La Giunta regionale ha istituito una cabina di regia per studiare e contrastare la desertificazione commerciale in Valle d’Aosta, dando seguito all’apertura manifestata in Consiglio Valle ad inizio anno sul tema.
Cos’è la cabina di regia
La cabina di regia, approvata con deliberazione del 10 aprile 2026, è coordinata da Giulio Grosjacques, assessore regionale al turismo, sport e commercio, ed ha il compito di analizzare dati e tendenze del commercio valdostano, fare benchmark con altre realtà italiane ed europee, studiare misure adottate altrove ed elaborare proposte da sottoporre al Governo regionale.
Il nuovo organismo nasce nel solco della legge regionale 12/1999, che affida alla Regione il sostegno alle attività turistico‑ricettive e commerciali e la salvaguardia del servizio di prossimità, soprattutto nelle aree montane, come presidio economico, sociale e di vivibilità dei centri abitati.

Il consigliere regionale Massimiliano Tuccari
Perché nasce: dal trend di chiusure al confronto in Aula
Nella delibera si riconosce “un generale trend di diminuzione degli esercizi di vicinato”, tanto ad Aosta quanto negli altri Comuni, nonostante i contributi regionali per l’apertura e il mantenimento delle piccole attività.
Il fenomeno viene ricondotto a fattori in gran parte non controllabili dalla Regione, e‑commerce, crescita di media e grande distribuzione, cambiamento delle abitudini dei consumatori, ma anche a specificità locali come conformazione del territorio, configurazione urbana dei centri, sovrapposizione tra turisti e residenti e impatto dei flussi transfrontalieri.
Il tema era esploso politicamente il 15 gennaio scorso, quando il consigliere regionale di opposizione Massimiliano Tuccari aveva richiamato i dati di uno studio che collocava la Valle d’Aosta tra le regioni con il più alto tasso di desertificazione commerciale (28,2 per cento, «un locale chiuso su tre») ed aveva chiesto misure «non assistenzialistiche» basate su fiscalità di vantaggio, riuso dei locali sfitti e partenariati pubblico‑privati.
In quella sede Giulio Grosjacques aveva rivendicato l’efficacia dei contributi agli esercizi di vicinato, con 157 attività mantenute ed otto nuove aperture nel solo settore dei beni di prima necessità nel 2025, ma aveva aperto all’idea di una cabina di regia allargata, a condizione che non fosse «un semplice tavolo senza valore aggiunto».
Chi ne fa parte
La cabina è composta da rappresentanti politici, istituzionali e delle categorie economiche e sociali. Ne faranno parte, come coordinatore, l’assessore regionale al turismo, sport e commercio; gli assessori regionali alle opere pubbliche ed al bilancio, o loro delegati, per gli aspetti urbanistici e fiscali; due membri della IV Commissione consiliare “Sviluppo economico” (uno di maggioranza e uno di minoranza); il presidente del Consiglio permanente degli Enti locali e il sindaco di Aosta, o loro delegati; i Presidenti di Chambre valdôtaine, Confcommercio e Confesercenti regionali; un rappresentante delle associazioni dei consumatori, uno delle organizzazioni sindacali e il presidente dell’UPPI (Unione piccoli proprietari immobiliari) ed il dirigente dello Sportello unico degli Enti locali, per gli aspetti procedurali.
Alle riunioni parteciperà anche la Struttura “strutture ricettive e commercio” con funzioni di segreteria, e la cabina potrà coinvolgere di volta in volta altri soggetti o uffici regionali su temi specifici. Non sono previsti compensi per i componenti e il mandato dura tre anni, prorogabili con una nuova deliberazione.

Giulio Grosjacques, assessore regionale allo sport, turismo e commercio
Cosa potrà (e cosa non potrà) fare
Alla cabina di regia sono affidate cinque funzioni: analizzare i dati sulle attività commerciali, confrontare le politiche con altre regioni, promuovere studi sul settore, esaminare le misure attuate altrove e formulare proposte di nuove misure al Governo regionale.
Non si tratta quindi di un organo che decide incentivi o norme, ma di uno strumento di analisi e proposta, che dovrà tradurre in misure concrete, anche legislative, se la Giunta lo riterrà opportuno, la richiesta di “strategie strutturali” emersa in Aula per fermare la chiusura di negozi, soprattutto nei centri storici, nei paesi di montagna e nelle periferie commercialmente svuotate.










