Il progetto “Giovani valdostani sulla neve” è entrato nella fase pubblica con un primo incontro che si è tenuto a Palazzo regionale: lunedì 9 marzo 2026 studenti e “professionisti della montagna” (maestri, guide, operatori degli impianti) si sono confrontati sul tema delle opportunità lavorative legate al territorio. È il primo di tre appuntamenti analoghi, prima delle uscite in pista previste nelle stazioni di Pila e Torgnon.
L’iniziativa, così com’è costruita, non è un generico “evento per i giovani”: è un intervento finanziato con i Fondi nazionale e regionale delle politiche giovanili e progettato per svolgersi in orario scolastico con studenti delle superiori, con l’obiettivo dichiarato è far vedere la montagna come possibile sbocco professionale oltre che sportivo.
Che cosa prevede, in concreto
Il progetto si articola in due blocchi: “laboratori educativi/formativi” e “giornate sulla neve”. I laboratori sono incontri con testimonianze e profili professionali (guide alpine, accompagnatori di media montagna, maestri di sci e snowboard, biathlon, impianti a fune, ecc.). Le uscite sulla neve sono giornate settimanali che coinvolgeranno circa 160 studenti a settimana e circa 25 professionisti.
Per il 2025/2026 gli incontri toccano alcune scuole regionali (tra cui ITPR “Corrado Gex”, Liceo “Regina Maria Adelaide”, Institut agricole régional ed École Hôtelière di Châtillon). Le attività sono rivolte alle classi della secondaria di secondo grado con una distinzione per azioni: nel bando 2025 l’azione “giornate sulla neve” è rivolta a studenti di seconda e terza; i laboratori hanno una platea più ampia (dal primo al quarto anno).

Gli studenti presenti al primo appuntamento di ‘Giovani valdostani sulla neve’
I fondi: quanto vale l’intervento “sulla neve”
Nell’avviso pubblico del 16 maggio 2025 la Regione quantifica le risorse disponibili per “Giovani valdostani sulla neve” nel triennio 2025-2027: 110.492,50 euro complessivi, così ripartiti: 15.355 euro nel 2025, 47.574 euro nel 2026, 47.563,50 euro nel 2027. La fonte di finanziamento indicata è mista: Fondo nazionale per le politiche giovanili e Fondo regionale.
L’avviso pubblico non era aperto a qualunque associazione o ente educativo: stabiliva che potevano presentare proposte solo l’Associazione valdostana maestri di sci (Avms) e le Scuole di sci valdostane regolarmente costituite e iscritte. È un intervento pubblico con bando, ma con platea dei proponenti ristretta al perimetro dei maestri di sci (e strutture collegate).
La “variante” collegata: Giovani valdostani in montagna, risorse e paletti
Lo stesso schema “a platee riservate” si ritrova anche nell’altro avviso regionale, “Giovani valdostani in montagna”, pubblicato nel giugno 2024, che metteva a disposizione 115.092 euro complessivi, suddivisi in quattro interventi. Anche qui la partecipazione non è indistinta: per tre interventi (rifugio, sport estivi, “impara il mestiere”) potevano partecipare associazioni e società di guide, accompagnatori di media montagna iscritti all’Unione valdostana guide di alta montagna (Uvgam) e guide escursionistiche iscritte all’elenco regionale; per l’intervento “Zig Zagando d’inverno: studenti valdostani sulla neve!” potevano partecipare Avms e le Scuole di sci. Per quest’ultimo, il budget indicato era di 32.000 euro (8.000 nel 2024 e 24.000 nel 2025).
In sintesi: un progetto pubblico, con obiettivi dichiarati di orientamento e prevenzione del disagio (attraverso sport e appartenenza al territorio), ma costruito con canali di accesso ben delimitati: maestri di sci per la parte “neve” e guide per alcune azioni “montagna”.
«È un piacere vedere il coinvolgimento di così tanti giovani in questa iniziativa – ha commentato l’assessore regionale alle politiche giovanili Leonardo Lotto – che consente loro di avvicinarsi alla pratica degli sport invernali e di poter leggere la montagna non solo come un ambiente naturale straordinario e un luogo di svago e sport, ma anche come un’opportunità per il loro futuro, una possibile scelta di vita e di crescita professionale e personale».

L’assessore regionale Leonardo Lotto con i colleghi Luigi Bertschy e Giulio Grosjacques
Perché vale la pena seguirlo senza retorica
La domanda non è se “sia bello” portare ragazzi a sciare (lo è). La domanda vera, quando ci sono fondi pubblici, è come si misura l’efficacia: quanta partecipazione reale, che ricaduta orientativa, che continuità negli anni e quale equilibrio tra attività sportive e contenuti formativi.
E poi c’è il tema della struttura dei bandi: la Regione ha scelto di legare questi interventi a categorie professionali precise, e questo riduce concorrenza e pluralità dei proponenti, ma può anche garantire standard tecnici e organizzativi.
Il progetto prosegue con i prossimi incontri del 12 e 16 marzo e poi con le giornate sulle piste. Se l’obiettivo è parlare di lavoro in montagna, la verifica sarà semplice: cosa resta agli studenti dopo l’uscita, oltre alla stanchezza nelle gambe.








