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Gallerie di Sorreley, si parte l’11 giugno: un anno di caos, sindaci preoccupati

pubblicato lunedì 20 Aprile 26 • h. 18

realizzato da aostapresse.it

Gallerie di Sorreley, si parte l’11 giugno: un anno di caos, sindaci preoccupati

di aostapresse.it | Lun 20 Apr 26 • h. 18

Il tavolo del Comitato operativo per la viabilità della Valle d’Aosta

La data è ufficiale: giovedì 11 giugno 2026, il giorno dopo la fine dell’anno scolastico valdostano, le gallerie “Côte de Sorreley” e “Signayes” chiuderanno completamente. La riapertura è stimata per la metà di giugno 2027. Tredici mesi, quindi, durante i quali il raccordo tra autostrada A5 e strada statale 27 del Gran San Bernardo sarà inaccessibile ed il traffico si riverserà su Aosta e sulla Plaine. Lo ha confermato la riunione del Comitato operativo per la viabilità della Valle d’Aosta, che si è tenuta nella mattinata di lunedì 20 aprile 2026, a Palazzo regionale con una platea allargata: oltre ai tecnici, erano presenti tutti i sindaci dei comuni coinvolti, dalla Plaine alla Valle del Gran San Bernardo.

Perché i lavori non si possono rimandare

SAV, la concessionaria del tratto autostradale ha ribadito con forza un concetto che chi seguiva la vicenda già conosceva: i lavori sono obbligatori, non discrezionali. Il decreto legislativo 264/2006, che recepisce la direttiva europea nata dopo i tragici incendi in galleria a fine anni ’90, tra cui il rogo del Traforo del Monte Bianco, impone standard precisi di sicurezza impiantistica per le gallerie della rete transeuropea.
Il progetto prevede lo smantellamento completo di tutti gli impianti esistenti e la realizzazione ex novo di tutto: rete idrica antincendio, videosorveglianza, segnaletica d’esodo, ventilazione, illuminazione d’emergenza, drenaggio. Non si tratta di una manutenzione ordinaria, ma di un cantiere che interesserà pressoché l’intera estensione dei cinque chilometri di galleria, rendendo impraticabile qualsiasi soluzione alternativa come il senso unico alternato. I lavori andranno avanti 24 ore su 24, su più turni, per comprimere al massimo i tempi.

Un elemento non secondario: la chiusura è stata programmata anche tenendo conto della piena percorribilità del Traforo del Monte Bianco fino all’autunno 2027, così da non sovrapporre i due disagi sul traffico internazionale.

Il pubblico presente alla riunione del Comitato operativo per la viabilità della Valle d’Aosta

Il pubblico presente alla riunione del Comitato operativo per la viabilità della Valle d’Aosta

I numeri del traffico deviato

Per la prima volta sono stati presentati i dati del traffico elaborati da SAV su rilevazioni radar effettuate sull’intero anno 2025. I numeri danno la misura concreta di quello che aspetta i residenti. Nell’orario mattutino di punta si stima un aumento medio di circa 235 veicoli aggiuntivi all’ora (sommando entrambe le direzioni) sulle strade alternative. Il momento peggiore sarà tra le ore 16 e le 18, unica fascia oraria in cui si supera la soglia dei 400 mezzi medi orari: una situazione che si traduce, secondo le proiezioni, in un accodamento aggiuntivo di 500-600 metri ipotizzando una distribuzione uniforme del traffico sull’ora. Per i mezzi pesanti i valori massimi restano sotto i 20 veicoli/ora nel tardo pomeriggio, con una media di circa 15 l’ora dalla metà della mattinata fino alle 18.
Tutti i presenti riceveranno nelle prossime settimane i dati ora per ora, mese per mese: un’analisi che permetterà di capire quali saranno i periodi più critici e pianificare le contromisure.

Sindaci critici: «vogliamo una perizia indipendente»

La riunione non ha convinto tutti. Anzi. A uscire con le riserve più nette sono stati il sindaco di Aosta Raffaele Rocco, il presidente dell’Unité Mont Emilius Fabrizio Bertholin e il presidente dell’Unité Grand Combin Gabriel Diemoz, che in una nota congiunta hanno dichiarato: «rimaniamo critici rispetto alla situazione che ci è stata presentata. Riteniamo necessario disporre di un documento tecnico che attesti l’impossibilità di effettuare i lavori senza la chiusura totale della galleria, corredato da una valutazione tecnica indipendente e da un’analisi dei dati relativi al traffico».

Non solo: il Comune di Aosta ha messo sul tavolo un ulteriore elemento di complessità, segnalando che nel periodo della chiusura sono già programmati cantieri in via Roma, via Mont-Émilius e sulla rotonda di Saraillon, tutti in interferenza diretta con la direttrice che diventerà l’asse principale del traffico deviato. «La fascia oraria 16-18 è già considerata di punta per il capoluogo – ha sottolineato Rocco – ed i lavori andrebbero a incidere ulteriormente sulla direttrice compresa tra via Roma e la statale 27. I disagi per lavoratori pendolari e turisti sarebbero rilevanti».

Il presidente della Regione Renzo Testolin ha riconosciuto le preoccupazioni come legittime, invitando SAV a mettere in atto tutte le misure possibili per ridurre i disagi e annunciando che altri incontri sono previsti prima di giugno e poi durante i lavori. Il capo della Protezione civile Valerio Segor ha ricordato che sarà prioritario garantire la piena operatività dei servizi di soccorso sanitario e tecnico, con eventuale supporto delle Forze dell’ordine nelle ore di punta.

La rotonda tra via Parigi, viale Ginevra e la ss 27 del Gran San Bernardo

La rotonda tra via Parigi, viale Ginevra e la ss 27 del Gran San Bernardo

Cosa cambia, in concreto

Dal venerdì 12 giugno in poi, chi arriva dall’autostrada A5 e deve raggiungere la SS27, o viceversa, dovrà transitare per Aosta, percorrendo la ss 26 tra Quart e Saint-Christophe e poi via Parigi fino alla rotonda dell’ospedale, zone dove sono in corso altri cantieri viari e dove inizieranno anche i lavori di realizzazione del nuovo “Parini”.
La palla, ora, torna a SAV: i Comuni chiedono carta e documenti. E fino ad allora, la loro firma sul Piano di gestione del disagio non c’è.

articolo modificato dopo la pubblicazione iniziale