In Valle d’Aosta il lavoro c’è, ma le imprese continuano a fare fatica a trovare le persone giuste: a febbraio le aziende prevedono 1.140 nuove assunzioni, che diventano 3.140 nel trimestre febbraio–aprile, ma oltre la metà dei profili resta “introvabile”.
Più assunzioni, ma personale ancora scarso
Secondo il Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del lavoro, le entrate previste crescono di circa 240 unità rispetto a febbraio 2025 e di circa 390 nel trimestre, confermando un mercato del lavoro dinamico. La fotografia è in linea con quella di inizio anno, quando la Chambre valdôtaine aveva già segnalato un aumento delle opportunità occupazionali a fronte di difficoltà crescenti nel reperimento del personale.
Il problema resta il mismatch: oltre il 55% delle assunzioni previste in Valle d’Aosta è considerato di difficile reperimento, per mancanza di candidati o per competenze non adeguate. È una criticità ormai strutturale, che riguarda sia le figure più qualificate sia gli operai specializzati e i profili dei servizi.
I settori che assumono e i profili cercati
Come già emerso a gennaio, a trainare la domanda di lavoro sono i servizi.
- servizi: circa 770 entrate nel solo febbraio (oltre due terzi del totale), con alloggio, ristorazione e turismo a quota 410 assunzioni programmate;
- industria: circa 290 entrate previste:
- agricoltura e settore primario: circa 80 opportunità.
Sul fronte delle professioni, più del 40% delle assunzioni riguarda addetti alle vendite, al turismo e ai servizi alla persona, mentre operai specializzati e conduttori di impianti coprono circa il 29% delle entrate. Le professioni non qualificate valgono il 16%, dirigenti, professioni intellettuali e tecniche nel complesso circa il 10%.

L’infografica della Chambre sul ‘paradosso del lavoro in Valle d’Aosta’
Giovani, esperienza, titoli di studio e contratti
Il mercato valdostano resta formalmente “aperto” ai giovani: il 28% delle entrate previste è rivolto a under 30. Allo stesso tempo, però, per circa il 70% delle posizioni le imprese chiedono esperienza specifica nella professione o nello stesso settore, riducendo di fatto lo spazio per chi entra per la prima volta.
Quanto ai titoli di studio, quasi la metà delle assunzioni (48%) richiede qualifica o diploma professionale, il 19% un diploma di scuola secondaria, solo il 7% è destinato a laureati; il resto riguarda posizioni senza requisiti formali di studio.
Sul piano contrattuale, circa il 79% delle assunzioni previste è a termine (tempo determinato o altre forme con durata definita), mentre solo il 21% è stabile, tra tempo indeterminato e apprendistato. Il grosso della domanda arriva dalle piccole imprese: circa tre quarti delle entrate previste si concentra in aziende con meno di 50 dipendenti.
Già nel report di febbraio la Chambre aveva sottolineato come questa combinazione, contratti prevalentemente temporanei, richiesta di esperienza e salari spesso non competitivi rispetto ad altre aree, contribuisca a rendere meno attrattivo il mercato valdostano, soprattutto per figure qualificate e giovani disponibili a spostarsi.
Sapia: «serve agganciare meglio scuola e imprese»
Per il presidente della Chambre valdôtaine, Roberto Sapia, i dati confermano «una domanda di lavoro dinamica, sostenuta in particolare dal turismo», ma anche «una difficoltà crescente nel reperire alcune figure professionali», che va affrontata rafforzando il collegamento tra sistema formativo e imprese.
Orientare percorsi di istruzione e formazione verso le competenze richieste dal mercato, aggiunge Sapia, è la leva per ridurre il divario tra domanda e offerta, sostenere la competitività delle aziende e offrire maggiori opportunità occupazionali alle persone. Un obiettivo che richiama da vicino anche le iniziative avviate dalla Regione, dagli sportelli per l’orientamento alle sperimentazioni con le scuole, ma che, alla luce dei numeri Excelsior, è ancora lontano dall’essere centrato.









