente insoddisfatto» per non essere riuscito a trovare «una seppur minima soluzione alternativa» invitando a «chiedere conto a chi sapeva» se sia stato fatto tutto il possibile per ridurre i disagi.

Per Aurelio Marguerettaz, capogruppo dell’Union Valdôtaine, «è venuto meno qualsiasi rapporto di fiducia con SAV»: l’affidamento in house dei lavori, ha sostienuto, chiude il cerchio a favore delle società del gruppo, rischiando di danneggiare la concessionaria perché senza gara non si beneficia dei ribassi e si «escludono le imprese del territorio». Marguerettaz ha chiesto ai rappresentanti regionali nel CdA di dire «basta» agli affidamenti in house, affermando che SAV «non è più una società che mette al centro il territorio, ma il gruppo» e che la soluzione scelta «non è condivisibile».

Laurent Viérin ha evidenziato che ««questa vicenda non è solo tecnica, ma politica e riguarda i rapporti tra la Regione e la società SAV» perché «la Valle d’Aosta non può essere un soggetto marginale rispetto a decisioni che impattano su viabilità, economia e vita quotidiana» mentre Pierluigi Marquis, già presidente RAV, ha invitato «a fare tesoro dell’esperienza» per assicurare in futuro una pianificazione condivisa tra tutti gli Enti. Marco Viérin ha denunciato una risposta di SAV netta e unilaterale («chiusura totale, unica soluzione possibile»), che mette in crisi il rapporto di fiducia e impone un cambio nei rapporti con la società.

Eleonora Baccini, consigliera regionale della Renaissance Valdôtaine

Eleonora Baccini, consigliera regionale della Renaissance Valdôtaine

Le opposizioni confermano la loro linea

Dal fronte di Fratelli d’Italia, Alberto Zucchi e Massimo Lattanzi hanno ribadito che non contestano la necessità dei lavori, ma «la mancata governance» della Giunta su un intervento noto da anni e la scelta di affrontare come emergenza «un dossier prevedibile». Zucchi ha criticato la richiesta di valutazione terza a ridosso della chiusura definendola «una toppa politica», mentre Lattanzi ha giudicato tardivo il Consiglio straordinario invitando a concentrarsi su come evitare che i 56 milioni di investimenti ricadano sui pedaggi dei valdostani, più che a battere i«pugni sul tavolo» con il 28% delle quote.

Per la Lega, Corrado Bellora ha sottolineato la confusione tra piano tecnico e piano politico: ai tecnici spettano modalità e sicurezza dei lavori, alla politica la gestione delle criticità e l’indirizzo ai rappresentanti regionali in SAV. Eleonora Baccini ha parlato di «assoluta mancanza di programmazione» e di una Regione che si limita a rincorrere situazioni che avrebbe dovuto gestire con una pianificazione seria e tempestiva, coinvolgendo per tempo sindaci, categorie economiche e cittadini.

Marco Carrel ha spinto sulla responsabilità politica di Renzo Testolin, accusato di aver trasformato «un’isola felice» in «condizione di isolamento» per incapacità di affrontare i dossier, citando anche il Casinò e Cogne come segnali di una difficoltà complessiva di governo. I tre consiglieri del Partito Democratico, con Clotilde Forcellati, Fulvio Centoz e Jean‑Pierre Guichardaz, hanno puntato il dito sul «corto circuito informativo» con le partecipate regionali: o SAV non ha comunicato alla Giunta decisioni di questo rilievo, o la situazione era nota e si è scelto di non condividere per tempo con Consiglio Valle e Comuni, con un evidente deficit di governance delle società partecipate.

Chiara Minelli, capogruppo di AVS - Rete Civica VdA in Consiglio Valle

Chiara Minelli, capogruppo di AVS – Rete Civica VdA in Consiglio Valle

AVS: critica all’impianto e timore di chiusura definitiva

Alleanza Verdi e Sinistra – Rete Civica VdA, pur partecipando al dibattito, ha scelto di non firmare la risoluzione e di astenersi in Aula. I tre consiglieri, Chiara Minelli, Eugenio Torrione ed Andrea Campotaro hanno concordato nel definire la richiesta di sospendere i lavori «poco seria, irresponsabile e illogica, un’evidente ammissione di fallimento politico e programmatorio»: se esistevano alternative, andavano valutate mesi fa, se non esistono, chiedere lo stop a ridosso dell’avvio del cantiere è, per loro, una contraddizione rispetto a quanto detto finora.

I tre consiglieri di AVS hanno insistito sul fatto che il problema di sicurezza non può essere rinviato e che il rischio di una sospensione improvvisata è di allungare ulteriormente i tempi, fino a rendere strutturale la chiusura delle gallerie, con effetti ancora più gravi per la mobilità e per i rapporti con la concessionaria svizzera del traforo del Gran San Bernardo. Per il gruppo, l’unica «linea seria» è concentrarsi su misure concrete di mitigazione: regolamentare e deviare il traffico, limitare per un anno il passaggio dei Tir senza origine/destinazione in Valle o nel Vallese, spostare progressivamente le merci dalla gomma alla rotaia e coinvolgere i Comuni nella costruzione di un credibile Piano di gestione dei flussi.

In questo quadro, la scelta di AVS di non sostenere la risoluzione approvata dal resto del Consiglio viene motivata con la volontà di non condividere responsabilità che, a loro giudizio, appartengono interamente a chi ha governato fin qui il dossier. Il rischio che si intrave è che una richiesta di stop formulata all’ultimo minuto, senza un’alternativa tecnica praticabile, finisca per aggravare la situazione, consolidando la “tempesta perfetta” già evocata in altre sedi e rendendo ancora più incerta la sorte delle gallerie di Sorreley e Signayes.