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Ineleggibilità Testolin, AVS: «si vuole cancellare la legge per non rispettarla»

pubblicato martedì 14 Aprile 26 • h. 15

realizzato da aostapresse.it

Ineleggibilità Testolin, AVS: «si vuole cancellare la legge per non rispettarla»

di aostapresse.it | Mar 14 Apr 26 • h. 15

Il tribunale di Aosta

A otto giorni dall’udienza fissata al Tribunale di Aosta, mercoledì 22 aprile 2026, il caso dell’ineleggibilità del presidente della Regione Renzo Testolin torna ad accendersi. Alleanza Verdi e Sinistra Valle d’Aosta, con una nota diffusa martedì 14 aprile, alza ulteriormente il tiro contro quella che definisce «una manovra» orchestrata dalla stessa Giunta regionale per blindare la presidenza del suo esponente.

Il ricorso e il nodo giuridico

Tutto nasce dal 6 novembre 2025, quando la maggioranza del Consiglio regionale ha eletto Testolin alla guida della Giunta per la quarta legislatura consecutiva, in contrasto, secondo AVS – Rete Civica VdA ed il suo coordinatore regionale Elio Riccarand, con le disposizioni della legge regionale n. 21 del 2007, che pone precisi limiti alla ricandidabilità alle cariche di vertice dell’Esecutivo regionale. Nel dicembre 2025, AVS ha depositato un ricorso chiedendo al Tribunale di accertare l’ineleggibilità di Testolin e la sua decadenza dalla carica.

Entra in campo l’avvocato della Regione

La novità emersa nei giorni scorsi riguarda gli atti depositati in vista dell’udienza. L’avvocato Ulisse Corea, dello Studio Marini di Roma, scelto e pagato personalmente da Renzo Testolin, ha presentato le proprie argomentazioni difensive. Fin qui, nella norma. Quello che AVS giudica «sorprendente» è che accanto a quell’atto ne sia comparso un secondo, di contenuto molto simile, firmato dall’avvocato Marcello Cecchetti, nominato invece dalla Giunta regionale. La Regione, sottolinea Elio Riccarand, non è stata chiamata in giudizio: nessun atto regionale è stato impugnato, la causa non investe diritti o interessi dell’Amministrazione. Eppure la Giunta ha deciso di costituirsi, impegnando oltre 21mila euro di denaro pubblico a sostegno della difesa del suo presidente.

Elio Riccarand, coordinatore di AVS - Rete Civica VdA

Elio Riccarand, coordinatore di AVS – Rete Civica VdA

La strategia che indigna AVS: cancellare la legge per non applicarla

Ma il passaggio è stato definito «paradossale e grave» è un altro. Leggendo i due atti difensivi, emerge una triplice richiesta al Tribunale: dichiarare il ricorso di AVS inammissibile; in subordine, infondato; e infine, la mossa più dirompente, sospendere il giudizio e sollevare questione di legittimità costituzionale sulla stessa legge regionale n. 21/2007 davanti alla Corte Costituzionale.
In altre parole, il presidente della Regione e l’Avvocatura regionale chiederebbero di far cancellare una norma approvata a larga maggioranza dal Consiglio regionale pur di non applicarla: «altro che Autonomia e potestà legislativa regionale», ribadisce la nota.

Vent’anni di limite ora nel mirino

La legge n. 21/2007 era stata approvata vent’anni fa proprio per scongiurare fenomeni di personalizzazione del potere e garantire un fisiologico ricambio ai vertici dell’esecutivo. Per AVS – Rete Civica VdA, in una regione piccola come la Valle d’Aosta, che gestisce le risorse pro capite più alte d’Italia e dove le prerogative della Giunta sono particolarmente ampie, quella norma rappresenta un presidio contro «il formarsi di una casta». Il comunicato si chiude con un secco: «noi non ci stiamo!».

L’udienza del 22 aprile dirà se il Tribunale di Aosta accoglierà le pregiudiziali difensive o entrerà nel merito del ricorso.